SAVA. L’Istituto Cinieri è dei giovani di Sava, non facciamoci scippare!

Vengono finalmente alla luce i veri motivi che hanno portato all’annuncio della chiusura della scuola salesiana. In un documento riservato da Roma si ordina la vendita dell’immobile di Vico I Roma. Promossa una raccolta di firme per scongiurare tale ipotesi

Comincia a delinearsi la vicenda della imminente chiusura dello storico Istituto “Giovanna Cinieri” che inaspettatamente, nel pieno delle vacanze estive, ha gettato nel caos più totale un centinaio di famiglie savesi  di fronte alla inaspettata comunicazione della cessazione definitiva dell’Opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Sava.

Molti genitori furono costretti, in tutta fretta, a correre ai ripari per assicurare ai propri figli la prosecuzione del percorso scolastico, irritati dal modo poco trasparente con cui le religiose avevano gestito la comunicazione con l’utenza.

Sembrava essere una storia come tante, triste perché vedeva una scuola chiudere, complice la crisi economica, la denatalità e la scarsità delle vocazioni.

In difesa dell’Istituto si era da subito mobilitata l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Dario IAIA, e un gruppo di genitori e cittadini  alla ricerca di ogni possibile soluzioni  per scongiurare questo proposito.

Ma dopo alcuni colloqui con le gerarchie apicali dell’Ordine religioso che lasciavano intravedere  dei possibili spiragli positivi, forse al solo fine di non “surriscaldare” troppo l’ambiente, finalmente è emersa l’ineludibile verità che fa piena chiarezza sull’accaduto: l’Istituto di Vico I Roma è in vendita per fare cassa!

In un documento, redatto dai tecnici incaricati della ristrutturazione dell’Opera a livello nazionale, si legge, infatti, che l’immobile di Sava dovrà essere alienato e quindi liberato e svuotato da ogni sua funzione.

Ecco, allora, appare chiaro il motivo per il quale ogni sforzo a sostegno delle religiose non ha trovato fin qui alcun riscontro.

Ma a dire il vero, la vicenda era da subito apparsa sospetta, tant’è che si è proceduto a ripercorrere e approfondire la storia e i fatti che condussero all’arrivo delle suore stesse a Sava.

Andando a spulciare negli archivi notarili di Lecce, si è avuta conferma di quanto molti compaesani ricordavano distintamente: l’immobile di Vico I Roma fu donato alle suore da due concittadine, le nobildonne Anna Buccoliero e Giovanna Cinieri (l’Istituto è a lei intitolato, N.d.R.), attraverso un atto del 1943 gravato da un preciso onere.

L’atto, infatti,  recita chiaramente che il donatario, nell’accettare la donazione, dovrà adempiere ad una serie di compiti pena l’affidamento del lascito ad altri soggetti.

Le due nobildonne savesi indicarono minuziosamente che quell’istituto dovesse essere destinato esclusivamente alla formazione dei giovani di Sava, attraverso l’istituzione di corsi e attività di formazione scolastica e professionale. 

Siamo, quindi, di fronte ad un grande gesto di amore per una comunità che oggi rischia di essere scippato, magari al solo scopo di sostenere le onerosissime operazioni economiche e di ristrutturazione in atto dall’Ordine religioso, come ad esempio la sistemazione della lussuosa dimora di “Villa Crowford” a Sant’Agnello, sulla penisola sorrentina, in cui è possibile soggiornare prenotando direttamente attraverso il servizio booking.com!

Ma mentre nel paese si rincorrono le voci che dicono che l’operazione immobiliare si sarebbe già compiuta, ricordiamo che l’Istituto è molto appetibile perché al centro del paese, in buono stato di manutenzione e con tre possibili accessi.

Per scongiurare l’ipotesi di perdere una scuola, un oratorio, un importante luogo di aggregazione per i giovani, l’Amministrazione comunale e numerosi cittadini, sabato scorso, si sono incontrati nella sala Amphipolis per condividere i contenuti di un documento da inviare alla Madre Generale e a quella Ispettoriale volto a ribadire le volontà delle benefattrici savesi sulla destinazione dell’immobile, nonché del modus contenuto nella donazione ricevuta.

L’invito a tutti è di fare fronte comune contro questo tentativo di esproprio ai danni  della nostra comunità.

Invitiamo, pertanto, i nostri lettori a sottoscrivere i moduli che sono disponibili presso l’ufficio protocollo del Comune.

La redazione di Viv@voce

 

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