SAVA. Ecco perché l’ex vicesindaco e assessore all’Ecologia e all’Ambiente si è dimesso

Le ragioni che, secondo il nostro giornale, hanno portato a far gettare la spugna a Fabio Pichierri

Fabio Pichierri non era nuovo nel panorama politico locale. Era forte di quasi duecento voti e, a Sava, sono un bel salvadanaio. Infatti, Fabio Pichierri sia nell’ex AN che nell’ex Udeur la sua figura pesava. Da solo poteva portare prestigio alla lista che si proponeva o che lo cercava. Ma in questa ultima legislatura locale ha voluto fare il salto di qualità. Comprensibilissimo tra l’altro.

Infatti, la sua lista “Sava protagonista” è risultata la più suffragata all’interno del defunto “Patto per Sava”, coalizione vincitrice dell’ultima tornata elettorale nel nostro paese. Un successo che ha portato, a Fabio Pichierri, ben 3 Consiglieri comunali. Una straordinaria affermazione. E da qui, oltre al boom della sua lista, Fabio Pichierri è risultato anche il Consigliere della maggioranza più votato. IAIA, gli ha riconosciuto il merito di questo successo.

Da qui ecco pronta la delega di vicesindaco e l’assessorato all’Ecologia e all’Ambiente, oltre la Presidenza al Consiglio comunale a Domenico Gigante, quest’ultimo uno dei tre eletti istituzionalmente in “Sava protagonista” . Restava, oltre a Fabio Pichierri e Gigante, anche Dino Zurlo ex di Forza Italia. Sembrava che IAIA, con l’opera di riciclaggio politico,  poteva dare una nuova identità a tutti i transfughi delle passate amministrazioni. Riciclando vecchie scope di spogliatoio, insomma rifaceva a loro il classico look. E li piazzò nel suo immaginario. Ovvero, il “Patto per Sava”. Si parte.

E già dopo qualche mese cominciano i mal di pancia, naturali questi anche nei partiti classici oltre che nelle liste civiche. Fabio Pichierri prosegue nella guida del suo assessorato, ricevendo non poche critiche all’interno della maggioranza e tantissime, davvero tante, all’esterno. Si va avanti ed ecco che qualcosa si sfilaccia.

Forse Fabio Pichierri scorda, o forse non sa, che la compattezza della sua lista civica è forza, diciamo così, politica nell’amministrazione IAIA. In parole povere, o meglio terra terra, i numeri sono sempre quelli che determinano i giochi. Dino Zurlo aderisce al neo NCD savese che vede IAIA battezzato da Ferrarese. E già perde il primo tassello. Uno dei tre. E ne restano solo due.  Intanto IAIA assegna la delega al Verde pubblico al Consigliere Leonardo Franco. E di fatto, naturale questo, Fabio Pichierri vede dimagrire il suo raggio amministrativo.

E come se non bastasse, ecco Domenico Gigante che, assieme al ballerino che fa di nome Giuseppe Saracino, fonda a Sava il partito della Meloni. Fratelli d’Italia. Quindi da tre Consiglieri la lista civica, creata da Fabio Pichierri, ne resta solo uno. Mirko Piccolo, scattato dopo che l’assessore all’Ambiente e all’Ecologia si è insediato. I numeri cominciano a mancare a “Sava protagonista”. Mirko Piccolo viene “corteggiato” dal Consigliere comunale ballerino Giuseppe Saracino, neo affiliato alla Meloni,  ma alla fine il corteggiamento non porta all’amore!

L’ultimo Consigliere comunale della lista civica del vicesindaco è battitore libero. Da qui sembra, secondo il nostro giornale, che Fabio Pichierri non ha tenuto in considerazione la perdita, gravissima, dei suoi tre Consiglieri comunali. E imperterrito ha proseguito nell’opera amministrativa. Convinto che il successo della sua lista era determinato esclusivamente dalla sua figura e che tutto il resto era in second’ordine. Così invece non è stato.

I malumori si notavano ma IAIA, a scanso di iettatori e detrattori ben noti nel paese, diceva che nella sua amministrazione andava tutto bene e che la compattezza politica dava fiato al programma amministrativo. Se lo diceva lui … ma Viv@voce notava ben altro. Anzi, ordine di scuderia, era “non dovete parlare con gli iettatori e con i detrattori”! E questo ordine ha avuto il tempo che ha avuto. Ma andiamo avanti.

In un clima del genere Fabio Pichierri, sempre in virtù della perdita dei suoi tre Consiglieri, ha cominciato a capire che c’erano i giorni contati per lui. Ed ecco l’atto di forza. Si candida alla competizione elettorale delle regionali 2015 nella lista del centro destra che fa capo all’oncologo barese, Francesco Schittulli. Cercando sponda all’interno della maggioranza che guarda caso, almeno sulla carta, è di centro destra. Tutt’altro.

Porte sbattute in faccia. Fabio Pichierri capisce, forse troppo tardi, che è nudo e senza nessuna copertura politica (Consiglieri comunali, ndr). E inoltre sa benissimo che la sua esclusione dalla giunta IAIA è solo questione di giorni. Anticipa la mossa delle dimissioni e le dà lui volontariamente. Testardamente affronta la campagna elettorale da solo. Con le sue sole forze.

Arriva stremato sul palco per l’unico comizio della sua campagna elettorale. L’attacco all’amministrazione IAIA è soft, senza gridare vendetta ma sentendosi ustionato dai comportamenti del fuoco amico.

Il risultato lo abbiamo visto tutti: quasi 800 voti presi in casa. Altri 500 fuori casa. Un totale di 1300 voti che hanno permesso all’oncologo barese di designarlo alla segreteria provinciale del suo movimento.

Domanda: ora che succederà?

Giovanni Caforio

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