IL VALORE DI UNA VITA. Muore un figlio senza colpa. E’ assolutamente inaccettabile per i genitori

Alcune riflessioni sulle tragedie che colpiscono i nuclei familiari

Spesso abbiamo detto che questa vita va vissuta tutta e fino in fondo. A volte è difficile che entri nella testa delle nuove generazioni, dedite spesso alla stravaganza. E svariate volte al gusto del proibito che, abusato, porta a un non ritorno.

Giovanissimi che molte volte hanno a che fare con auto potenti che li invitano a pigiare sull’acceleratore. Il possesso, la forza del comando, il sentirsi grandi. E anche spericolati. Le tentazioni, oggi, sono tutte dietro alle porte delle nostre case. E non è detto che tutte portano al lieto fine. Il gusto del proibito: l’alcool, le droghe fanno proseliti nella stravaganza.

E per molti di noi speriamo, e abbiamo sperato, che questo potesse essere solo un “processo” conoscitivo e nulla più. Ma a volte questi passaggi, quasi tassativi nella giovane età, portano alla distruzione. Portano allo strazio delle famiglie che devono prendere atto che qualcosa nella loro organizzazione familiare è successo.

Manca qualche componente vitale. Quel componente tanto cercato, cresciuto e magari tragicamente perso. Le tragedie hanno sempre diverse risposte. Come anche esternare il dolore. E sapere che, comunque, bisogna andare avanti. E forse il tempo può alienare il dolore ma la memoria no. E tanto meno i mille luoghi comuni. I primi vagiti, le prime foto, i filmati.

La camera da letto magari piena di poster o la porta di accesso piena di scritte del pennarello le quali hanno portato a momenti indimenticabili. E sapere che da quella porta non uscirà più nessuno. Il risveglio al mattino, i 5 minuti rubati di sonno, l’autobus preso sempre sul filo del rasoio.

Tutto questo non ci sarà più. La morte è sempre la meno benvenuta nella nostra vita. Noi dobbiamo amare la vita e chi, in un modo o nell’altro, ce l’ha donata ci dice che la dobbiamo viverla bene e fino in fondo.

E quando la vita la si perde senza avere colpa alcuna è drammatico. Non c’è ragione che tenga. E’ triste. E’ tristissimo …

Giovanni Caforio

 

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