Sava. Dopo il comizio show del sindaco IAIA, del 22 dicembre scorso, andiamo alle “inesattezze” / 4

Sava. Dopo il comizio show del sindaco IAIA, del 22 dicembre scorso, andiamo alle “inesattezze” / 4

IAIA: “Non aveva senso consegnare una piazza senza un ristoro, di consegnare una piazza senza i servizi igienici, noi abbiamo ripristinato il chiosco (indipendentemente di chi era il proprietario di quel chiosco) … che senso avrebbe avuto consegnare una piazza senza un bagno per i disabili … sui ritardi della consegna la mia amministrazione l’ha fatto in buona fede”

Quando eravamo piccoli, tanto ma tanto tempo, le bugie prendevano corpo in quanto non eravamo abbastanza scaltri nel capire che era una bugia. E quindi abboccavamo ingenuamente a tutto ciò che ci veniva detto. Quando eravamo piccoli però. E in altri tempi, su tutto. L’oggetto “Piazza Risorgimento” è stata la più grande cantonate di questa amministrazione. La più grande ma, senz’altro, ne vederemo delle altre se queste sono le premesse. Un progetto partito con i soldi in cassa e la ditta pronta all’esecuzione degli stessi che altro si voleva di più? Il classico “raccogliere” i frutti di chi prima di loro aveva seminato. Quindi un lavoro ereditato. Ma ce ne sono tanti altri lavori che hanno ereditato.

Ma questa amministrazione è stata brava a rendere difficile anche questo. Un villa che doveva essere consegnata al nostro paese il 2 novembre del 2012 viene consegnata nella prima quindicina del mese di dicembre. Dell’anno dopo, si intende. Quindi un ritardo di oltre un anno. La ditta appaltatrice, nel gioco delle parti, non crediamo che abbia colpe. Se a monte c’è una perizia di variante è automatico che i lavori si debbano sospendere in attesa del nuovo progetto o delle varianti che si devono apporre a quello primitivo. Quindi in cosa consisteva questo enorme ritardo? Si, in assoluto è stato il chiosco. In assoluto. Non entriamo in merito delle persone, in quanto qui pesano le decisioni di questa amministrazione. E andiamo alla cronistoria. La gestione privata del chiosco non era più titolata ad avere il permesso comunale in quanto il contratto con il nostro Comune era scaduto da tantissimo tempo fa e quindi, non rinnovato il permesso comunale, decadeva automaticamente l’autorizzazione.

Il sindaco IAIA dice “noi abbiamo ripristinato il chiosco, indipendentemente di chi era il proprietario di quel chiosco”, beh qui non ci siamo. E raccontare ben altre verità al savese non è per nulla giusto. Forse questo serve al primo cittadino per farsi bella la faccia davanti alla cittadinanza, ma le responsabilità non sono in buona fede, come dice lui, ma sono responsabilità amministrative e politiche su tutto. E non dobbiamo parlare di politica solo quando il termine politica conviene. Assolutamente. Qui è stato fatto un errore madornale con evidentissime responsabilità amministrative e politiche. E non c’è buona fede, come dice IAIA. Che possa tenere. E’ una macroscopica colpa dell’amministrazione IAIA. Per non parlare degli enormi disagi creati alle mamme che si recavano al “Bonsegna” per prendere i propri figli dalla scuola. Questo non lo dice. Eh già. IAIA dice solo questo che conviene a lui. Alla faccia del cavolo! Tema il chiosco: non può passare inosservato ciò che IAIA dice con un “indipendentemente di chi era il proprietario di quel chiosco” e su questo provo un senso particolare di sdegno quando da su quel palco del comizio qualcuno ha battuto le mani ingoiando anche questo rospo.

Se davvero fosse stato indipendente, come dice lui, l’area comunale da adibire al chiosco sarebbe stata messa bando di gara. Visto che le casse comunali “languano” e i soldi bisogna cercarli dapertutto. Qui non è stato così. Si è voluto fortemente ridare l’area al vecchio gestore. E che c’entra poi i bagni per i bambini o, brutto passaggio questo, per i disabili. Ma cosa c’entra questo? Nulla. Non c’entra nulla. Era solo teatrino che l’oratore IAIA ha tirato fuori per commiserare? E che dire dello “scatolone” nuovo del chiosco che occupa circa 1/7 di tutta l’area adibita al verde e con quasi 50 mq di copertura? Che dire? Quello è un vero e proprio pugno nello stomaco a chi guarda la bellezza della villa e poi gli viene il voltastomaco a questa orrenda visione. E anche questo, è responsabilità diretta di questa amministrazione. Anzi, direttissima!

Giovanni Caforio

viv@voce

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