Choc: abusi sessuali sui bambini in Pakistan. Scoperti 400 video venduti a siti porno che operano in Gran Bretagna, Stati Uniti e in Europa

Choc: abusi sessuali sui bambini in Pakistan. Scoperti 400 video venduti a siti porno che operano in Gran Bretagna, Stati Uniti e in Europa

Lo Sportello dei Diritti: “fenomeno sommerso ma molto diffuso” lo spostamento della tratta di persone dalle strade a Internet. Inchiesta anche in Italia? 

Il Pakistan è stato scosso da uno scandalo di abusi sessuali dopo che sono stati scoperti 400 video con più di 280 bambini coinvolti vittime di abusi sessuali in un villaggio del Punjab pakistano. L’incidente ha spinto gli esperti a chiedere un’inchiesta federale. Nella maggior parte dei casi i bambini vittime di abusi erano sotto i 14 incluso un bambino di 6 anni e una studentessa di 10 anni.

Lo scandalo è scoppiato la scorsa settimana quando i genitori delle vittime si sono scontrati con la polizia durante una protesta quando hanno accusato le autorità di non aver perseguito adeguatamente i criminali.

Il villaggio degli orrori è nel Punjab pakistano. Ed è quei che fra il 2006 fino al 2014 si sono registrati quei casi di abusi sessuali su minori. Oltre 400 i video girati dove sono stati trovati raffiguranti gli adulti e molti dei genitori hanno identificato i propri figli. Un’indagine assolutamente pubblica, che ha mostrato alla società internazionale tutti gli orrori di una comunità che si credeva essere tranquilla e pacifica: bambini a cui è stato iniettata un farmaco nella spina dorsale, prima di essere aggrediti e costretti, a rapporti sessuali, altri minori costretti a situazioni degradanti.

Tutti i 25 stupratori, identificati nella maggior parte dei casi con nome e cognome, provengono dalla comunità pachistana. Si ritiene che migliaia di copie dei video circolano nel mercato mondiale venduto ciascuno di loro per 40 Rupie. Uno degli appappartenenti della banda criminale ha confessato che la banda ha venduto i video a siti porno che operano in Gran Bretagna, Stati Uniti e in Europa.

Alla luce della notizia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione da sempre impegnata anche nella tutela dei diritti dell’infanzia, chiede che un’inchiesta analoga sia immediatamente aperta anche in Italia che miri a prevenire e contenere la pedofilia e la pedopornografia online. ormai in continuo aumento.

Stiamo parlando di centinaia di milioni di utenti “adulti” che navigano su una Internet segreta ad uso dei trafficanti di droga, di esseri umani, assassini e pedofili.

È chiamata “Deep Web” o “Dark Net”, e utilizza Tor e altri strumenti di oscuramento dell’identità per evadere i controlli. Il Deep Web comprende siti di droga, armi e tratta di persone; il reclutamento di assassini, acquisto di valute contraffatte, furto di dati di carte di credito e passaporti falsi. E molto altro.

Ed è anche un terreno di azione dei pedofili.

viv@voce

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