VIV@VOCE: PRESUNTO ORGANO DI INFORMAZIONE? CHE BELLO! DA QUALE PULPITO VIENE DETTA (O CANTATA) LA MESSA)!

VIV@VOCE: PRESUNTO ORGANO DI INFORMAZIONE? CHE BELLO! DA QUALE PULPITO VIENE DETTA (O CANTATA) LA MESSA)!

Quanto è bello quando ci attaccano. E’ un orgasmo senza fine!

Viv@voce, e i suoi collaboratori, quando scrivono mettono la faccia e la loro responsabilità (civile e penale, ndr) e quindi quando vedono e sentono le cose, o meglio i fatti, scrivono ciò che è giusto e ciò che non è giusto. Certo la penna è come la lingua: no teni l’ossi ma spezza l’ossi! Quello che vediamo lo scriviamo, a costo di apparire anche antipatici. Se il nostro lettore sapesse quanti saluti ci sono stati negati in virtù di quello che abbiamo, e che continuiamo, a scrivere direbbe senz’altro: ma chi cacchio ve la fa fare a tenervi quasi tutti contro? Noi siamo così: possiamo piacere o non piacere. Possiamo essere amati o odiati. Non ci cambia la vita.

Anzi, per diversi aspetti ce la solidifica e ci dice questo: vai avanti e non avere paura di nessuno. Siano essi amministratori o siano essi prelati o ministri di dio. Quindi proseguiamo su ciò che è più affine alla nostra veduta, la quale mira solo, sperandolo poi, che i casi che solleviamo vengano risolti. A volte, però, ci riusciamo! E questo ci gratifica. E molto pure. Dimostriamo, il lettore ce lo faccia passare questo passo, di avere più coraggio degli altri pur pagando anche altri prezzi proprio in virtù di ciò che siamo. Ma siamo così, se volessimo usare una terminologia savese fosse il termine più azzeccato sarebbe “garibadini”. Già, questo termine ci sembra proprio appropriato per noi. L’accusa specifica, in questa mia risposta, ci viene da un immolato di Dio (jata a iddu, cè furtuna ca teni) e che ci dice? Che non abbiamo un codice deontologico (forse abbiamo quello … odontotecnico?), che siamo pseudo giornalisti (eh già, la nostra iscrizione all’albo nazionale dei giornalisti ci è stata data grazie alla … Cepu!), che siamo privi di professionalità e moralità (che, per caso i preti pedofili l’avevano la moralità quando hanno distrutto la psiche agli adolescenti nei loro continui abusi sessuali?), che approfittiamo delle dichiarazioni di un povero uomo (Peppo Sciacallo) per seminare zizzania nel nostro paese contro la Chiesa.

Ah, la Chiesa. Quale Chiesa? Quella vaticana che fa capo ad un mastino tedesco che non fa altro che sputare veleno contro i gay e contro le coppie di fatto? Oppure quella chiesa di un paesino del profondo sud che imboscava i buoni viveri che giungevano dalle associazioni umanitarie ai bisognosi quando ai bisognosi arrivava ben poco (forse è meglio dire pochissimo) e il resto veniva imboscato verso gole, non bisognose, più profonde? E questi beni venivano dirottati altrove! E che dire di un ministro di dio, sempre di questo paese del profondo sud, che si impuntò a voler tenere chiuso il ristoro per i diseredati per alcuni mesi, proprio come voleva lui e magari incolpando altri di questa decisione? Ah questo paesino del profondo sud, quante sfortune che ha. Ma ne ha una su tutte: ha giornalisti deprecabili, rompicoglioni, cacacazzu. Quiddi giornalisti ca nà votà ca ti puntunu no snì leunu cchiù ti sobra. Certo sono deprecabili, immorali e indegni professionalmente. Ma gli sciacalli (e non certo a quelli che fanno di nome Peppo) si annidano dapertutto. Gravissimo è quando si annidano nei covi di coloro che dovrebbero sollevare le sorti della così detta “carità” cristiana e non lo fanno come dovrebbero.

Gravissimo è che chi costeggia queste istituzioni non vuole vedere altro se non quello che vuole e non quello che dovrebbe. Non abbiamo paura della morte, i nostri peccati, seppur molti, non parlano di pedofilia o di modifiche alla psiche degli altri. Molte vite sono state distrutte, nel loro percorso di crescita, proprio da chi aveva il dovere, religioso, di proteggerle! E questi parlano di immoralità, di codice deontologico e di poca professionalità a chi mette a monte la propria esitenza per tutti i seri pericoli che, una simile informazione, può portare …

Giovanni Caforio

viv@voce

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