TARANTO. Consiglieri opposizione. “Ognuno di noi qui rappresenta una idea della città non sempre convergente”

TARANTO. Consiglieri opposizione. “Ognuno di noi qui rappresenta una idea della città non sempre convergente”

La conferenza stampa dello scorso giovedì a Palazzo Latagliata  dei Consiglieri comunali, Baldassari, Nilo, Cannone, Vietri, Battista, Fornaro, Corvace, De Gennaro, nel Palazzo Latagliata

“Oggi qui c’è la minoranza del Consiglio comunale eletto con elezioni democratiche nella primavera del 2017. Siamo quella parte di città che non conquistò lo scranno più alto (nel mio caso-precisa la Consigliera Baldassari- per una manciata di voti), ma siamo una parte della città, e Rinaldo Melucci, che ci piaccia o no, è il sindaco di tutti. Premesso ciò vorremo dire, però, due cose.

La prima è che siamo genericamente chiamati “opposizione” ma ognuno di noi qui rappresenta una idea della città non sempre convergente. Un distinguo che serve innanzitutto ad allontanare il rischio di possibili manie di persecuzione da parte di qualcuno, ma anche per dire che malgrado le diversità su una cosa siamo d’accordo: la fascia tricolore che il sindaco conquista dopo la sua candidatura non è un ornamento scenico, uno sfizio cerimoniale, è l’impegno che il primo cittadino assume nei confronti di tutta la comunità amministrata, a cui con alto senso delle istituzioni ha il dovere di portare rispetto, anche se dovesse ritrovarsi al cospetto di opinioni differenti o critiche.

Le critiche che abbiamo mosso al sindaco, che con quella fascia parla ai rappresentanti dei suoi concittadini apostrofandoli con offese e un’insolenza violenta e provocatoria, sono oggi il senso stesso dell’idea che questo Sindaco ha del suo ruolo e del ruolo del consiglio comunale, in una logica del “non disturbate il manovratore” che nulla ha di democratico.

Dimentica il Sindaco che molti dei provvedimenti utili alla città sono stati approvati anche grazie alla presenza di quelle “mediocri bestie” della minoranza con particolare riferimento a quei momenti in cui i numeri della sua maggioranza erano davvero risicati. Il Bilancio, però, assicura l’equilibrio economico e finanziario di un ente, e la minoranza o opposizione fa solo il suo dovere quando pone questioni di etica e di sostanza, a cui il sindaco può comunque sempre opporsi a sua volta, ma non con quella violenza e veemenza e ricordando, sempre, che indossa una fascia e non una corona.

Alle accuse di sessismo-precisa la Cons.Baldassari -poi vorrei porre particolare attenzione. Da donna, persino candidato sindaco, ottenni un trattamento di una tale violenza di genere che oggi sento di dover difendere qualsiasi donna impegnata in politica o nelle istituzioni. Ma nessuno, neanche il Sindaco, osi sventolare strumentalmente questa bandiera, alzando così una cortina di fumo attorno ad una vicenda che rispetto alla parità di genere non ha nulla a che fare.

Veniamo alla politica: La situazione sociale economica e ambientale della città è talmente complessa e compromessa, che alla politica bisogna chiedere ricerca di unità, parole di verità e ricucitura delle tante smagliature presenti nel tessuto sociale. Crediamo fortemente che il Consiglio Comunale stia drammaticamente perdendo la sua propria funzione istituzionale ove cercare coesione e soluzioni giuste e unitarie per i bisogni della collettività. Sentiamo necessariamente il bisogno di uscire da un dibattito urlato, semplificato, lamentoso e innocuamente rivendicativo.

Per uscire dal precipizio in cui siamo caduti ci vuole pazienza, unità, cultura e rispetto delle posizioni altrui. Ma anche capacità colta di assumere decisioni utili a rimettere in moto speranza e futuro. L’atteggiamento del Sindaco nei confronti dell’opposizione tutta da quando è iniziata questa legislatura è sempre stato di totale frattura quasi volto ad evidenziare la assoluta inutilità del nostro ruolo.

Il nostro ruolo di cittadini prestati alla politica è volto alla ricerca di modi, luoghi e strumenti per operare nella direzione del bene comune. Noi non valutiamo le proposte politiche secondo il pulpito di provenienza, ma in relazione al proprio contenuto e allo spessore non propagandistico. Al Sindaco non possiamo certo chiedere di intendere la politica così come facciamo noi ma di sicuro possiamo pretendere il rispetto reciproco dei ruoli istituzionali che ricopriamo in virtù del mandato espresso dagli elettori”.

 

 

viv@voce

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