MONTEMESOLA. Il sindaco Punzi e la sua amministrazione: “E’ ora di pensare alla rinascita”

MONTEMESOLA. Il sindaco Punzi e la sua amministrazione: “E’ ora di pensare alla rinascita”

Un dovuto chiarimento su cassa comunale, ditta Reale, e costituzione parte civile al processo Ilva

Dopo il susseguirsi dei pubblici comizi, tenuti dalle opposizioni consiliari di Montemesola, rispettivamente dall’ex sindaco Franco Marangi (PDL) e dal consigliere Maurizio Romanazzo (PdCI), il sindaco Vito Antonio Punzi, e la sua lista “Insieme”, decidono di rispondere, in virtù di un dettaglio, che a suo dire, ha caratterizzato le opinioni delle opposizioni, ovvero i simili contenuti. “Ci è sembrato da subito strano come i due comizi fossero simili tra di loro nel trattare gli argomenti e questa è la dimostrazione che in realtà questi signori si spacciano per coloro che hanno un pensiero politico, una propria linea di programmazione del lavoro, secondo quanto avevano detto durante la campagna elettorale”.

Il primo cittadino, ci racconta in un’intervista i dettagli di quanto discusso in piazza, domenica 10 agosto. “In realtà poi, il tutto si sgretola durante gli anni di amministrazione, perché per loro l’unico obiettivo è diventato denigrare, allarmare su ogni lavoro svolto da questa amministrazione, indipendentemente da quello che si fa. Noi in tutti questianni abbiamo dimostrato con i fatti. È mai possibile che tra tutto ciò che è stato fatto durante questi anni,non c’è una cosa condivisa? E che le cose condivise devono essere solo ed esclusivamente quelle che passano dalle opposizioni?”

Per Vito Punzi, tutto ciò è un controsenso, in quanto come lo stesso spiega, le opposizioni, si sarebbero opposte a tutti quei progetti che con la loro attuazione, hanno portato un valore aggiunto al territorio e alle casse comunali, come ad esempio il fotovoltaico, la pubblica illuminazione e la casa dell’acqua. A proposito del progetto inerente il fotovoltaico, il sindaco ritiene che le opposizioni, non avendo potuto controbattere politicamente, poiché obiettivi ed evidenti i vantaggi scaturiti dal progetto, hanno utilizzato a suo dire, per opporsi, “la maniera più stupida che esiste in questo momento, cioè con delle denunce, con degli esposti fatti sulla base di concetti filosofici loro. Come l’esposto alla Corte dei Conti e all’autorità di vigilanza anti corruzione”.

L’esposto come spiega il sindaco, evidenziava anomalie che le opposizioni (tranne il consigliere Valentini, come Punzi tiene a precisare) avevano riscontrato in alcune varianti delle procedure di gara e post gara, quindi a loro dire ritenute illegittime, e frutto di un’amministrazione “opaca”. Punzi invece sottolinea, che la sua amministrazione ha seguito perfettamente tutte le procedure amministrative, seppur con qualche piccolo e futile errore, che non è stato ritenuto rilevante, tant’è che l’organo di vigilanza anti corruzione ha ritenuto e ha chiarito la posizione secondo la quale questa amministrazione, pur avendo commesso degli errori, sanabili, non ha rilevato nessun elemento che potesse annullare quel bando di gara.

“Per noi è una grande soddisfazione, perché questi progetti non sono frutto dell’improvvisazione. Erano gli unici progetti concreti che potevano portare all’ente un valore aggiunto. Oggi i comuni non hanno a disposizione tanti mezzi per fare cassa. I trasferimenti sono diminuiti, e così come il Governo ha imposto, oramai da tempo, se da una parte sta togliendo i trasferimenti, dall’altra sta dicendo ‘per mantenervi, mantenetevi dalle tasse’. Questo dice il Governo”. A tal proposito Vito Punzi ritiene che sia facile, salire sul palco durante un comizio, e dire “si stanno giustificando” parlando del piano di risanamento “Ma non è così. Se un ente è sano, se mancano i trasferimenti dallo Stato, con il minimo sindacale, un comune dovrebbe mantenersi dalle tasse dei cittadini, quindi, garantire almeno i servizi indispensabili. Ma un comune non si mantiene solamente garantendo i servizi indispensabili, perché poi ci sono i problemi che arrivano, come strade rotte, marciapiedi eccetera, qualsiasi cosa che rientra nella normale amministrazione, ma che sono costi extra. Il comune si mantiene dunque, da tutto ciò che entra nelle casse comunali, quindi, se le casse sono sane, il comune riesce a gestire queste cose”.

Questo è quello dunque, che potrebbe permettersi un comune con casse in ordine, ma il sindaco Punzi spiega, che nel 2010, al momento del suo insediamento, se avessero trovato una situazione sana, questi loro progetti a valore aggiunto, avrebbero dato un sostegno a tutte queste attività. “Così non è stato, perché quando ci siamo insediati, abbiamo trovato una catastrofe, frutto e risultato di tante amministrazioni, alternative tra loro, ma con gli stessi protagonisti. Abbiamo trovato il risultato di una gestione a dir poco superficiale, con 1 milione 420 mila euro di danni. Danni ridicoli, contenziosi, espropri e poi ne abbiamo pagato le conseguenze”. Il sindaco parla di contenziosi banali, ma dannosi per le casse comunali.

“Ad esempio, la villa comunale, gestione rossa; scale e passaggi da via Extramurale a via Molinelle, fatte con esproprio, condizionando l’ingresso di un privato cittadino. Contenzioso, comune soccombente, amministrazione rossa. E tanti altri contenziosi, liti, che hanno gravato e gravano su questo comune milioni di euro. Se noi abbiamo trovato una situazione di cassa catastrofica, come fanno a dire oggi, questi signori ‘ve lo avevamo detto?’ come?” Punzi spiega che il lavoro della sua amministrazione non è soltanto ciò che si vede, come strade rifatte, marciapiedi e progetti vari. “Noi abbiamo portato 6 milioni di euro di finanziamenti a Montemesola, senza toccare le casse comunali. Abbiamo fatto tantissimi lavori e altri ne stiamo finendo, anche la villa comunale, anche progetti che hanno iniziato le altre amministrazioni e che noi abbiamo ritenuto validi in qualche modo, e li stiamo terminando. Anche i piani di lottizzazione, che sono uno strumento che i cittadini non possono non avere. Una parte di cittadini, ma hanno il sacrosanto diritto di averli”. Il sindaco dunque, ci tiene a sottolineare che dopo aver trovato una situazione disastrosa, si sta provvedendo, come da programma elettorale, ad un risanamento. Con il piano di risanamento si conclude l’altra parte del programma del gruppo Insieme, ormai quasi al termine.

“Noi tutto ciò che abbiamo proposto nel nostro programma, lo abbiamo quasi terminato. E questa è la fase più delicata, che si vede meno all’esterno, perché si tratta di disastri commessi probabilmente anche da qualche funzionario. Ma a noi non interessa. Che sia il funzionario responsabile, che sia parte politica, quando noi chiuderemo il programma di risanamento, e manderemo tutto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, chi ha sbagliato, pagherà. Chi ha distratto fondi, pagherà. Chi ha gestito male i soldi pubblici, pagherà. Lì non c’è prescrizione, li si pagherà, perché è giusto nel rispetto dei cittadini, che non hanno mai saputo niente, e che hanno semplicemente dato un voto, sperando che chi si stava proponendo, avesse in qualche modo gestito nel migliore dei modi il territorio. Così non è stato. Se le casse comunali non sono in ordine, è balordo dire ‘Ve l’avevamo detto, ora vi giustificate con l’aumento delle tasse’”.

Ancora Punzi vuole precisare che oggi lo Stato impone che la gestione dei rifiuti, servizi indivisibili, siano a carico dei cittadini. “Ma se oltre a questo, c’è una situazione catastrofica creata da altri, da ripianare, non è colpa dell’amministrazione. Anzi, forse il merito ce l’ha finalmente questa amministrazione, che per una buona volte per tutte, ha chiarito questa posizione. Noi abbiamo tentato in tutti i modi, di non far gravare già dal 2010 sulle spalle dei cittadini, tutto il disastro da loro creato. Ora dobbiamo pensare solo alla rinascita. In cantiere, un nuovo progetto molto grosso che sconvolgerà Montemesola in termini di occupazione. Ci darà davvero la possibilità di vedere qualche giovane non andar via”.

Tra gli altri argomenti che hanno interessato maggioranza e opposizioni, c’è anche la questione Ditta Reale, che ha visto le opposizioni consiliari molto determinate nell’esprimere il loro dissenso. A tal proposito il sindaco Punzi, ribadisce ancora una volta la sua opinione, ovvero che vede nell’insediamento di questa attività, un ennesimo valore aggiunto per il territorio in termini occupazionali, e che a parer suo, è da folli negare la variazione di destinazione d’uso, perché così facendo, si impedirebbe ad un imprenditore di lavorare.

“Quando le opposizioni di Romanazzo, D’Erchie, Marangi e Scialpi si sono accorti del grande tonfo che avevano fatto insieme, hanno pensato di concentrarsi su un altro aspetto, ovvero quello dell’inquinamento”. Ma a questo proposito, Punzi spiega che la Provincia, ha emesso la determina non annullando la precedente, ma integrandola, dicendo che la ditta Reale può produrre, limitatamente ad un certo quantitativo. Cosa che sicuramente farà, in quanto da fonti dalle quali ci siamo documentati, le imprese di Pasquale Reale, agiscono e lavorano nel massimo rispetto ambientale. Per quanto riguarda dichiarazioni forti, rese in passato in merito alla ditta Reale, il sindaco risponde con un “Chi è causa del suo male, pianga se stesso”.

La ditta inizierà, a produrre, senza dubbio rispetterà le condizioni imposte dalla provincia, sarà opportunità di sviluppo ed occupazione per il territorio, e il sindaco vigilerà affinché le prescrizioni siano rispettate.

Ultimo e non meno importante, punto di discussione, la costituzione di parte civile del comune di Montemesola al processo ‘Ambiente svenduto’. In merito alla petizione lanciata dal partito dei Comunisti Italiani, sezione “Michele Sgobio” di Montemesola (di cui parlammo tempo fa), il sindaco Punzi risponde: “Quelle sono tutte occasioni per le opposizioni, di scrivere fumo. Il manifesto è partito da una campagna pubblicitaria che ha fatto l’assessore Laddomada”. Lo stesso spiega tra l’altro, che già se ne parlava prima del commissariamento della Provincia, e che ci fu un incontro ufficiale a Massafra tra i 5 comuni a rischio ambientale, tra cui Montemesola.

“Si sa, in occasione degli appuntamenti elettorali, si tende a fare demagogia. Tutti si stanno costituendo parte civile contro l’Ilva, e noi allo stesso modo, abbiamo già una delibera di giunta fatta prima di quella raccolta firme da parte dei comunisti italiani, in cui si chiede, l’indirizzo all’ufficio contenziosi per individuare una professionalità per preparare l’atto di costituzione, che è un atto anche dovuto. I comunisti si dimenticano che prima del commissariamento della provincia, fu convocato un tavolo, per il problema del rilancio dei 5 paesi a rischio ambientale, con il primo incontro a Massafra, con l’allora presidente Florido, e che segnò l’inizio di un percorso itinerante condiviso, per proporre soluzioni, progetti per il rilancio di questi territori che hanno subito l’influenza negativa dell’attività industriale. Montemesola si costituirà parte civile a prescindere dalla raccolta firme, ma in fede a quanto già deliberato in giunta a suo tempo. E’ ridicolo fare una petizione popolare per dire al comune di costituirsi parte civile”.

E per restare nel tema “ambiente”, il prossimo 7 settembre, in occasione della consueta “Festa dell’UDC”, impegni istituzionali permettendo, ospiti a Montemesola, nel dibattito pubblico che precede lo spettacolo, il Ministro dell’Ambiente Galletti, e il neo europarlamentare Lorenzo Cesa, per discutere dei temi ambiente-lavoro, e Italia che chiama l’Europa.

Elena Ricci

viv@voce

Lascia un commento