Taranto. APPARTAMENTO AL RIONE TAMBURI RISARCITO PER DANNI DA INQUINAMENTO

Taranto. APPARTAMENTO AL RIONE TAMBURI RISARCITO PER DANNI DA INQUINAMENTO

Il risarcimento del danno, richiesto dal proprietario di un appartamento che dista solo 1200 metri dai parchi minerari dell’Ilva, è stato accolto dal giudice Genoviva, presidente della terza sezione civile del Tribunale di Taranto, secondo cui, la casa in via Mannarini al quartiere Tamburi, oggi vale il 20% in meno rispetto al valore originario

Il giudice ha dunque stabilito che al proprietario spettano 13.800 euro di risarcimento, oltre gli interessi per aver subito danni alla sua proprietà a causa dell’inquinamento.

Non è stato facile quantificare con precisione la diminuzione del valore dell’abitazione, una casa di novanta metri quadri al terzo piano senza ascensore. Il perito aveva stabilito un’oscillazione tra il 25 ed il 32%. Il giudice ha calcolato il danno da deprezzamento patrimoniale, subìto dall’attore per il degrado ambientale attribuibile allo stabilimento Ilva, alla società, al suo principale amministratore ed al direttore locale.

E chiaro che il mercato immobiliare è stato tragicamente influenzato dal disastro ambientale nel rione  Tamburi, non solo per i danni evidenti alle case, ma anche per l’inquinamento stesso che ne diminuisce la propensione ad acquistare immobili. I prezzi sono dimezzati rispetto agli appartamenti di pari valore nel resto della città.

Ed è per questo che l’avvocato Condemi nel 2010 aveva citato in giudizio Emilio Riva e Luigi Capogrosso con 149 cause che furono depositate nel Tribunale Civile; le sue argomentazioni si basavano sulla sentenza con la quale, la Corte di Cassazione nel 2005, aveva reso definitiva la condanna dell’Ilva per le emissioni pericolose.

Dunque si evidenziò la certezza, nel verdetto, che la fabbrica deposita, ogni anno, sulla città e nel quartiere Tamburi, 21.000 tonnellate di polveri inquinanti. I prezzi delle case precipitarono vertiginosamente.

Quello che sicuramente appare evidente dalla decisione del giudice Pietro Genoviva, è che si determinerà  un flusso enorme di altre richieste di risarcimento e di giustizia. La gente che ha investito in abitazioni, spesso anche munite di piccoli giardini, certo non immaginava che si sarebbe ritrovata, in prossimità delle cokerie e dei parchi minerali, nelle fauci di un killer al servizio dell’economia pubblica e privata.

Maria Lasaponara

viv@voce

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