CONSIGLIO COMUNALE DEL 16 MARZO. VILLA RISORGIMENTO, CHE SUCCEDE?

CONSIGLIO COMUNALE DEL 16 MARZO. VILLA RISORGIMENTO, CHE SUCCEDE?

L’amministrazione IAIA, da ben 10 mesi dal suo insediamento nel nostro Palazzo municipale, non ha ancora pronta la perizia di variante ai lavori primitivi!

Che ci fosse qualcosa di grottesco, come giornale, lo avevamo ben immaginato: basta vedere i lavori che proseguono, se proseguono poi, alle calende greche! Un giorno lavorano e 20 giorni no. Certo, la consegna di detti lavori era per il 2 novembre e non di quest’anno ma dello  scorso anno!  A essere precisi, con contratto di appalto alla mano! E sono passati ben 10 mesi dall’inizio ufficiale, con tanto di cartello che dice l’inizio dei lavori ma, aimè, non specifica la fine degli stessi.

Forse, in questo cartello attaccato all’accesso principale della Villa Risorgimento, c’era già un preludio? O meglio era segno delle difficoltà che ci sarebbero state dietro l’angolo? Ma che sta succedendo in questo vicolo cieco che si è ficcata l’amministrazione IAIA? Dalle dichiarazioni ufficiali risultava che l’unico “problema” veniva rappresentato dalla mancata collocazione del chiosco nel progetto primitivo. O meglio, non era contemplata la sua realizzazione. E quindi i portavoce dell’amministrazione IAIA dicevano che “il chiosco era l’unico neo” e che quindi, appena risolto il problema della sua nuova realizzazione, i lavori potevano partire con la perizia di variante la quale dava un ordine sistematico a tutto il castelletto di questa opera “faraonica”, degna dei migliori certosini architetti fiorentini!

In seconda battuta, sempre secondo le voci ufficiali dell’amministrazione, veniva detto che con la percentuale di ribasso sull’importo aggiudicato veniva realizzato un tronco di fogna bianca, adiacente alla Villa Risorgimento, in modo da non permettere più l’allagamento delle abbondanti pioggie che scendono come un fiume in piena dalla parte alta del paese, dalla Specchiolla, e si dirigono verso il centro urbano. Prendiamo per buona anche questa. Si, ma poi? In questa settimana che sta per passare si è riunita due volte la Commissione dei Lavori Pubblici avente per oggetto proprio questo tema. Nei due incontri ha assistito il nostro giornale.

Incontri che, per la verità, sono pubblici e che ogni cittadino può liberamente presenziare. Cosa è emerso in questi due incontri? Molte cose che non vanno come dovrebbero andare o meglio verso il senso giusto. Carte che mancano, concessioni che sono scadute da quasi 20 anni, morosità di pagamento di Tosap e sul canone di locazione e chi più ne ha più ne metta. Ma alla fine dei lavori delle due sedute della Commissione l’amministrazione IAIA ha deciso di portare ugualmente in Consiglio comunale, al secondo punto della riunione odierna, l’oggetto “Concessione per l’occupazione di area pubblica per la realizzazione di un chiosco bar in Piazza Risorgimento”.

Oggetto questo che è stato ritirato immediatamente dall’ordine del giorno nella nostra assise istituzionale. E quindi lascia presagire che i lavori di completamento di Villa Risorgimento riprenderanno, definitivamente, solo con l’approvazione della perizia di variante la quale sta diventando una patata bollente per la maggioranza. Quindi, senza perizia di variante Villa Risorgimento non vedrà mai la sua completa realizzazione? Così è, così sarà. Allora, crediamo, che qui non è più problema amministrativo ma ben sì di volontà politica. E quando manca la volontà politica nelle cose in genere (ma anche sulla mancanza delle classiche carte, ndr) un sindaco deve trarre le sue conclusioni: chiamare l’assessore al ramo e “minacciarlo” di dimissioni! Sono passati 10 mesi e l’amministrazione IAIA deve dare segnali di vita.

Il paese aspetta, grande grande, la sua Villa Risorgimento. Oppure ha ragione un untorello che dice, proprio per la lentezza con cui stanno andando avanti i lavori, “leviamo Risorgimento e mettiamo Rincoglionimento”? Stamane sulle mura cittadine è comparso un manifesto del PD che dice “il pifferaio si è appropriato indebitamente delle opere pubbliche in corso”.

Tolleriamo, si fa per dire poi, questa appropriazione indebita ma … almeno spiccia la Villa Vecchia!

Giovanni Caforio

 

viv@voce

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