SAVA. “Trasparenza & legalità” era il motto dell’amministrazione IAIA

I due anni e mezzo. Le tre bucce, grosse, di banana …

Sicuramente ci si è abituati agli slogan elettorali, buoni solo, dato di fatto, a buttare fumo negli occhi chi crede ancora alla Befana o Babbo Natale. O di chi crede ancora che l’acqua calda è una novità. Già. Questo è il punto, cruciale credo. Noi che seguiamo i fatti, leggiamo e scriviamo le parole sull’evolversi dei fatti, loro, siamo molto attenti e dalla nostra abbiamo ancora con immensa fortuna, una ottima memoria.

E su quest’ultima che edifichiamo le nostre inchieste, le nostre notizie che, possono piacere o non piacere, noi riportiamo sul nostro quotidiano on line. Celerissimo strumento d’informazione. Nel titolo viene riportato il binomio “Trasparenza & legalità”, slogan elettorale del sindaco IAIA nella primavera del 2012, il quale lo insediò nella nostra Casa comunale in una competizione elettorale che era tutta in discesa. Per lui. Passato l’entusiasmo della vittoria, all’opera. O meglio, bisogna mettersi al lavoro amministrativo e individuare gli assessori che devono reggere il compito, una linea guida, di una compagine amministrativa. Per il 40% dei giocatori vi erano due, apparentemente vaccinati, i quali lasciavano presagire di non avere nessuna difficoltà a superare il classico rodaggio.

Quindi si partiva con una preparazione amministrativa quasi al 50%. IAIA amalgamava questo, nel classico manuale Cencelli, e dava subito il via all’operato della coalizione uscita vincitrice dalla tornata elettorale comunale. Legittimo questo. Ma già nella partenza IAIA dimostrava di non resistere al fascino delle “clientele” interne. Infatti, mentre veniva detto peste e corna a chi prima di loro era al Comune con l’assunzione di parenti e compari vari e, a parole, si prometteva essere l’innovatore. Ma ahimè scivolava sulla prima buccia di banana.

1) Collegio dei sindaci revisori: tra i tre, manco uno all’opposizione (come sarebbe giusto) e addirittura designata una parente strettissima di un assessore della squadra IAIA. Quindi, i controllori designati dai controllati. Prima smagliatura e prima nota negativa.

2) Parcheggi pubblici: nell’agosto del 2012, a dopo più di quattro mesi, si pone la scadenza del contratto triennale della Compagnia dei parcheggi pubblici. A quest’ultima, nella vicina Manduria,  fu revocato il contratto direttamente dalla DDA di Lecce per infiltrazioni mafiose. Ma a Sava le cose vanno diversamente. La dirigente nella sua determina scrive che “la Ditta appaltatrice ha gli stessi requisiti di affidabilità identici a quelli di tre anni fa”. Inverosimile. E’ possibile che nessuno, sindaco assessori e consiglieri comunali, si ricorda quello che è successo pochissimi mesi prima nella cittadina messapica? Molti dubbi. Moltissimi dubbi. Toccò a questo giornale inviare una comunicazione alla DDA di Lecce spiegando la scelta che aveva fatto l’amministrazione IAIA nel rinnovo contrattuale per un altro anno. Alla luce di questa lettera, la DDA inviò immediatamente all’Ufficio Territoriale del Governo,  Prefetto di Taranto, la missiva in cui si chiedevano i provvedimenti di legge in tema antimafia. Immediatamente l’UTG mandò un fax a tutti i Comuni della provincia jonica in cui chiedeva di revocare qualsiasi contratto, che avesse avuto, con la compagnia che aveva gestito i parcheggi a Manduria e che stava per proseguire, per un altro anno, il servizio a Sava. Seconda eclatante buccia di banana sulla tentata “legalità”. Ultima buccia di banana, e questo è ancora più seria vista nel nostro contesto locale.

3) “Concorso pubblico per la copertura di un posto per funzionario tecnico a tempo indeterminato”: ottobre 2013, a poche settimane dall’inizio del Concorso pubblico, dicasi pubblico, il nostro giornale sapeva già i nomi dei vincitori. E non una palla di vetro che ci dà i nomi. Addirittura conoscevamo tutti i passaggi che nelle selezioni avrebbero portato al rush finale. Qui si parla, potenzialmente, di una decina di indagati a vario titolo.

Tra cui, spicca, un nostro caro amministratore e un funzionario comunale …

Giovanni Caforio






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