SAVA. C’era una volta la Banca Apulia, oggi indagata per aver prosciugato i risparmi di molti savesi …

SAVA. C’era una volta la Banca Apulia, oggi indagata per aver prosciugato i risparmi di molti savesi …

Incontro con l’avv. Alessandro Cavallo, difensore di uno dei tanti risparmiatori savesi che hanno perso una buona parte dei loro risparmi nella sede di Via Mazzini, oggi chiusa, della Banca Apulia (gruppo Veneto Banca)

Avvocato Cavallo: c’era una volta una Banca in Via Mazzini …

Purtroppo per molti risparmiatori questo Istituto di credito ha chiuso battenti da circa un anno.

Tutti sappiamo che quando nasce in un paese un nuovo Istituto di credito la prima cosa che fa è procacciare risparmiatori, o meglio i classici clienti che devono dare linfa alla nuova filiale. Come avviene questo “proselitismo”?

In effetti la politica di molti istituti di credito è quella, appena aperta una filiale in un paese, di procacciare il maggior numero di risparmiatori, ma per fare ciò alcuni sono trasparenti nello spiegare i vari titoli messi a disposizione della clientela, mentre purtroppo altri, come nel caso in questione, giocando sulla buona fede del cliente oramai fidelizzato e sulla poca conoscenza da parte di questi risparmiatori in materia di azioni, obbligazioni, libretti di risparmio ecc. ecc.,   propongono degli “ottimi” strumenti di investimento che in realtà col tempo si rivelano delle bolle di sapone.

Andiamo al suo cliente, anche esso “bugerato” dalle facili assicurazioni sul suo deposito bancario. Dal classico “furone” (salvadanaio), poi invece che è successo?

Esattamente il mio assistito, rassicurato dal personale della Banca circa la sicurezza dell’ investimento fatto, poiché doveva costituire un sorta di fondo di risparmio per i suoi figli, una specie di salvadanaio, ha perso oltre  20.000,00 euro poiché i titoli sottoscritti erano in realtà (a sua insaputa) ad alto rischio.

Il suo cliente ha chiesto lumi su questa grossa perdita di denaro dal libretto di risparmio?

Il mio cliente si è reso conto di quanto stesse accadendo solo dopo essersi avveduto del fatto che l’Istituto di credito in questione era in fase di chiusura, e quindi decisosi a trasferire tutti i suoi risparmi in un’altra Banca dello stesso paese, veniva finalmente portato a conoscenza dal personale di quest’ultima dei soldi che oramai aveva perso.

Spesso gli impiegati bancari, quando succedono situazioni così rincresciose, dicono alla vittima chiamata “cliente” che hanno dovuto eseguire ordini di scuderia. La domanda è questa: alla luce della sua esperienza, possiamo dire che c’è stata solo buona fede da parte di chi operava dietro allo sportello e assicurava il suo risparmiatore?

Guardi Direttore io non posso dirle con certezza se c’è stata buona o cattiva fede da parte degli impiegati di Banca, anche se mi risulta difficile pensare che fossero all’oscuro di quanto effettivamente stessero proponendo ai poveri “clienti”.

Quindi, alla fine del 2015 la Banca Apulia savese chiudeva i battenti. Come è stato “liquidato” il suo cliente?

E’ stato liquidato dicendogli semplicemente che la Banca stava chiudendo per problemi interni.

Tutti sappiamo che una volta che ti “fregano” i soldi, nel gergo popolare si passa per sprovveduto, e genericamente per fesso. Nei casi che lei ha conosciuto questa “regola” è stata in qualche occasione rispettata?

Per la mia esperienza personale posso affermare che quando un cliente si rivolge a me perchè truffato da una Banca, lo fa con un tocco di imbarazzo, perché ha sempre paura di passare come lo sprovveduto di turno.

Andiamo al suo cliente. Dopo tutta questa amara e triste disavventura c’è stato nell’immediato un sentimento di rivalsa nei confronti dell’ex Istituto bancario savese?

Ovviamente sì, passata l’amarezza iniziale sì è deciso a denunciare quanto accaduto, anche per evitare che altri possano incappare nella sua stessa situazione.

Ai giorni nostri, con il procedimento penale in corso che lei ha presentato per conto del suo assistito, la Procura tarantina ha iscritto al modello 21 i responsabili dell’ex Istituto bancario e il reato ipotizzato, nel corso delle indagini investigative, fin’ora dal pm è truffa. C’è la possibilità che il suo cliente possa rientrare in possesso del suo denaro?

Certo, allo stato attuale c’è un procedimento penale in corso, e i responsabili dell’ex istituto bancario sono indagati per il reato di truffa di cui all’art. 640 c.p., con la possibilità concreta per il mio cliente di costituirsi Parte Civile nell’instaurando processo penale ed ottenere il risarcimento di tutti i danni patiti.

Ultima domanda. Alla luce di questa sua esperienza, cosa consiglia al risparmiatore quando sta per recarsi in una Banca per affidare i suoi soldi?

Consiglio innanzitutto di illustrare chiaramente le proprie esigenze di investimento e quindi di farsi spiegare per filo e per segno ciò che viene proposto e magari, nonostante ci possa essere un rapporto di fiducia con lo sportellista bancario, di farsi leggere e chiarire ogni singola clausola contrattuale che si vuole far firmare, così da evitare in seguito brutte sorprese.

Giovanni Caforio

viv@voce

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