SAVA. Consoli: “Questo Natale per molti savesi sarà meno dolce dei precedenti. Grazie all’amministrazione IAIA”

SAVA. Consoli: “Questo Natale per molti savesi sarà meno dolce dei precedenti. Grazie all’amministrazione IAIA”

SEL nella conferenza stampa di oggi alle 11.00

Nell’introduzione all’incontro con la stampa  Enrico Consoli, , coordinatore del circolo “C.Mancini” di SEL, ha esordito, per commentare le ultime vicende amministrative,  così: “La maggioranza dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza perché su bilancio di previsione,Tares e Imu sono state fatte scelte sbagliate che incidono e non poco sulle tasche dei nostri concittadini”. Al termine della conferenza stampa Viv@voce ha intervistato Consoli sui temi trattati.

Il Comune di Sava ha approvato il bilancio di previsione 2013 a fine novembre: pensate che questa scelta abbia avuto delle ripercussioni negative per i cittadini?

Le conseguenze negative di questa scelta sono diverse. Partiamo da un dato di fatto: il Comune di Sava non era obbligato ad approvare il bilancio di previsione 2013 all’ultimo momento. Il Governo ha concesso la proroga al 30 novembre, ma il bilancio poteva essere discusso e approvato prima. In quel caso ci sarebbe stato il tempo per discutere con la giusta serenità su Tares e Imu e per venire incontro alle fasce sociali più svantaggiate con sgravi ed esenzioni e avremmo evitato che il Comune operasse ‘in dodicesimi’ com’è avvenuto negli ultimi mesi (in questa situazione la spesa comunale è stata ridotta al lumicino e non è stato possibile approvare le schede delle opere pubbliche).

La maggioranza ha portato in Consiglio Comunale il 29 novembre un bilancio blindato e ha respinto tutte le proposte delle opposizioni (alcune condivisibili, come quella di non far pagare l’IMU sulle seconde case date in comodato d’uso gratuito a figli e parenti di primo grado): non c’è stata una discussione adeguata, e gli aumenti sono stati giustificati come “inevitabili”. I cittadini savesi hanno dovuto subire oltre al danno (l’aumento delle tasse) la beffa, perché si sono visti recapitare all’ultimo momento le cartelle di pagamento e sono stati costretti a file indecorose per pagare quanto dovuto”.

Il sindaco IAIA ieri sul palco di Piazza San Giovanni ha difeso le scelte fatte, parlando di “cause di forza maggiore” dovute al taglio di 700.000 euro di trasferimenti dallo Stato centrale…

Io penso che i savesi siano stanchi delle promesse da marinaio in campagna elettorale e dei continui “non possiamo fare diversamente” quando si amministra.  Il sindaco Iaia l’anno scorso, durante la campagna elettorale, parlava di partecipazione, di coinvolgimento della cittadinanza, di lotta agli sprechi, prometteva che non avrebbe aumentato le aliquote Imu.

E’ successo tutt’altro: la maggioranza avrebbe dovuto confrontarsi per tempo con gli artigiani,i commercianti, i piccoli imprenditori, con i cittadini in difficoltà economiche ma non l’ha fatto, ha invece aumentato l’aliquota Imu su seconde case, terreni agricoli e fabbricati dallo 0,76% allo 0,98%, non ha ridotto gli sprechi, ha preparato una vera e propria “stangata Tares” per molti savesi, con attività commerciali che arrivano a pagare il 300% in più! Le giustificazioni non bastano, c’è un problema di merito e di metodo.

Quindi lei pensa che parlare dei tagli significhi arrampicarsi sugli specchi?

La cosa che trovo più inconcepibile è che le stesse forze politiche (di maggioranza e opposizione) che a livello nazionale hanno votato i provvedimenti fiscali e di bilancio dei governi Letta, Monti e Berlusconi a Sava giochino a fare i Masaniello o piangano per il patto di stabilità e i tagli dei trasferimenti: per questo propongo un confronto pubblico fra tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, perché i savesi hanno il diritto di sapere quali sono state le mancanze e le scelte sbagliate degli ultimi anni a livello locale e nazionale, scelte che purtroppo oggi stiamo pagando tutti.

L’aumento che ha fatto più discutere è quello della Tares: lei pensa che si dovesse rimanere in Tarsu,come sostengono alcuni,e  che si poteva rimodulare meglio questa imposta?

La Tares è, da alcuni punti di vista,una tassa più equa rispetto alla Tarsu, è vero. Ma forse,per una questione di buon senso,si poteva rimanere per quest’anno in Tarsu e rinviare il cambio di imposta, sfruttando l’anno prossimo le premialità che spetteranno al Comune di Sava per i buoni risultati della raccolta differenziata per ammortizzare gli aumenti. Avremmo evitato che gli esercenti,gli artigiani,i cittadini savesi che già vivono una situazione di difficoltà e di crisi si ritrovassero a passare un Natale in tono minore.

Un’ultima domanda: cosa pensa di questi 7 mesi di servizio di raccolta differenziata?

I savesi hanno fatto un grande sforzo, ed hanno colto la sfida di civiltà rappresentata dalla raccolta differenziata. Detto questo, alcune considerazioni: il servizio della Igeco solo per il primo anno ci costa 1.800.000 euro (cifra che è già lievitata di 200.000 euro circa rispetto a quella iniziale) ma l’azienda è inadempiente sull’isola ecologica: una situazione che denunciamo da tempo ma che solo di recente è stata ammessa dall’amministrazione.

Le nostre campagne continuano ad essere invase da rifiuti: bisogna tutelare il territorio controllandolo adeguatamente, e bisogna insistere con le campagne informative e di sensibilizzazione, perchè la mancanza di cultura e senso civico porta a questi scempi intollerabili.

Ad ogni modo, la maggior parte dei savesi si sta impegnando nella raccolta differenziata e i risultati sono buoni: non vorremmo che dopo le ultime vicende i nostri concittadini si sentissero “cornuti e mazziati”.

“L’anno prossimo – conclude Consoli – arriveranno le premialità per le alte percentuali di raccolta differenziata raggiunte: forse sarebbe stato più opportuno rimanere in Tarsu e passare alla Tares successivamente,ammortizzando così gli aumenti; ad ogni modo i savesi andranno premiati e noi vigileremo affinchè questo accada, perché è inamissibile che i nostri concittadini (che vivono un momento drammatico di crisi sociale e che si sono tanto impegnati per la raccolta differenziata) si ritrovino ad essere ‘cornuti e mazziati'”.

Andrea Prudenzano

viv@voce

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