SAVA. Mercato settimanale del lunedì: sequestro del pesce e altro …

Ma dopo tanti Esposti, e denunce, bisognava arrivare a questo?

28 aprile 2014. Corso Francia, ore 9.00. Io e l’ambientalista, e collaboratore del nostro giornale, Mimmo Carrieri ci rechiamo al mercato settimanale savese del lunedì e … sopresa! Blitz dei Carabinieri del Comando della Stazione di Sava coadiuvati dai “nostri” vigili urbani. Carrieri, instancabile fotoreporter, esce la digitale fotografa il tutto. Che sarà mai questo? Bloccati i pescivendoli con i loro ape car i quali vendevano, fino a ieri, indisturbati, il loro “pesce” senza far conoscere la provenienza e tanto meno la loro conservazione. Non era dato sapere questo al consumatore. Non entriamo nell’ottica di quest’ultimo, quella dedita al potenziale risparmio, ma entriamo in quella dell’igiene pubblica e sanitaria.

“Stiamo lavorando”, esordisce così la reggente del Comando di Polizia municipale di Sava, dott.ssa Luigina Soloperto, quando ci vede arrivare per puro caso e assistiamo alla tanto, e attesa, operazione di salvaguardia igienica a difesa del consumatore. Sequestrato oltre un quintale di pesce e i tre ape car dei pescivendoli. Molti lettori, forse, non sanno che in un paese, come d’altronde in una città, il sindaco e il comando di P.M. del luogo sono i massimi responsabili dell’igiene pubblica e sanitaria, oltre ad essere i controllori di queste due branche. Ma Sava, non fa testo. Sava, qui sì, fa testo a far rimovere un ambulante che in una Via del centro vende abusivamente le sue fave novelle. E magari, come d’altronde è stato, con l’ausilio dei Carabinieri. Questo sì. E che diamine. Si vede più l’ago di un pagliaio che una trave nell’occhio. Punti di … vista. Da oltre due anni Carrieri, e questo giornale, hanno battuto a ferro e fuoco tutti i canali possibili per bloccare questa vendita “strana”. Ovvero, è pesce surgelato o è pesce congelato?

E il mezzo di trasporto è quello più idoneo per il trasporto di questo commestibile? Esposti, Esposti e ancora Esposti. Investito l’attuale sindaco del problema, investita la P.M. savese, investita l’ASL di Manduria. Ma chè, nulla di nulla. Il problema  restava sul selciato e nessun passo vedeva la risoluzione, o la tentata, del problema. Sembravamo come dei “marziani” che lottavano per una cosa semplicissima, e particolare non ultimo, utilissima alla salute del consumatore tra l’altro. Che resta, allora? La denuncia ai Carabinieri del Comando Stazione di Sava.

Il maresciallo capo, Edoardo Quaranta, quando ha visto denunciati i fatti, e le inadempienze di chi è preposto e pagato  dal contribuente (sottolineo pagato!!!) non ha potuto far altro che effettuare una “invasione“ di campo. O meglio, nella denuncia portata ha applicato ciò che nelle funzioni dei Carabinieri può entrare. Rimarco il “può”. In grassetto il “può”, perchè per i Carabinieri, oltre ad essere oberati al servizio del controllo del territorio e della sicurezza dei savesi,  è un servizio, diciamo così, “supplementare”. Quindi a chi tocca il controllo  e la repressione, in quasto caso in specie?

Tocca al primo cittadino e al Comando di P.M. savese. Tocca, esclusivamente a loro! Sono loro che dovrebbero, e avrebbero dovuto, intervenire e attivare direttamente gli strumenti amministrativi che hanno in mano. Non crediamo che sia così difficile questo. E’ il loro compito, tra l’altro. Oggi registriamo una bella vittoria nel nostro paese. E quindi, non è di Viv@voce e tanto meno di Mimmo Carrieri. E’ una vittoria delle regole che, se applicate, producono i risultati sperati. Dispiace per il sequestro del mezzo dei pescivendoli, onestamente, veicolo per sopravvivere, ma tutto questo si sarebbe potuto evitare benissimo se solo fossero state prese le misure in tempo giusto. E non dopo tanti, ma tanti, anni.

Se le regole non vengono applicate e chi è preposto alla loro attuazione, e applicazione, è “distratto” allora vuol dire che un paese, una comunità, sta messa male. Anzi, precipitata. E a dire che qualche amministatore titolato ha voluto denunciare Viv@voce per stalking. Se anche questo è stalking che ben venga l’accusa. C’è da ridere in questo paese nei prossimi giorni a venire. Ma non per tutti …

Giovanni Caforio

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