TARANTO. Provincia. Il duello è fra Melucci e Gugliotti

TARANTO. Provincia. Il duello è fra Melucci e Gugliotti

Dario IAIA messo a riposo dal suo stesso partito

E’ finita la “folle corsa”, come chiamavamo qualche giorno fa, di IAIA. Il suo partito, non sappiamo in base a quale potenziale promessa, lo ha messo a sedere. Le regionali? Boh. Non sappiamo. Quello che di certo sappiamo è che di lui non si sente più parlare in questa competizione.

Lui credeva che giocare d’anticipo su tutti gli avrebbe portato beneficio. Ma ahimè è andata male. Molto male. Forse IAIA credeva di incantare realtà extra locali le quali sarebbero rimaste affascinate dal suo programma che, a dire il vero ma il programma però, non era affatto malvagio. Ma in politica si sa che contano i numeri e sui numeri IAIA ha perso e di brutto pure.

Su 29 Comuni che fanno parte della provincia di Taranto, e con un potenziale di circa 500 Consiglieri comunali, i quali sono gli unici a votare per il presidente della provincia, IAIA sbandierava ben 75 adesioni alla sua candidatura. Pochi. Pochini per davvero. Ma stando ai numeri che lui citava, con molti dubbi da parte nostra, non era neanche il 20%. Ma stando ai numeri riportati sopra, grosso modo, era un modestissimo 15%.

Francamente è stata la classica “furia francese e ritirata spagnola”, pur con l’ultimo colpo di coda a volersi rimettere in gioco. Ora non sappiamo cosa lo ha fatto desistere, fino in fondo, alla sua “folle corsa” ma personaggi politici con ben altra caratura e, su tutto, supportata dai rispettivi partiti di appartenenza, lo hanno completamente messo fuori gioco.

Giovanni Gugliotti, per Forza Italia, e il sindaco tarantino Melucci, PD, sono quasi al fotofinish. Il 31 ottobre, cioè dopo domani, sapremo chi dei due avrà in mano le redini dell’Ente provinciale jonico.

IAIA? Torna a casa. E impari prima a risolvere i problemi in casa sua (Sava): la fogna è ancora sul tappeto da 7 anni.

Gli allagamenti delle Vie urbane sono presenti ogni qualvolta e non possono essere sempre imputati alle classiche “bombe” d’acqua. La mancanza del Piano regolatore generale.

Risolva IAIA queste emergenze o criticità savesi. E poi alla Provincia, può anche ambire ma con altre credenziali. Ma stavolta gli è andata male. Malissimo.

Ma forse IAIA crede per davvero che, fuori Sava, sono tutti fessi come i savesi?

Giovanni Caforio

 

viv@voce

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