TARANTO. “Il renziano Vendola”

Nota stampa dei Verdi

Raccogliamo le recenti dichiarazioni del governatore Nichi Vendola in merito alla questione Taranto. Nelle ultime ore il leader di SEL sembra tornato a nuova vita, dispensando ricette e consigli sulla gestione di un problema che, tra gli altri, lui stesso ha contribuito a lasciare irrisolto nell’arco degli ultimi dieci anni. Vendola, come suo solito, enfatizza: appare struggente quando sottolinea il suo amore “viscerale” per Taranto; si dimostra altresì banale e inopportuno quando manifesta il desiderio di “aiutare i cittadini ad avere atteggiamenti e stili di vita compatibili con una buona salute”.

Al netto degli escamotage linguistici del governatore uscente, noi Verdi abbiamo la pretesa di rammentare all’uomo Vendola alcuni punti cardine dell’intera vicenda Ilva/Taranto.

La crisi dell’Ilva è figlia anche di una politica regionale Bari-centrica, che ha guardato strategicamente a Taranto solo ed esclusivamente come ad un bacino elettorale. Ne è testimone l’appiattimento dell’azione delle forze sindacali ed il loro allineamento acritico e sistematico alle strategie dei Riva.

L’inerzia politica regionale del governatore Vendola, in perfetta sintonia con quella cittadina del sindaco Stefano, è cristallizzata nel processo “Ambiente svenduto”, un processo in corso di svolgimento, che li vede entrambe imputati e che il governatore si guarda bene dal nominare. 

Vendola omette inoltre di parlare della questione “bonifiche”. Sono di ieri le dichiarazioni intrise di preoccupazione e scetticismo rilasciate dal commissario per le bonifiche. Tra i tanti allarmi lanciati c’è quello della insufficiente copertura finanziaria, in parte riconducibile proprio alla regione Puglia.

Il programma di indagine sanitaria è stato ed è ancora tutt’oggi l’aspetto più grave e più triste dell’intero problema. I dati sull’impatto sanitario della grande industria sulla popolazione sono atroci, devastanti, e alcuni di questi dati sono noti da dieci anni, esattamente da quando Vendola si è seduto per la prima volta sulla poltrona di governatore. 

In questo preciso momento storico, scandito dalle udienze di un processo e dalle proteste delle maestranze dell’indotto Ilva, il silenzio di Vendola sarebbe la migliore forma di rispetto per i cittadini e per i lavoratori dell’intero arco jonico. 

L’iperattivismo mediatico è un tentativo maldestro di legittimare l’ultimo decreto salva-Ilva, in perfetta continuità politica con tutte le precedenti azioni a favore dell’industria inquinante.

Come Verdi, invece, rilanciamo ancora una volta e con forza l’idea di un “Piano per Taranto”, una alternativa concreta di riconversione economica pensata e scritta da Angelo Boneli sotto forma di decreto.

Una proposta seria, elaborata nel pieno ed imprescindibile rispetto della salute pubblica, che sembra però del tutto sconosciuta a Vendola. Il Piano per Taranto necessita del contributo della parte migliore della politica e della società civile ed esige una rottura netta col passato e con chi, come SEL, si è limitato ad inserire opportunisticamente la E di Ecologia nel simbolo del partito.

Vincenzo Fornaro e Annalisa Montanaro

Portavoce dei Verdi per la Provincia di Taranto

Ada Le Noci e Luca Piccione

Portavoce dei Verdi per l’associazione cittadina di Taranto 

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