Taranto. Restituire una dignità alla mitilicoltura e al Mar Piccolo

Taranto. Restituire una dignità alla mitilicoltura e al Mar Piccolo

“Taranto non è figlia dell’acciaio. Taranto è figlia della Magna Grecia”

Si è tenuto ieri mattina, presso la sede di Taranto dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, il Convegno O.P.E.R.A. per il Mar Piccolo “Da mare negato a sorgente di vita”, in cui sono state illustrate soluzioni tecnico- scientifiche e compatibilità con il recupero ed il rilancio della mitilicoltura. Il Convegno, indetto dall’organizzazione O.P.E.R.A., acronimo di Organizzazione Programmazione Economica Riqualificazione Ambientale, ha illustrato i procedimenti scientifici necessari al fine di ottenere una bonifica del Primo seno del Mar Piccolo, per il rilancio dell’attività dei mitilicoltori, un’attività economica da sempre, simbolo della città di Taranto. Giovanni Carbotti, Coordinatore O.P.E.R.A. ribadisce più volte l’importanza dell’unione tra le varie associazioni ambientaliste, per cercare di cambiare la situazione di Taranto.

Importante anche, l’unione tra le dimensioni economica e ambientale, l’una dipendente dall’altra; dunque, la salvaguardia dell’ambiente per la tutela dell’economia.

E’ proprio questo il caso, della discussa mitilicoltura, attività lavorativa “negata” ai suoi lavoratori a causa dell’inquinamento del Mar Piccolo che ha di conseguenza comportato la contaminazione dei mitili.

Risolvere il problema dell’inquinamento, prima di procedere con le bonifiche. Questo il passo fondamentale, illustrato da uno dei relatori, Nicola Cardellicchio, responsabile CNR Sezione di Taranto.

Occorre effettuare studi specifici, finalizzati all’eliminazione delle sorgenti di inquinamento. “Risolto questo nodo fondamentale, si può procedere alla bonifica” rimarca il Cardellicchio.

Gli studi effettuati dalla sezione di Taranto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, propongo una tecnologia per la bonifica ad impatto ambientale bassissimo, basata sulla copertura dei sedimenti inquinanti e che non danneggi il bacino del Mar Piccolo.

Capire quali sono le sorgenti, abbatterle, per prevenire la contaminazione.

Recenti studi hanno mostrato la presenza di agenti inquinanti come diossine, PBC e mercurio, provocate dalla presenza di sedimenti contaminati, e dall’afflusso di acqua di falda e piovana.

“Se non si eliminano gli agenti inquinanti, non serve nessuna bonifica”. Questo è quanto dichiara a proposito Nicola Cardellicchio.

O.P.E.R.A. estende la sua collaborazione a tutte le associazioni ambientaliste del tarantino, al fine di sollecitare i pareri e le decisioni delle autorità politiche presenti sul territorio. Il Mar Piccolo è l mitilicoltura sono concepiti come sorgente di vita e di benessere sia dal punto di vista ambientale che economico produttivo. Proteggere Taranto significa anche proteggere l’economia. La città, impegnata nella ricerca anche a livello universitario, coadiuva le facoltà di giurisprudenza ed economia, direzionate verso le tematiche ambientali. A tal proposito, Taranto offre molte specializzazioni per quanto riguarda la green economy; tutto si può fare passando per le azioni di bonifica richieste, ma essendo economia ed ambiente, strettamente collegate, per valorizzare la prima bisogna intervenire sulle cause dell’inquinamento, dunque non una copertura, ma una concreta azione di risoluzione del problema.

Elena Ricci

 

viv@voce

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