SAVA. Sel: “Ma davvero la Regionale 8 è un’opera indispensabile per Taranto e la sua provincia?”

“Prima di costruire quest’opera faraonica, sarebbe più urgente mettere in sicurezza la litoranea e la viabilità interna e puntare sul completamento della Bradanico-Salentina”

Apprendiamo dalla stampa che per il sindaco di Sava Dario Iaia la Regionale 8 rappresenta “un’importante via di collegamento per il territorio tarantino” in grado di portare sviluppo e turismo e addirittura di tutelare il sistema dunale. Non mancano poi, nelle dichiarazioni del Sindaco, le frecciate alla Regione Puglia, rea di aver definanziato l’opera facendo “sparire” i 65 milioni di euro stanziati nel 2009. Ma davvero la Regionale 8 è un’opera indispensabile per Taranto e la sua provincia?

I fautori a tutti i costi della strada (lunga, nel tratto Talsano-Avetrana, ben 49 km) ripetono che senza Regionale 8 il turismo non si svilupperà mai dalle nostre latitudini: dimenticando, forse, che i nodi principali che impediscono un pieno sviluppo delle potenzialità turistiche del territorio vanno ricercate in un’offerta di servizi inadeguata, nell’incapacità di comunicare adeguatamente le bellezze e le potenzialità del nostro territorio e nello scarso senso civico e nel poco amore per il rispetto delle regole che contraddistingue ancora tanti nostri concittadini. Tanto più considerando che la nostra splendida terra si presta ad un tipo di turismo “slow” e sostenibile, fatto di bed & breakfast, ritmi lenti, percorsi ciclistici e paesaggistici, cultura ed enogastronomia.

Certo, nessuno vuole negare che ci sia anche un problema legato alle infrastrutture: ma forse, prima di costruire quest’opera faraonica, sarebbe più urgente mettere in sicurezza la litoranea e la viabilità interna e puntare sul completamento della Bradanico-Salentina (quella si,opera fondamentale e mai ultimata!), di cui questa volta il sindaco Iaia stranamente non parla.

Se poi andiamo nel merito delle motivazioni che hanno portato il Comitato Regionale per la Valutazione d’Impatto Ambientale a bocciare il progetto, scopriamo che non si tratta di capricci o della volontà di “scippare” il territorio dell’opera: i dubbi riguardano il percorso che tocca aree protette e siti di interesse comunitari, l’espianto di centinaia di ulivi monumentali, l’eccesso di svincoli (ben 27 su un tratto di 49 km), o il fatto che non sono previsti ad oggi tutti gli accorgimenti per potenziare le infrastrutture costiere (parcheggi,aree di sosta,potenziamento dei servizi pubblici, mobilità sostenibile) con il rischio che il maggiore accesso alla litoranea determinato dalla strada finisca per danneggiarne ulteriormente l’ecosistema (altro che tutela delle dune!).

E allora, crediamo che la discussione su un’opera così importante debba mettere al bando ogni demagogia e debba essere un confronto schietto,alla luce del sole,trasparente,evitando le piccole polemiche di bottega e le tesi indimostrabili.

Sava

23 luglio 2013

il Circolo “C.Mancini” di Sinistra Ecologia e Libertà

 

 

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