“BASTA CHE C’E’ LA SALUTE” SI DICE NELLE SITUAZIONI NEGATIVE. A TARANTO NON FUNZIONA COSI’

“BASTA CHE C’E’ LA SALUTE” SI DICE NELLE SITUAZIONI NEGATIVE. A TARANTO NON FUNZIONA COSI’

Erano poco più di mille i tarantini che hanno partecipato al corteo organizzato dal comitato “Lavoratori e cittadini liberi e pensanti” che ha percorso le vie centrale del quartiere Tamburi, luogo invaso dalle polveri sottili del Siderurgico tarantino

Ore 19,30: Apecar davanti e cittadini dietro. E’ la terza manifestazione nel giro di poche settimane e si può dire che anche questa è ben riuscita: la manifestazione, partita da via Orsini, ad ogni strada imboccata ha richiesto l’adesione dei cittadini: sui marciapiedi, sui balconi, la gente osserva, poi si accoda  alla coda del corteo.

“Manifestazone organizzata in appena un paio di giorni la gente ha preso coscienza che l’Ilva non può più stare sul territorio alle sue condizioni” dice Massimo Battista, uno dei portavoce del Comitato dell’Apecar.

Mamma e bambini nel corteo che ha percorso via Orsini fino a piazza Gesù Divin Lavoratore.

Gli anziani, soli in casa, gomiti appoggiati sul davanzale della finestra, battono le mani espongono il lenzuolo bianco in segno di solidarietà.

La marcia prosegue lungo le vie del quatiere, lo stereo sull’apecar suona “Vieni a ballare in Puglia” di Caparezza.

Si vedono tutte le associazioni ambientaliste tra la gente. E scende in piazza anche il cinema: il giovane attore tarantino, Michele Riondino, ha affiancato la causa del comitato dell’Apecar, simbolo della distanza del “politicamente corretto”.

A metà percorso, a sorpresa, l’attore è salito sull’Apecar vestendo la casacca verde del comitato.
Si arriva di fronte alla chiesa Gesù Divin Lavoratore e inizia l’assemblea pubblica: “Dobbiamo pensare alla nostra salute” – dice Cataldo Ranieri del Comitato lavoratori liberi e pensanti – “questa non sarà l’ultima manifestazione che faremo. Abbiamo intenzione di continuare a far sentire la nostra voce fino a quando il problema non sarà risolto”.

Circondato da altri lavoratori continua con  “lo Stato, ancora una volta, ha attuato una serie di misure che tutelano solo il profitto. Per i nostri rappresentanti al governo non è difficile scegliere, il Pil viene prima di tutto. Ma noi siamo padri di famiglia, abbiamo dei bambini da crescere. Non ci stiamo al compromesso”.

Delusione e rabbia nella parole di Ranieri “Non c’è stata nessuna variazione: la produzione è quella di sempre. La riduzione al 70% segue una legge di mercato, non una necessità cittadina. La crisi economica ha imposto questi parametri. L’industria ci costringe a sentirci doppiamente colpevoli, come lavoratori e come cittadini: difendendo l’Ilva, proteggiamo una macchina della morte, al contrario, tutelando la salute, i posti di lavoro sono a risentirne” e continua “con i soldi che ha ricevuto l’azienda si possono fare soltanto dei lavori di manutenzione, niente di più. Il ritardo, nei confronti di questa vicenda, è scandaloso”.

Momenti di tensione si sono registrati durante la diretta con la trasmissione “Piazza Pulita”  di La7, in cui i giornalisti Alessandro Sortino e  Valentina Petrini , hanno condotto il collegamento con l’emittente.

In piazza, si richiede maggiore spazio, di parlare e un maggiore contraddittorio con il sindacalista Landini che siede negli studi televisivi di Roma.

Sortino e la Petrini cercano di calmare gli animi ma poco serve spiegare che fanno quello che possono.

Valentina Convertini

 

 

 

 

viv@voce

Lascia un commento