SAVA. “Uè Ggiuà, cè ani alla jamma?”

Incontri curiosi per strada in rigoroso dialetto savese

Da qualche giorno ho una fastidiosa sciatalgia alla gamba sinistra che non mi fa camminare bene. Certo sono in cura e i tempi della cura, per la guarigione, non sono celeri.

E, amaramente, ci sta questo. Ma ieri l’altro un simpaticissimo savese, che ogni qualvolta che ci incontriamo ci scappa da ridere al solo vederci, mi dice:

“Uè Gggiuà, cè ani alla jamma?”

Tradotto: “Giovanni, che hai alla gamba?”

Ed io: “Ncunu mè minata na jastema!”

Tradotto: “Qualcuno mi ha augurato del male”

E lui: “Unu sulu Gggiuà?”

Tradotto: “Solo una persona?”

Ed io: “Li murtacci tua e sua!

 

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