GROTTAGLIE. Massimo D’Alema: “C’è in gioco una nuova idea di partito. Una nuova concezione di partito”

GROTTAGLIE. Massimo D’Alema: “C’è in gioco una nuova idea di partito. Una nuova concezione di partito”

E rimarca: “Noi siamo l’unico grande partito del Paese. Ed io sono fra quelli che pensano che ci vuole un Partito”

Con queste frasi apre il suo discorso Massimo D’Alema, ospite nella sala del Castello Episcopio di Grottaglie (TA). Sala che registra il pienone di tanti simpatizzanti e iscritti del PD. Ed ecco l’ex “leader maximo” della sinistra italiana lanciare dal microfono la sua nuova idea di partito, accompagnata da una una nuova idea di politica, intesa come coesione, impegno e progresso, miglioria. Una nuova idea di governo anche. D’Alema definisce il Partito Democratico ilpiù grande partito del Paese”, un centrosinistra sano, il quale ha come compito quello di aiutare l’attuale Governo a portare avanti la sua missione, ottenendo una legge elettorale che consenta di ritornare al bipolarismo tra centrosinistra e centrodestra.

Analitico l’ex premier: parla dell’ultima campagna elettorale, dell’illusione suscitata da Grillo, l’illusione neocentrista di costruire intorno a Monti il terzo polo che potesse in qualche modo diventare l’arbitro della politica italiana. “Monti si è dimesso dal partito che ha fondato. Questa spaccatura, un piano dell’UDC che appare difficilmente rimediabile. Insomma, è un’operazione politica che si è dimostrata di corto respiro”.

Tra i vari obiettivi anche una riforma elettorale “limitata ma incisiva” così la definisce D’Alema. Un Senato delle autonomie non eletto dai cittadini e un restringimento del sistema parlamentare; un sistema più semplice e meno costoso.

Prosegue nella sua esposizione sullo stato post elezioni dello scorso febbraio: “Ci siamo illusi di una facile una vittoria elettorale, che alla fine si è rivelata assai più problematica, ci troviamo nelle condizioni di dovere avere una grande responsabilità, ma una forza che non è in grado da sola o con i suoi alleati più naturali di garantire il governo del paese. Non è una condizione comoda quella del “Governo delle larghe intese” ogni giorno esposto alle fibrillazioni del centrodestra, agli umori di Brunetta, della Santanché, non invidio certamente Enrico Letta”.

Ma è lungo e attentissimo l’incontro con il pubblico: “Siamo un partito dove talora si tende a scusarsi quando si parla di politica”. In maniera chiara e concisa lo stesso D’Alema, risponde alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno portato al centro dell’attenzione il sistema politico. L’idea di Governo, per l’ex onorevole si configura in un Governo che ha il compito di agganciare la ripresa economica e trasformarla in opportunità, perché torni a crescere il lavoro. Rimarcando che  “questa è la vera emergenza nazionale”.

Poi via alle decisioni del governo Letta e sul prezzo da pagare al PDL per la costituzione del governo delle larghe intese: “La priorità non era togliere l’IMU ai più ricchi, ma ridurre la tassazione per i lavoratori e le piccole medie imprese. Nella legge di stabilità c’è un passo in questa direzione”.

Questa è l’idea di partito per Massimo D’Alema. Un partito che aiuti il Governo per una buona ripresa del paese, per l’agevolazione dei lavoratori, un Governo che crei opportunità di lavoro per il proprio popolo; non un partito che sia un trampolino di lancio. “Non un partito che sia il passaggio per le ambizioni personali di chi aspira a diventare Capo del Governo”, questa per D’Alema è l’idea sbagliata di Partito.

Ed a proposito di idea sbagliata di Partito, D’Alema ricorda quasi con nostalgia i Partiti di un tempo, i quali avevano una forte coesione ideologica, la quale garantiva loro il collante, la forza dello stare insieme.

D’Alema afferma che oggi il Partito Democratico non è tenuto insieme da una ideologia e a maggior ragione necessita di una buona elaborazione dei valori “perché una grande comunità di persone se non è accomunata da valori e idee, atte al miglioramento dell’Italia, diventa solo un agglomerato di potentati”.

L’ex premier chiarisce la figura del segretario di Partito. Il segretario di Partito ha il compito di rafforzare gli ideali ed elaborare i valori. “Non può essere una persona ossessionata dal problema della sua carriera personale e dalle esigenze di costruirsi un cammino per diventare Presidente del Consiglio”.

Il Segretario di Partito, deve fare dello stesso, un mezzo per il bene del paese attraverso i valori, non un trampolino di lancio. Ed è anche per questo, per questa “idea sbagliata di Partito” di Matteo Renzi, e per le grandi capacità umane ed intellettuali, che D’Alema ritiene “la candidatura di Cuperlo quale segretario, molto più forte di quella di Renzi, invitando alla lettura dei testi presentati dai due candidati”.

Ricorda ai convenuti con un “leggete. Leggete il testo presentato da Cuperlo, e il testo presentato da Renzi; poi fatevi un’idea propria, di dove sia presente maggiore spessore politico e culturale”.

Il messaggio dell’ex onorevole, in quel di Grottaglie è chiaro: “Occorre una radicale svolta politica”.

Elena Ricci

viv@voce

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