CUT: l’obiettivo è il recupero della competitività per il comparto

CUT: l’obiettivo è il recupero della competitività per il comparto

La Commissione Italiana Uva da Tavola ha riunito i suoi associati ed il Comitato Tecnico Scientifico Uva da Tavola lo scorso 21 gennaio in assemblea ordinaria su web per tracciare il bilancio del suo primo anno di attività e delineare il piano di interventi per il 2022, anno decisivo per le attività della CUT e il posizionamento del comparto

L’inizio dei lavori della prima Assemblea del 2022, appuntamento preliminare agli STATI GENERALI dell’UVA DA TAVOLA, che si terranno a marzo (auspicabilmente in presenza…), ha visto il Presidente Del Core aprire così il suo intervento in collegamento web con gli associati della CUT:

“Quelli appena trascorsi sono stati 12 mesi ricchi di eventi ed iniziative che hanno contribuito a far aumentare la consapevolezza nel settore ed hanno costituito un primo passo della lunga, ma indispensabile, marcia verso il miglioramento della competitività della filiera. Il percorso della CUT non può prescindere da fattori come: aggregazione, informazione, promozione e innovazione, elementi chiave per un vincente posizionamento sui mercati della nostra uva da tavola e per il conseguente recupero della redditività delle aziende viticole italiane”.

Una volta riepilogate le tante iniziative portate avanti per i propri associati e per il comparto durante il 2021 i soci si sono confrontati sul futuro dell’attività della CUT. Il Presidente ha colto l’occasione inoltre per ringraziare tutte le aziende della filiera che hanno deciso di associarsi, i componenti del Consiglio Direttivo, i tecnici e gli agronomi del CTS (Consiglio Tecnico Scientifico) per la loro disponibilità e competenza.

Commentando i primi dati relativi alla campagna 2021, i soci hanno confermato che appare chiaro come la produzione italiana rischi di perdere ulteriormente il proprio posizionamento sul mercato europeo, a favore dei diretti competitor.

Secondo la CUT il comparto deve rendersi protagonista e l’adesione ad un’associazione che riunisce tutta la filiera è il primo passo per dar vita ad un’azione sinergica e unitaria volta a valorizzare i frutti del nostro lavoro. L’uva da tavola infatti ha bisogno di essere “spiegata” agli operatori, ai mercati e ai consumatori: per far sì che questo avvenga è necessario raccontare la storia, il territorio, il lavoro delle aziende, le proprietà benefiche per la salute e i valori di cui il comparto è portatore. Quando tutto questo non viene comunicato l’unico risultato che si ottiene è lo svilimento del prodotto ed il suo posizionamento nella nuvola delle promozioni e dei “sottocosto” della distribuzione. Ed è esattamente il problema che stiamo vivendo. Un prodotto senza valore, senza attrattiva per il consumatore, privo di brand di qualità e/o origine non porta reddito a nessun anello della filiera. 

In questo senso la CUT si propone di portare avanti azioni congiunte alle IGP di Uva da Tavola di Puglia e Sicilia. Il fine è consolidare e spingere sulla identificazione di un brand anche per le uve tradizionali e con seme.

Tra i soci è emersa anche piena consapevolezza di come la sostenibilità ambientale oggi assuma un ruolo di primaria importanza. A tal riguardo la CUT, forte delle posizioni del CTS, sarà sempre pronta a respingere attacchi ingiustificati circa la sostenibilità ambientale dei nostri impianti e delle nostre tecniche produttive, che sono tra le più sostenibili ed efficaci al mondo … La nostra uva, grazie a innovazione e know-how, viene realizzata nel pieno rispetto della biodiversità e dell’ambiente. L’uva da tavola italiana è: Sana, Sicura, Sostenibile!

L’assemblea ha confermato inoltre la forte volontà anche per il 2022 da parte della CUT di lavorare per la promozione e l’offerta di servizi rivolti ai nostri associati e a tutti i produttori ed i commercianti di uva. Ci aspetta un calendario fitto di eventi, iniziative ed attività. Per iniziare ci concentreremo sulla raccolta dei dati per l’elaborazione del Catasto Produttivo Varietale Nazionale dell’Uva da Tavola – Conteremo in tal senso anche sull’importante collaborazione di CSO ITALY, di cui la CUT è diventata socia nel 2022.Tale operazione potrà garantire al futuro sistema dell’uva da tavola di programmare le produzioni e le attività di sviluppo commerciale nazionale ed internazionale con consapevolezza e collaborazione all’interno della filiera.

“Entro giugno, inoltre, – ha continuato a relazionare il Presidente ai soci- daremo il via alla storica costituzione del Distretto Regionale dell’Uva da Tavola (DUT), che segnerà la spinta decisiva all’innovazione del comparto per il successo della nostra filiera. La creazione del DUT rappresenta la vera sfida, un grande salto di qualità per il settore, un momento strategico che segnerà in positivo il futuro del comparto, orientandone e agevolandone l’evoluzione verso l’agricoltura 4.0. La costituzione del Distretto favorirà, inoltre, l’attrazione di nuove risorse economiche importanti per l’evoluzione della filiera; esso da un lato sarà lo strumento attraverso cui intercettare nuovi fondi per lo sviluppo e la sostenibilità delle produzioni, dall’altro rappresenterà l’unica vera soluzione utile per recuperare la competitività che dell’industria dell’uva da tavola sta purtroppo sta perdendo, e neanche troppo lentamente”.

C’è insomma grande soddisfazione per quanto già fatto in questi mesi e grande entusiasmo per quello che si dovrà realizzare insieme. 

“È tuttavia importante – ha concluso il Presidente, prima di aprire al dibattito tra i soci – che si allarghi la base sociale della CUT, per garantire ancora maggiore rappresentatività e risorse più significative per le proprie ambiziose iniziative a favore del settore”.

 

viv@voce

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