AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, al MINISTRO DEGLI INTERNI, alla POLIZIA DI STATO, al COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA, alla COMMISSIONE EUROPEA ANTIMAFIA, al PREFETTO DI TARANTO, al QUESTORE DI TARANTO, alla PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TARANTO, all’ASSOCIAZIONE LIBERA e p.c. a TUTTE LE REDAZIONI DEI GIORNALI

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Illustrissime Istituzioni

Con questo esposto i cittadini di Sava, piccolo Comune della  provincia di Taranto, esprimono solidarietà al giornalista ed ambientalista Mimmo Carrieri e preoccupazione per l’episodio di violenza di cui è rimasto vittima. La vicenda dell’autovettura   di  Mimmo Carrieri,  incendiata la notte del 29 luglio 2012, denota l’incapacità da parte delle istituzioni di proteggere chi, senza chiedere alcunché, difende il proprio territorio dalla sopraffazione, dalla speculazione, dal degrado ambientale e dall’omertà di gente vile e vigliacca. Tutto questo è accaduto perche Mimmo Carrieri non ha paura di denunciare i delinquenti e tutti coloro che hanno fatto della provincia Jonica una immensa discarica a cielo aperto e soprattutto una terra di conquista per la malavita. In questa assurda situazione, le espressioni di solidarietà e di adesione che noi sentiamo di rivolgere, non soltanto costituiscono un conforto ed uno stimolo, ma costituiscono la migliore conferma dell’esistenza di una forte zona della società, che respinge con sdegno qualsiasi tipo di atto intimidatorio di stampo mafioso o criminale. Lo Stato è in dovere di dimostrare la propria attenzione, la propria presenza ed il proprio affetto nei confronti di chi si batte per valori ed ideali di civiltà e democrazia. Questa iniziativa nasce  da una drammatica maturazione degli eventi illegali, sommersi, inspiegabili, sottaciuti, che insidiano tutti noi e che richiedono impellente soluzione; che potrà raggiungersi unicamente sulla base di un concreto ed ampio risveglio etico sociale, con l’aumento del senso e del desiderio di legalità e di pulizia morale, con il disgusto e la repulsione verso l’illegalità, la falsità, la mafia occulta, penetrante e devastante. Poiché riteniamo comunque importante cogliere alcuni segnali, seppur piccoli ma concreti e realizzabili, sosteniamo l’iniziativa che mirerebbe a raccogliere le firme dei cittadini, di tanti cittadini, per chiedere maggiore sicurezza nella nostra città, afflitta da un crescente clima di intimidazione e dal moltiplicarsi di eventi criminosi ai danni delle persone oneste e  dei beni comuni. Lo stato di insicurezza  è ormai  così diffuso nella nostra città e non ci riferiamo solo a minacce effettive e presenti, ma alla forte influenza che tutto ciò ha sulle percezioni emotive, per eventi recepiti come potenzialmente offensivi per l’individuo. La paura è diventata, così, uno dei sentimenti più condivisi nella nostra comunità e gli strumenti per contrastarla o ridurne gli effetti disgreganti, devono necessariamente partire da una maggiore comprensione dei complessi meccanismi che la fanno diffondere fra persone diverse, per cultura e per tradizioni. Lo stato della nostra città, quanto a sicurezza, provoca disagio diffuso, e, soprattutto, non offre soluzioni continuative e definitive, anche quando le istituzioni intendano porvi rimedio con particolare impegno. Ricordiamo gli ultimi avvenimenti che hanno toccato la nostra comunità e quella di Brindisi, gli autori o l’autore si sono mimetizzati molto bene nella società ed hanno  agito senza scrupoli pur di soddisfare la loro sete di vendetta. E da questi presupposti che i cittadini chiedono a gran voce e senza timori che qualsiasi atto vile ed intimidatorio venga perseguito e condannato ed invita le autorità competenti a garantire, a tutti coloro che credono in un paese più civile e moderno, la totale protezione.

viv@voce

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