Taranto. ISDE: NON SOTTOVALUTIAMO IL RADON. ECCO I DATI NEL DETTAGLIO E LE NOSTRE RICHIESTE

Taranto. ISDE: NON SOTTOVALUTIAMO IL RADON. ECCO I DATI NEL DETTAGLIO E LE NOSTRE RICHIESTE

La sezione tarantina dei Medici per l’Ambiente espone nel dettagli i dati rilevati e le possibili gravi conseguenze. Le richieste di ISDE sono sintetizzate in cinque punti

La pericolosità del gas radon è stata a lungo sottovalutata probabilmente perché si tratta di un inquinante presente naturalmente nell’ambiente, ma l’essere un gas naturale non rende il radon meno pericoloso.

Un recente studio condotto in Francia (Ajrouche R et al, RadiatEnviron Biophys 2018) ha evidenziato che il rischio di cancro polmonare aumenta del 16% ogni incremento di 100 Bq/m3 di radon indoor che il 10% circa di tutte le morti per cancro polmonare in Francia sono dovute al radon e che circa un terzo di quelle morti sono legate ad esposizioni superiori a 100 Bq/m3.

L’OMS indica come limite ideale per gli ambienti abitativi 100Bq/m3, a causa del raggiungimento troppo oneroso di tale limite, viene convenzionalmente stabilito che il limite massimo di sicurezza sia 300 Bq/m3 non potendo comunque fissare un limite minimo di sicurezza.

Dagli studi scientifici effettuati emerge che il pericolo di contrarre un tumore polmonare è direttamente proporzionale al tempo di esposizione, alla concentrazione del gas e all’interazione con altri fattori di rischio ambientali e soggettivi.

Non sembra, al momento, che l’esposizione a radon comporti un rischio oncologico maggiore nei bambini ma l’inizio precoce dell’esposizione (età scolare), specie se associata alla presenza cronica di elevate concentrazioni ambientali ed alla concomitante presenza di altri fattori di rischio di origine ambientale, potrebbe verosimilmente essere responsabile di un aumentato rischio di cancro polmonare in età adulta.

L’Italia in seno alla CE ha recepito le raccomandazioni dell’OMS adeguandosi con una normativa nazionale e la regione Puglia ha di conseguenza emanato due leggi regionali a riguardo. La legge è tuttavia rivolta alla protezione dei lavoratori, quindi ad individui adulti, mentre appare ancora vaga sulla protezione della salute se gli esposti al radon sono bambini. ARPA Puglia ha eseguito in molte scuole di Taranto un monitoraggio delle concentrazioni di gas radon.

Nei tre plessi dell’Istituto comprensivo statale Vico-De Carolis nel periodo compreso tra il 10/07/2017 e il 10/07/2018. In due ambienti della sede in via Deledda sono state registrate, in entrambi i semestri di rilevamento, concentrazioni di radon superiori ai limiti di legge. In altro plesso dello stesso istituto (via SS. Angeli Custodi), in 16 ambienti su un totale di 38 sono state registrate, in entrambi i semestri,concentrazioni ben al di sopra dei limiti (in alcune aule si registrava una concentrazione media annua con valori compresi tra 306 e 718 Bq/m3).

In via Archimede concentrazioni superiori ai limiti sono state registrate in 9 ambienti su 43 con la presenza, in alcune aule, di una concentrazione media annua compresa tra 329 a 698 Bq/m3. Le rilevazioni descritte non consentirebbero di sottovalutare il rischio sanitario a lungo termine, soprattutto considerando l’età pediatrica dei soggetti esposti, la loro lunga aspettativa di vita, la residenza in un’area con elevate criticità sanitarie (anche in termini di cancro polmonare) e ambientali e la mancata tutela sanitaria offerta dai vigenti limiti di legge.

Nel rispetto del criterio di massima precauzione e come ribadito da ISPRA e OMS non esistendo una dose minima di sicurezza, è necessario e inderogabile attuare misure di prevenzione primaria in area ad elevato rischio sanitario.

 

Si propone pertanto:

➢ Che siano pianificate e attuate quanto prima le necessarie operazioni di bonifica e risanamento degli ambienti scolastici;

➢ In considerazione del tempo relativamente breve richiesto dalle operazioni di messa in sicurezza che nell’attesa dell’espletamento delle stesse, le attività scolastiche siano spostate in altre aree urbane o in altri presidi nei quali siano state documentate concentrazioni indoor di radon almeno inferiori ai vigenti limiti di legge;

➢ che le concentrazioni indoor di radon siano rilevate e monitorate continuativamente sia nelle aule che negli spazi comuni;

➢ che sia fornita adeguata e periodica divulgazione degli esiti del monitoraggio del radon negli ambienti scolastici della città di Taranto.

 

Maria Grazia Serra – Presidente ISDE Taranto

Maria Filomena Valentino – Vicepresidente ISDE Taranto

viv@voce

Lascia un commento