MONTEMESOLA. “Sindaci in rivolta”, ad ognuno il suo … manifesto!

MONTEMESOLA. “Sindaci in rivolta”, ad ognuno il suo … manifesto!

Dopo la TARES sotto l’albero di Natale dei montemesolini, il Comune si piazza tra i “Sindaci in rivolta”

Da qualche giorno manifesti intitolati “Sindaci in rivolta”, sono stati affissi sul portone del Municipio di Montemesola e sulle vetrine di tutti gli esercizi commerciali. L’avviso riguarda un’azione di informazione e di protesta, intrapresa dai Sindaci della Provincia di Taranto, finalizzata ad ottenere chiarezza ed un alleggerimento del carico fiscale sui contribuenti. Tra i vari Sindaci, aderenti a tale iniziativa, prende parte anche il Primo Cittadino montemesolino. Gli stessi manifestano il proprio dissenso nei confronti delle scelte operate dallo Stato in materia fiscale.

Abbiamo già sentito parlare in effetti, di sindaci che si sono opposti al gravoso aumento delle tasse che avrebbe intaccato l’umile e debole tasca del cittadino, e se vogliamo prendere un esempio, pensiamo al Sindaco di Calimera che, lo scorso novembre, con delibera di Consiglio comunale, autorizza l’ufficio tributi a revocare la TARES ed autorizza lo stesso a continuare ad operare in regime di TARSU, producendo vantaggi economici per i cittadini. Anche il Comune di Montemesola, dopo aver imposto la TARES ai cittadini, con la maggiorazione di 0,30 centesimi, aderisce al movimento dei “Sindaci in rivolta”, per farsi portavoce delle difficoltà dei contribuenti. Lo schieramento verso il popolo del primo cittadino, viene però subito messo in discussione dalle opposizioni consiliari, anch’esse pronte con un manifesto, ben visibile sulle loro bacheche.

“Lacrime di coccodrillo” dichiarano il Partito dei Comunisti Italiani e il PDL, che in Consiglio comunale avevano proposto di rimandare l’applicazione della TARES (e il conseguente aumento per il contribuente) al 2014, poiché i Comuni che ancora non avevano approvato il bilancio di previsione 2013 (così come Montemesola) ne avevano facoltà. Ricordano nel loro manifesto, le opposizioni, che la vecchia TARSU, era calcolata in base ai soli metri quadri, mentre la TARES aggiunge anche il numero degli occupanti.

“L’Amministrazione comunale avrebbe potuto applicare anche per il 2013 la vecchia TARSU rinviando, eventualmente al 2014, l’applicazione della nuova tassa. Questo è quanto i consiglieri di opposizione avevano suggerito al momento di deliberare sull’introduzione della TARES, all’Assessore Finanze, Tributi, Economato Patrimonio”

Dichiara il PDL, aggiungendo che tali emendamenti, che avevano l’obiettivo di non gravare sulle tasche dei cittadini, sono stati respinti dall’Assessore alle Finanze.

Profondo dissenso anche quello delle opposizioni, dunque, le quali tengono a sottolineare che la responsabilità dell’introduzione delle nuove tasse non è da attribuire al Governo Centrale, poiché per quanto riguarda la TARES, se la maggiorazione di 0,30 centesimi va allo Stato, la rimodulazione della tariffa arriva nelle casse del Comune.

“La partecipazione alla protesta dei sindaci avrebbe avuto un significato, se il Sindaco di Montemesola si fosse comportato come tanti altri sindaci che hanno mantenuto la stessa tariffa dello scorso anno con l’aggiunta dello 0,90 allo Stato per non gravare sui propri cittadini” risponde in questo modo il Partito dei Comunisti Italiani. Non una critica o un boicottaggio al movimento ritenuto giusto, ma una critica, un giudizio di “incoerenza”, espresso dalle opposizioni consiliari nei confronti del primo cittadino, che aderisce al suddetto movimento dopo aver deliberato in consiglio comunale l’applicazione della TARES, che ha creato non poche difficoltà nelle famiglie montemesoline. Come è ben noto, dietro ogni azione ci sono altrettante motivazioni. Come risponderà il Comune di Montemesola? I cittadini cosa ne pensano?

Elena Ricci 

viv@voce

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