TARANTO. Scacco alla “Sacra corona unita”. 32 arresti dei Carabinieri nell’operazione “The Old”

TARANTO. Scacco alla “Sacra corona unita”. 32 arresti dei Carabinieri nell’operazione “The Old”

I capi della mala tarantina  controllavano i traffici illeciti in tutta la provincia jonica

 

32 ordinanze di custodia cautelare (19 in carcere e 13 agli arresti domiciliari) sono stati eseguiti dai Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto ed emessi dal GIP del Tribunale di Lecce d.ssa Cinzia Vergine, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, direzione distrettuale antimafia, dr. Alessio Coccioli, con riferimento ai restanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (quali cocaina, eroina ed hashish), estorsioni, porto e detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti.

Le indagini erano già state avviate nell’anno 2011 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Taranto e dirette dalla D.D.A. di Lecce, permettendo, così, di illustrare l’organigramma criminale, denominato “Sacra Corona Unita”, operante nell’area limitrofa alla provincia jonica ed in particolare nei comuni di Crispiano, Statte, Lizzano, Pulsano e Torricella.

Al vertice della “banda” vi è Francesco Locorotondo, classe 1958, detto “Scarpa Longa”, pluripregiudicato di Crispiano,  appartenente al gruppo Modeo negli anni novanta e dai fratelli Cataldo e Giovanni Giuliano Cagnazzo (detto “Il Vecchio”), capi dell’omonimo gruppo criminale operante a Lizzano.

Il G.I.P. ha, così, osservato testualmente: “Mai come in questo caso risulta presente tutto il catalogo degli elementi costitutivi rivelatori della mafiosità di un sodalizio criminale … censiti con certezza”.

Grazie alle assidue e dettagliate modalità investigative sono state rese palesi non solo le attività illecite del clan, ma, anche, i rapporti tra Locorotondo e i fratelli Cagnazzo (ritenuti  parti integranti del gruppo), gli affiliati “collaboratori” che, avendo rapporti solidali, usavano chiamarsi con l’appellativo “Cumpà”, cioè compare.

I “summit”, ovvero gli incontri periodici tra i pregiudicati, avvenivano per lo più nella masseria dei fratelli Cagnazzo (sita sulla strada che collega Lizzano a Fragagnano) indicata, grazie alla loro metaforica terminologia, “Là sopra”; ivi prendevano le decisioni più importanti.

Il loro “regime gerarchico” era basato sul sodalizio di regole interne, sulla ripartizione dei ruoli e della ritualità delle affiliazioni, alle quali era immancabile la figura di Locorotondo (capo indiscusso della malavita locale e referente jonico per la “Sacra Corona Unita”, denominato con la dote di “Medaglione con Catena”,il massimo livello nei meriti dell’associazione).

I vocaboli utilizzati erano: “famiglia”, “cupola”, ”giuramento”, ”società”, ”appartenenza”, ”parrocchia”, arrivando all’indicazione delle “doti”, intese nei termini della malavita con “battesimi”, effettuati spesse volte nella masseria sopra citata; il tutto permetteva di intendere il tipo di affiliazione: di prima, di seconda, di quarta, ossia l’indicazione del “taglio”, la piccola ferita con sanguinamento che contempla l’affiliazione  l’acquisizione del “diritto di parola” in virtù del sodalizio.

Anche il linguaggio criptico è davvero molto significativo, ad esempio lo stupefacente veniva indicato con “movimento”, “prodotto da vendere”, “cose”; mentre l’espressione “sono rimasto a piedi” si riferiva al fatto che la droga fosse finita, ”panetta”, “libretto della moto”, ”chiavi”, ”pila”, ”macchina”, ”C.D.”, ”pezzo”, ”storia”.

Di seguito l’elenco dei soggetti arrestati e tradotti presso la Casa Circondariale di Taranto.

1 Locorotondo Francesco;

2 Cagnazzo Giovanni Giuliano;

3 Cagnazzo Cataldo;

4 D’Ettorre Salvatore;

5 Massaro Angelo;

6 Panariti Gaetano;

7 Pappadà Adriano;

8 Pauli Fabio Cesare,;

9 Saracino Francesco;

10 Scorrano Angelo;

11 Gualano Pasquale;

12 Zecca Antonello;

13 Lumaca Giuseppe;

14 Marangi Paolo;

15 Marangi Stefano;

16 Panariti Valerio;

17 Rizzo Gianluca;

18 Toma Mario

19 Filareti Augusto

Agli arresti domiciliari,invece:

1 Altamura Angelo;

2 Borraccino Alessandro;

3 Cataldo Damiano;

4 De Lauro Marco,

5 Lacaita Cosimo;

6 Lenti Catia;

7 Li Pomi Antonio;

8 Matino Alberta;

9 Mele Damiano;

10 Pastorelli Daniele;

11 Pozzessere Enrico;

12 Scorrano Alessandro;

13 Antonucci Carlo.

Nel corso delle perquisizioni sono state, inoltre, sequestrati 54 grammi di cocaina e recuperate due pistole.

Eleonora Boccuni

viv@voce

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