VIV@VOCE. 12 anni di vita. Da diffamatore a calunniatore, da iettatore a stalker ma sempre … cacacazzo!

La prima  dozzina di anni di questo giornale garibaldino!

E così siamo arrivati alla prima dozzina di anni compiuti da Viv@voce.  Giornale amato, ma spesse volte odiato, ma sempre presente sulla scena locale! Eh già. Se questo giornale ha una peculiarità è quella, importante, di essere sempre una voce che ascolta tutti, fa parlare tutti e fa discutere tutti. Premesso che Sava non è un’isola felice, come d’altronde non lo sono i paesi del nostro profondo sud,  e quindi cerchiamo di fare la nostra parte. Come meglio possiamo. Spesso riuscendoci.

Ma, a tutto si paga un prezzo. Anche ad informare e a denunciare. La linea editoriale di Viv@voce, nell’arco di questi passati dodici anni, è cambiata due volte: la prima era mirata al dialogo fra le parti politiche sul campo, convinti che un dialogo seppur serrato tra le parti chiamate in causa avrebbe potuto portare beneficio alla vita del paese. Macchè! Dopo questa prima fase si è deciso di essere più incisivi: ed ecco pronto il lavoro di inchiesta sulle diverse cattedrali nel deserto e su tutto le diverse centinaia di migliaia di euro spesi per opere che hanno portato a tutto, tranne alla crescita della nostra comunità.

Da questa seconda fase il lavoro di questo giornale è diventato più interessante. Si è cercato di entrare nelle classiche “carte” e da qui partire con dossier che hanno deliziato il nostro lavoro. E siamo andati avanti, senza guardare in faccia nessuno. Ma nessuno per davvero. Con l’esplosione dell’informazione telematica siamo andati a nozze. Viv@voce era già preparata da diversi anni a questa novità. E ci siamo fatti trovare pronti. E imperterriti abbiamo proseguito sul nostro cammino. Oggi raccontiamo un paese reale, diverso da chi, a turno, amministra questo nostro martoriato paese. Paese che è stato spolpato da spregiudicati che hanno utilizzato la macchina comunale per soddisfare, ed innalzare, i loro appetiti o i loro profitti. Ma non abbiamo mai abbassato la testa. Mai! E davanti alle chiamate del giudice ci siamo fatti trovare sempre pronti.

Un giornale credo che debba raccontare quello che gli altri non vogliono che si sappia. Ecco, questo è l’untorello savese. Questo è Viv@voce. Alcuni, a ragione o a torto, ci accusano di essere laconici o lapidari. Fa nulla. A noi importa essere sempre presenti nella vita della nostra Sava e cercare, con la nostra informazione, di migliorarla. O almeno, ci speriamo. E chi amministra questo paese sa benissimo che di questo giornale ha paura. E questo, francamente, non ci dispiace. Affatto.

Oggi abbiamo amministratori e funzionari che sono sotto la lente di ingrandimento della Procura tarantina. Reati individuati che vanno dalla Truffa aggravata al Peculato, dall’Abuso e all’omissione di atti d’ufficio. Concorso pubblico ipoteticamente truccato, uso dei beni del nostro Comune per i cazzi propri. E il rinvio a giudizio è lì, dietro alla porta che l’aspetta. Le reazioni, a questo tipo di informazione e di denuncia, non si  sono fatte attendere. Tutt’altro. Viv@voce, e di rimando il suo direttore, è stato denunciato per diffamazione, per calunnia, per istigazione a delinquere addirittura per stalking! Accuse che pian piano stanno cadendo tutte.

Ma andiamo avanti. Senza avere paura di chi ha paura di questo giornale! In dodici anni sono state ben 23 le chiamate davanti al giudice. E senz’altro altre mi aspettano. Ma non vado orgoglioso di questo. Vado orgoglioso di come è stato impiantato questo giornale nell’informazione locale e del suo, potenziale, seguito. E di essere sempre, una porta aperta per chi la porta, in genere, l’ha trovata chiusa per ogni suo legittimo diritto.

Noi continuiamo, a testa alta. A informare e cercare in tutto ciò che facciamo delle once di verità in un mare di menzogne. Ci vuole il coraggio. Toh … in tutto ci vuole il coraggio. Grazie a tutti voi, cari lettori e amici di facebook, che ci seguite quotidianamente e, quotidianamente, cerchiamo di fare meglio ciò che sappiamo fare.

Giovanni Caforio

 

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