TARANTO. “Lettera aperta al popolo di sinistra”

TARANTO. “Lettera aperta al popolo di sinistra”

Nota stampa di Gianni Azzaro, Capogruppo PD Consiglio comunale

“Negli ultimi giorni sto guardando con interesse al percorso di avvicinamento alle prossime amministrative che si sta avviando nel mio campo politico e sono contento che qualcosa stia cambiando. Lo sento a pelle, ma sono convinto di non essere il solo ad avvertirlo.

Si tratta della speranza che qualcosa possa cambiare. Si tratta della consapevolezza che – nonostante sulla città di Taranto in questo momento incombano grandi interessi economici – ci siano i margini per aggregare le forze sane del territorio. Si tratta della fiducia nella possibilità che si riesca a superare quel frazionamento che da sempre ci rende nemici anche di chi ci è più vicino, che ci porta a dissipare tutte le nostre energie in uno scontro fratricida, salvo poi essere esausti e deboli quando si tratta di affrontare le sfide vere e delicate cui il nostro incerto presente ci mette di fronte.

Sento che tutto questo sta cambiando e spero che le mie battaglie fuori e dentro il PD possano essere un piccolo segnale di questo mutamento.

Oggi è il momento giusto per tornare a parlare di persone in carne ed ossa. Di corpi, desideri, pensieri ed emozioni. Perché in fondo di questo è fatta la sinistra: è una moltitudine di uomini e donne che si impegnano quotidianamente, che si ritrovano in associazioni che hanno come scopo quello di fornire aiuto agli altri, persone reali che amano la cultura in tutte le sue espressioni e che grazie a questo amore sono in grado di spostare l’asticella degli obiettivi sempre più in alto.

L’ho detto durante l’assemblea cittadina del mio partito, ma oggi è tempo di rilanciare questo messaggio visto che ha iniziato a propagarsi. È giusto ribadirlo con convinzione.

La sinistra sono gli universitari e i giovani ricercatori che vogliono cambiare il mondo, sono gli intellettuali che sanno guardare lontano, sono gli attivisti sensibili alle tematiche ambientali, sono i tecnici e i professionisti dalle consolidate competenze che non si arrendono al pensiero che le cose siano immutabili.

Il mio è un appello a loro. È un appello a voi. Considerate questa mia lettera aperta come una vera e propria chiamata alla partecipazione attiva. Riempiamo i luoghi dove disegnare insieme il futuro. Affolliamo le terrazze dalle quali guardare l’orizzonte, immaginandolo diverso, più simile ai nostri sogni che non ai nostri errori. Discutiamo, confrontiamoci, aiutiamoci a imparare gli uni dagli altri, perché ciascuno è portatore di conoscenza e di un dato saper fare. Ricreiamo una comunità unita e larga, basata su valori smarriti, ma che non per questo si sono estinti. Anzi vivono oggi più che mai.

Se lo faremo, sapremo di averci provato. E di averlo fatto nel momento più importante. Solo per questo i nostri figli saranno orgogliosi di noi”. 

viv@voce

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