BARI. Proposta di legge “Norme per la tutela dei banchi naturali di oloturie” (Holothuria spp) o Cetriolo di Mare (firmatari Turco, Pisicchio, Pellegrino)

BARI. Proposta di legge “Norme per la tutela dei banchi naturali di oloturie” (Holothuria spp) o Cetriolo di Mare (firmatari Turco, Pisicchio, Pellegrino)

Nota stampa del gruppo “Emiliano per la Puglia”

Nella seduta del 20 luglio del Consiglio Regionale, il gruppo “Emiliano per la Puglia” ha presentato la proposta di legge “Norme per la tutela dei banchi naturali di oloturie” (Holothuria spp) o Cetriolo di Mare (firmatari TURCO, PISICCHIO, PELLEGRINO).

Una proposta di legge per tutelare i banchi naturali di “oluria”, comunemente noto come “cetriolo di mare” vietandone il prelievo, la detenzione, il trasporto e il commercio. E’ l’iniziativa legislativa depositata dal gruppo consiliare della Puglia con Emiliano e dai consiglieri Giuseppe TURCO (primo firmatario), Alfonso PISICCHIO e Paolo PELLEGRINO.

Il testo disciplina per la prima volta nelle Regioni che si affacciano sul mare, il fenomeno di questa specie marina a rischio, molto richiesta sopprattutto dai mercati extraeuropei e asiatici, mettendo a serio rischio l’ecosistema del mare Mediterraneo e la biodiversità.

I cetrioli marini rivestono infatti l’importante ruolo di “spazzini del mare”, soprattutto nel riciclo delle scorie dei fondali utili alla sopravvivenza dei coralli e alla pulizia delle praterie di Poseidonia Oceanica presenti nei nostri mari.

“La nostra proposta di legge- spiega il consigliere Turco – é una tappa importante per la salvaguardia dell’ecosistema marino saccheggiato da uomini che involontariamente non riescono a capire l’utilità della catena biologica arricchendo i Paesi Orientali, dove i cetrioli marini vengono utilizzati per finalità culinarie i per cosmesi”.

“Bisogna ringraziare le forze dell’ordine e le capitanerie di Porto che, nonostante la “vacatio legis” europea e nazionale, riescono a tamponare questa cattiva abitudine”. “Per questo la nostra proposta di legge ha un obiettivo: rivendicare con forza che il nostro mare non si tocca e che é parte integrante della nostra storia e della nostra cultura al pari dei siti archeologici”.

“Le cronache degli ultimi mesi raccontano infatti di continui interventi da parte delle forze dell’ordine: a maggio scorso ad esempio nell’area di Taranto sono stati scoperti pescatori di frodo pronti a commercializzare il prodotto all’interno di due magazzini utilizzati per lo stoccaggio e la vendita. non da meno l’allarme lanciato da Mimmo Carrieri responsabile del settore Ambiente ed Ecologia dell’Associazione CPA e dal circolo Legambiente di Manduria con diversi esposti inviati al ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia e alla Procura della Repubblica di Taranto”.

Un fenomeno continua Turco – che viene al momento contrastato con sanzione amministrative molto blande rispetto agli ingenti margini di profitto derivanti dal commercio del cetriolo di mare”.

“Le sanzioni infatti oscillano tra i mille e i tremila euro rispetto a un prodotto il cui valore si attesta tra i 200 e i 600 euro al chilo”.

viv@voce

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