Viaggio verso le nostre marine: Torre Ovo / 1

Viaggio verso le nostre marine: Torre Ovo / 1

I nostri tesori, che la natura ci ha dato, sono al massimo degrado

Torre Ovo, 19 Luglio 2013. Lo scenario che si presta dinanzi ai nostri occhi è uno dei peggiori degli ultimi anni: il tangibile degrado ambientale ha raggiunto soglie, fino ad ora, sconosciute. Ma vediamo insieme, un passo alla volta, quali e quanti sono i problemi che affliggono la nostra località balneare.

All’ingresso di Torre Ovo, giungendo da Monacizzo, risaltano subito allo sguardo le erbacce vicino ai marciapiedi, alte più di mezzo metro, che continuano e si infoltiscono nei pressi dell’area mercantale.

Proseguendo la discesa, giungiamo all’incrocio principale dove l’impianto semaforico è spento e non funzionante. Apparentemente nulla di strano se non fosse che per realizzare tale “opera d’arte” sono stati spesi , nello scorso anno, 180 mila euro di denaro pubblico. Il nostro giornale aveva già trattato tale questione ed aveva presentato, il 16 Luglio 2012, un Esposto alla Procura della Repubblica in cui si riportavano le varie anomalie che l’impianto metaforico produceva. Oggi il gioiello dell’amministrazione De Pascale è spento.

Percorrendo l’intero lungomare è riscontrabile come la totale assenza di contenitori pubblici per i rifiuti abbia gravato pesantemente sulla pulizia dei luoghi pubblici e delle strade, oggi disseminate di cartacce e spazzatura. Gli unici contenitori presenti sono quelli situati sulle spiagge, inutilizzabili, perciò, durante il passeggio e le ore serali. Anche queste ultime non sono in buone condizioni ma la cause qui va ricercata nell’incuria e nella negligenza di noi cittadini. Solo un mese fa, infatti, l’amministrazione comunale di Torricella aveva accolto le varie sollecitazioni dell’ambientalista e nostro giornalista Mimmo Carrieri dando il via ad un’opera di bonifica e spianatura della spiagge di Torre Ovo.

Come se non bastasse, molte attività commerciali della litoranea hanno aggressivamente occupato il territorio pubblico con pedane, sedie e tavoli, ostruendo in passaggio pedonale sui marciapiedi.

Nel complesso, tutta la località è priva di qualsiasi opera di manutenzione e di tutela del territorio e ulteriori esempi sono lo status dei segnali stradali e l’assenza di bagni pubblici.

Le amministrazioni comunali che hanno la fortuna, perché di questo si tratta, di possedere una località balneare dovrebbero valorizzare ed ottimizzare il proprio territorio al fine di far risuonare, sempre di più nell’aria, una parola di cui il nostro territorio ha tanto bisogno: turismo. Nessuno chiede a nessuno di trasformare i nostri litorali in quelli della Riviera romagnola,  ma penso che chiedere quantomeno l’applicazione delle norme igienico sanitarie di base sia più che doveroso.  Come diceva il filosofo austriaco Karl Popper: “I nostri sogni e desideri cambiano il mondo”.

Andrea Prudenzano

viv@voce

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