TARANTO. “Il perché della candidatura a sindaco di Rinaldo Melucci”

Nota stampa di Gianni Azzaro, Capogruppo PD Consiglio comunale

La linea del rinnovamento è finalmente passata anche nel PD. La valorizzazione dei quarantenni, che dieci giorni fa ho lanciato in assemblea provinciale, è un’idea che ha fatto breccia, sfondando il muro delle resistenze eretto da una classe politica troppo spesso asserragliata nelle stanze dei bottoni e poco abituata a stare in mezzo alla gente.

E insieme ad essa sono passati tutti i principi fondativi su cui abbiamo costruito quello splendido progetto di apertura alla società civile che è #liberdem. Sono passati i valori della trasparenza, della competenza e della politica intesa come servizio. Si è scelto inoltre di unire e non di dividere.

La candidatura di un amico quale è per me Rinaldo Melucci, tra i primissimi sostenitori dell’associazione #liberdem, rappresenta tutto questo e non posso che rallegrarmene.

Questa candidatura ci dice che eravamo nel giusto quando, a seguito della sconfitta elettorale alle amministrative del 2016, abbiamo deciso di non ignorare il segnale che ci arrivava dalla gente e dare vita ad un contenitore moderno in cui elaborare una proposta politica meno ingessata e più plurale. #liberdem è questo: un cantiere aperto dove sperimentare approcci diversi al cambiamento che la società contemporanea richiede. E Rinaldo è stato tra i primi a partecipare alle nostre chiacchierate informali grazie alle quali, poco a poco, abbiamo ritrovato il gusto e la passione dell’impegno civile.

E’ stato tra i primi a spendersi per questa associazione. Lui – che non aveva e non ha tessere di partito – ha scelto #liberdem per dare il suo contributo alla rinascita della città, mettendo a disposizione le sue competenze in materia di portualità.

Lui che non è espressione dei poteri forti e che non è il garante delle larghe intese in quanto #liberdem ha, da subito, rigettato questa idea.

Il Pd lo ha capito, finalmente. Ci sono voluti anni e dure battaglie interne, ma si è piegato alla logica per la quale, in politica, la linea la detta la società civile e non i dirigenti di partito. Ora tocca alla coalizione di centrosinistra tornare a sintonizzarsi con la sua gente. A breve capiremo se di questa coalizione rimarrà qualcosa o coloro che la rappresentano faranno saltare il tavolo della concertazione, riportando tutto al “via” come nel gioco dell’oca.

Rinaldo deve essere il candidato che unisce tanto il PD, quanto la coalizione. Su questo punto faccio mie le parole del presidente di #liberdem, Giuseppe Rondinelli: “Il nome di Melucci dovrà essere condiviso largamente. Serve un larghissimo consenso”. Non si può pensare di bruciare un giovane professionista, che ha intrapreso un percorso lungimirante a livello imprenditoriale, nel gioco dei veti incrociati.
Oggi però è il giorno di Rinaldo. E a lui, che viene dal mondo marittimo, non posso che dire: “Buon vento!”.

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