RIFORMA RAI, LA SEN. L’ABBATE, M5S: “APPROVATA LA RISOLUZIONE INCOMPATIBILITA’ DOPPIO INCARICO FOA. UN PASSO AVANTI VERSO LIBERTA’ D’INFORMAZIONE”

“La riforma Rai è nel contratto, il MoVimento è pronto a discutere immediatamente una legge che spezzi ogni possibilità di legame tra la politica e la Rai, per un’informazione coerente con i principi di libertà e democrazia. Oggi è stato fatto un passo avanti”

Ha così commentato la senatrice Patty L’Abbate del M5s, che ha promosso con il MoVimento che rappresenta la risoluzione sull’incompatibilità del doppio incarico di Marcello Foa come presidente della Rai e della controllata RaiCom, discussa e approvata dalla commissione di Vigilanza sulla Rai con 21 voti favorevoli, 9 contrari e 4 astenuti.

“A votare a favore di questo primo indirizzo di imparzialità dell’informazione è stato il M5s, il Pd e Leu, e come ha anticipato il ministro Luigi Di Maio, un’altra è già depositata. L’obbiettivo è quello di restituire una tv libera, una informazione libera, ai liberi cittadini che, pagano per avere una pluralità di punti di vista, così che siano loro, con la loro capacità di discernere ciò che è giusto o meno per il futuro di questo Paese, a farsi una libera opinione. Abbiamo rispetto per l’intelligenza dei nostri concittadini che meritano di non cadere vittime di facili strumentalizzazioni politiche delle notizie”  ha aggiunto l’onorevole, membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

“Si è innescato un circolo vizioso tra politica e servizio pubblico e noi lo vogliamo sciogliere. Ecco perché vogliamo approvare subito la nostra legge, a firma Liuzzi. I cittadini pagano un canone perché la Rai fornisca un servizio di pubblica utilità, che premi il merito e la trasparenza, e si ritrovano a venire bombardati da informazioni e nozioni che risentono di precisi indirizzi politici. Così non va bene, o si spezza questo legame, o ai cittadini non venga più attribuito il canone” ha detto la senatrice, in linea con la volontà del MoVimento e del ministro Di Maio.

La proposta del M5s per riformare la governance della Rai a prima firma di Mirella Liuzzi, riprende una precedente proposta di legge della scorsa legislatura presentata a prima firma di Roberto Fico.

“L’obiettivo principale è quello di far in modo che la politica resti fuori dal servizio pubblico radiotelevisivo. Per fare questo modifichiamo il meccanismo di scelta del consiglio di amministrazione. Il numero dei consiglieri da sette a cinque, compresi il presidente e l’amministratore delegato, che restano in carica per cinque anni senza possibilità di rinnovo secondo principi e modalità che garantiscano la meritocrazia” ha spiegato la senatrice.

Il CdA, infatti, sceglie al suo interno l’amministratore delegato; il ministro dell’Economia ha facoltà di scegliere il presidente. I consiglieri sono ripartiti in tre aree di competenza: due giuridico-economiche; uno tecnico-scientifiche e altri due tra autori, capi-progetto e ideatori di programmi radiotelevisivi. Scelti per curriculum, attraverso un sorteggio all’ambito di un avviso pubblicato da Agcom, al quale partecipano con un elaborato progettuale da discutere con le commissioni parlamentari competenti. Queste si esprimeranno a maggioranza dei due terzi, un parere sfavorevole l’Agcom procede all’estrazione di un altro nominativo nella medesima area di competenza.

Il tutto entro massimo 30 giorni.

“Non potrà essere nominato consigliere di amministrazione Rai chi ha ricoperto nei 5 anni precedenti alla nomina cariche di governo, politiche elettive a qualunque livello, ruoli nei partiti, né consiglieri interdetti dai pubblici uffici e i condannati. E’ previsto un regime di rigida incompatibilità con qualsiasi incarico pubblico o privato o qualsiasi conflitto di interesse nelle imprese operanti nei settori della comunicazione, dell’audiovisivo, della pubblicità, della fornitura e alla somministrazione di beni e servizi alla Rai o alle società collegate. E’ previsto un limite massimo retributivo, ed è soppressa la commissione di Vigilanza Rai, gli obblighi di servizio pubblico radiotelevisivo si discutono tra i vertici aziendali della Rai e le commissioni parlamentari competenti. Infine, sono previste modifiche anche alle modalità di elezione di Agcom. Il tutto perché crediamo e tendiamo verso il principio di trasparenza nella individuazione delle figure dirigenziali nel servizio pubblico” ha concluso l’onorevole L’Abbate.

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