SAVA. Istituto scolastico “Del Prete”. Quando nel 2005 fui chiamato davanti al giudice …

SAVA. Istituto scolastico “Del Prete”. Quando nel 2005 fui chiamato davanti al giudice …

Denunciato per diffamazione fui assolto, sentite cosa disse il giudice nella sentenza!

I fatti. Alcuni studenti vennero alla redazione di Viv@voce per esporre lo stato di degrado di una delle due strutture dei privati che “ospitavano” le due scuole superiori impiantate a Sava. Mi portarono le foto digitali e lo scenario era spaventoso: mattoni forati caduti dal solaio e lesioni strutturali di notevole pericolo. Pubblicai le foto e, da quello che raccolsi in giro, seppi che i privati prendevano un bel pò di soldi dalla Provincia di Taranto. La differenza era mille euro in più o mille euro in meno ma questo non modificava l’esborso stratosferico. Riportai, oltre all’incontro con i ragazzi le loro foto, anche la storia di questo nuovo plesso pubblico e di come, allora eravamo quasi ai ventanni dall’inizio dei lavori sospesi spesso e volentieri, che non arrivava mai alla dirittura di arrivo.

Nell’articolo ci fu una ricostruzione capillare, degna per davvero di una inchiesta giornalista che mette alle spalle l’incapacità politica e il poco rispetto del “denaro pubblico”. In sede di giudizio, addirittura, l’accusa metteva in dubbio la veridicità delle foto pubblicate e sollevava seri dubbi e, oltre questo, mi contestava l’importo mensile dell’affitto.

Come difesa portai, tramite il mio legale, i contratti che furono stipulati quasi ventanni prima tra i privati e la Provincia di Taranto. La differenza degli importi era “solo” di qualche migliaia di euro in più. A monte, scabroso questo, delle diverse decine di migliaia di euro che i privati intascavano mensilmente grazie alla “bontà” politica.

Il giudice, valutò tutto il carteggio prodotto, il mio interrogatorio e quello dell’accusa e al verdetto fui assolto. Nella sentenza scritta, ritirata dopo poche settimane, c’era scritto: “Ben vengano giornalisti come Caforio che hanno il coraggio e la caparbietà di mettere in luce le smagliature del mondo politico e, in questo caso in specie, il poco rispetto del denaro pubblico proprio da parte di chi dovrebbe essere preposto al rispetto dello stesso”.

Giovanni Caforio

viv@voce

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