SAVA. Dalle strisce blu ad Aldo Maggi, da Dario IAIA alla sempre presente reggente del Comando di Polizia municipale Luigina Soloperto

Chi ha amministrato, chi amministra e chi è tenuto al rispetto delle regole in questa cronistoria che, al lettore, può risultare interessante

Parlare delle strisce blu, o meglio dell’area dei parcheggi a pagamento nel centro del nostro paese è come scrivere un libro. E noi lo raccontiamo per come lo abbiamo seguito e, in alcuni casi, anche contrastato. E con dei risultati che sono stati ignorati da tutti.

Compreso da chi ha amministrato ed amministra tutt’ora il nostro paese. Anzi, siamo stati spesso ostacolati nel mettere in risalto molte situazioni. Ma la gratitudine non è di questo paese. Assolutamente.

Andiamo alla cronistoria, cercando di essere più fedeli possibili, pregando il lettore di seguire attentamente l’evolversi delle fasi e i suoi protagonisti infelici.

Fu sotto la gestione di Aldo Maggi che il nostro Comune bandì la gara d’appalto per l’affidamento al soggetto privato delle aree di sosta nel centro urbano. Furono tantissime le aree interessate. Da questo bando di gara risultò vincitrice, su due Ditte partecipanti, una società umbra la quale cominciò già a mettere i totem, o meglio le gettoniere per il rilascio dei grattini da collocare sul cruscotto delle auto per il controllo dell’ausiliario. Ma ecco il colpo di scena: dopo che fu aggiudicata la gara, la società che arrivò seconda fece ricorso al TAR contestando l’assegnazione che, a suo parere, era non conforme al bando di gara in quanto la documentazione fornita dalla ditta assegnataria, nei preliminari di gara, non era quella richiesta. E qual era questa difformità? Il casellario giudiziario dell’amministratore non era aggiornato.

Da questo ricorso il TAR sentenziò, grosso modo, così: ha ragione la ditta che ha fatto ricorso e, alla luce di tutto questo, prospettò due soluzioni al nostro Ente comunale. La prima fu quella di rifare la gara e la seconda quella di assegnare la gara alla ditta che aveva fatto il ricorso. L’amministrazione Maggi optò per la seconda ipotesi ma resta il dubbio, il forte dubbio, dell’incapacità della Commissione esaminatrice, presieduta dalla reggente del Comando di Polizia municipale savese che fa di nome Luigina Soloperto. Peccato che le spese legali per il ricorso al TAR non state attribuite alla Commissione, e questo ci poteva ben stare, in quanto l’errore era madornale e con responsabilità oggettive, ma se le è caricate il nostro Comune. Ma andiamo avanti nella descrizione degli eventi.

Vengono smontati i totem da parte della Ditta prima assegnatrice ed ecco i nuovi totem del nuovo soggetto privato. Da premettere che i primi totem non erano quelli che venivano richiesti nel bando di gara mentre invece i secondi erano in perfetta sintonia come da capitolato. Si insedia la nuova Ditta e sapete dove? All’interno del Comando di Polizia municipale. Il lettore dirà: e che c’è di male? Andiamo avanti che mò viene la sorpresa!

Con le nuove pettorine blu con tanto di scritta “Ausiliario del traffico” si insediano i primi addetti alle strisce blu, senz’altro lottizzati. Tutti sappiamo benissimo, e lo spero, che un ausiliario del traffico una volta insignito corrisponde alla figura giuridica di “pubblico ufficiale” e deve, o dovrebbe, avere le classiche carte in regola. O meglio, il casellario giudiziario a “posto”. Cioè, senza avere riportato condanne penali e tanto meno quello di non avere procedimenti penali in corso. Questo dice, o dovrebbe dire, la regola. E invece no. A Sava, non è così. Infatti, viene fatta fare una autocertificazione dall’ausiliario in cui dichiara di essere immune alle caratteristiche sopra richieste. Iniziano così a operare e fioccano una marea di multe per gli automobilisti che non fanno attenzione al pagamento per la sosta nelle strisce blu.

Alcuni lettori, al giornale, ci dicono che tra gli ausiliari c’è uno che non sta a posto con l’autocertificazione e che quella che lui ha prodotto, e non soggetta a verifica da parte di chi aveva l’obbligo di verificare, è mendace. E della serie “tutti sanno e nessuno muove un dito”, maggioranza e opposizione (e Dario IAIA era allora all’opposizione) cominciamo a interessarci del caso. Dalle informazioni raccolte dal nostro giornale il soggetto interessato era stato arrestato già due volte: la prima per spaccio di sostanze stupefacenti, la seconda per furto e protagonisiti di questo ultimo arresto furono i Carabinieri del Comando Stazione di Sava.

Anche se questo è grave, cioè aver dichiaro cose false sull’autocertificazione prodotta, ancora più grave fu il fatto che l’ausiliario in questione era soggetto a regime di vigilanza, ovvero una misura alternativa al carcere e svolgeva funzioni da pubblico ufficiale!!! Incredibile. E tutti zitti. Ma tutti proprio! Manco se fossimo a San Giuseppe Jato o a Corleone! Tutti sappiamo che la Polizia municipale svolge anche operazioni di Polizia giudiziaria e da qui, immaginate un pò voi, cosa significhi tutto questo. Ma andiamo avanti. Il nostro giornale fa i passi nelle sedi opportune e immediatamente viene licenziato il soggetto in questione che, tra l’altro, è cognato del gestore dei parcheggi pubblici nel nostro paese. 

Primavera 2012: la DDA di Lecce, nella vicina Manduria, incrimina la società dei parcheggi messapici, la stessa che opera a Sava, per infiltrazioni mafiose-camorristiche ed esegue diversi arresti attinenti  a questo tema.

Sava, giugno 2012: si insedia l’amministrazione IAIA lasciando intendere che il suo motto “trasparenza&legalità” sarà vigente. Fiduciosi, aspettiamo al varco i buoni propositi.

Settembre 2012, sempre a Sava. La dirigente Luigina Soloperto, ancora lei, firma una determina per la proroga di un altro anno di gestione al soggetto privato, in quanto i tre anni sono scaduti, e cosa dice nella determina? Dice che “i requisiti della ditta appaltatrice non sono mutati nell’arco dei tre anni passati”. Incredibile ma è vero!

A Manduria la DDA di Lecce fa revocare immediatamente la gestione delle strisce blu, con forti accuse, e a Sava si dice che non è successo nulla? Pazzesco. E qui Dario IAIA ha preso una brutta tegola in testa. Perché? Tutti sappiamo che i dirigenti, nel momento in cui c’è un indirizzo politico devono rispettarlo e da qui trovare gli strumenti adatti al concepimento di una direttiva politica. Quindi, l’amministrazione IAIA ha dato quell’indirizzo e la reggente di PM savese ha trovato lo strumento! E di che maniera! Ignorando, addirittura, che a 5 km era successo il finimondo su questi parcheggi.

Come nostro solito non ci scoraggiamo e da qui abbiamo attivato il contatto diretto con la DDA di Lecce raccontando, per filo e verso, quello che stava accadendo nel nostro paese. Alla luce di tutto questo immediatamente l’UTG (Ufficio Territoriale del Governo) di Taranto manda un fax a tutti i Comuni della provincia jonica in cui ordina immediatamente di revocare le autorizzazioni alla Ditta indagata. Piccole soddisfazioni che portano all’annullamento delle strisce blu in attesa che l’amministrazione IAIA trovi la soluzione. Quest’ultima, dopo alcuni mesi, porta la Camera di Commercio, sezione comunale di Manduria, a gestire le aree di sosta a pagamento per tramite i grattini.

Da questo momento i rapporti tra l’amministrazione IAIA e questo giornale si allontanano e di brutto pure e sono pronte le querele per ogni cosa che, da questo momento in poi, Viv@voce pubblicherà. Via il saluto in quanto non sono degno di riceverlo. Cazzatora!!! Ai mesi nostri, i parcheggi nel centro storico sono quasi sempre occupati e il savese, furbastro, “scorda” di mettere il grattino alla sosta e sporadicamente i vigili savesi controllano. Su questo Comando di Polizia municipale savese avrei ancora alcune cose da dire ed è bene dirle in quanto sono successe e credo anche che al lettore può interessare per sapere perché siamo odiati così tanto dalla reggente Luigina Soloperto, anzi chè essere riconoscente del lavoro da noi fatto. 

Durante l’amministrazione Maggi l’autista savese parcheggiava ovunque. Sulle strisce pedonali, sugli scivoli dei diversamente abili, all’angolo degli incroci. Insomma credeva di essere il padrone della strada. Il nostro giornale cominciò a bombardare questa bruttissima abitudine di molti savesi e spesso e volentieri chiamava il comando di PM ad attivarsi e sanzionare l’automobilista indisciplinato. Ma oltre questo assillante lavoro di Viv@voce pubblicammo sul nostro giornale le abitudini, durante le ore di servizio, di alcuni vigili che anzi che svolgere il loro lavoro erano dediti alle svariate funzioni che nulla avevano a che fare con il loro impiego.

Dal vigile che leggeva il giornale nell’edicola in Piazza a quello che portava i figli a scuola con l’auto di servizio o addirittura a quello che, sempre con l’auto blu con le strisce bianche e scritto “Polizia municipale”, si recava nella sua campagna per vedere se i suoi ortaggi crescevano bene. Apriti cielo! Di concerto, Aldo Maggi e Luigina Soloperto, mi denunciarono per diffamazione in quanto avevo “infangato l’onore e l’onesta dei vigili urbani”. Robba ti lussu. Ma non gli andò bene. Per nulla.

Fui assolto dall’accusa in quanto provai tutto ciò che era scritto nell’articolo. Il nostro giornale è convinto, che in questo Comando di PM savese ci vuole una figura che abbia per davvero le capacità di dirigere questo importantissimo comparto che nella vita del nostro paese è vitale. In tutti i settori. Ma tornando alle strisce blu: dal passato marzo sono state sospese in quanto la nuova ditta, vincitrice della gara d’appalto, sta organizzando il servizio.

Speriamo bene.

Giovanni Caforio

 

 

 

 

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