TARANTO. Roghi di San Giuseppe: l’AMIU e la Polizia Municipale intervengano

TARANTO. Roghi di San Giuseppe: l’AMIU e la Polizia Municipale intervengano

Un’alternativa ai falò di rifiuti e ai loro fumi tossici è possibile

Anche quest’anno si ripropone la questione del materiale di risulta accumulato a ridosso della zona Cep del quartiere Salinella per il falò di san Giuseppe.

Già negli scorsi anni avevamo raccolto le segnalazioni di alcuni dei cittadini residenti e denunciato la deriva che aveva assunto quella che pure è una tradizione radicata: i falò, perché di più di uno si tratta e non solo al quartiere Salinella, non bruciano resti di potature bensì materiali la cui combustione produce fumi tossici: divani, materassi, mobili e ogni oggetto possa essere intaccato dal fuoco.

Ci aspettiamo che l’Amiu intervenga per la rimozione, smentendo le voci che vorrebbero gli stessi operatori addetti dall’azienda alla raccolta di ingombranti depositarli nella zona del falò piuttosto che conferirli in discarica, e che i vigili urbani monitorino con attenzione la situazione nell’arco dei giorni che ci separano dal 19 marzo.

Vogliamo però cogliere l’occasione per sollecitare una rinnovata attenzione per la cura e il rispetto degli spazi comuni e per lanciare una proposta alla amministrazione comunale.

Considerato che il rito dell’accensione dei falò per la festa di san Giuseppe è così radicato in alcune zone dei quartieri tarantini, perché non destinare loro delle zone adeguate, in campagna e non a ridosso delle abitazioni, dove dare fuoco esclusivamente a legname e scarti di potature, garantendo anche la presenza di vigili del fuoco per la sicurezza dei partecipanti?

Vigili del fuoco che sarebbero di grande aiuto per l’amministrazione comunale per l’individuazione, se ce ne sono, di aree idonee.

Al quartiere Salinella così come a Paolo VI o al Tramontone, non mancano ampi spazi di terreno incolto e si potrebbe ricondurre a legalità un fenomeno che, a oggi, vede la gran parte dei cittadini che risiedono a ridosso delle zone interessate dai falò, dover subire i disagi causati dall’accumulo di rifiuti, prima, e dalla combustione degli stessi, poi, sotto i loro balconi.

viv@voce

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