LECCE. Per primo amore – Lettere di eroine sull’amore da Ovidio, la voce delle donne nel progetto site specific di Koreja

15 e 16 gennaio 2021. Cantieri Teatrali Koreja, solo 30 gli spettatori ammessi

Sabato 15 gennaio alle ore 20.45 e domenica 16 gennaio alle ore 18.30 torna in scena ai Cantieri Koreja PER PRIMO AMORE – Lettere di eroine sull’amore, uno spettacolo site specific del Teatro Koreja riservato a 30 spettatori a replica con la cura artistica di Elena Bucci.

Un lavoro ricco di desiderio, passione e dolcezza. Un viaggio nel tempo verso la tragedia antica e il mito, che sono attuali e sono vita e nutrimento per una visione nuova della contemporaneità. La presentazione site-specific, pensata appositamente per “vivere” gli spazi non convenzionali attraverso il teatro, è liberamente ispirata alle Eroidi, raccolta di lettere composte dal poeta latino Ovidio tra il 25 ed il 16 a.C. circa: un epistolario immaginario tra eroine note e meno note e i loro mariti, fidanzati o amanti. Lettere poetiche, straordinariamente moderne e originali.

In scena Giorgia Cocozza, Alessandra De Luca, Emanuela Pisicchio, Maria Rosaria Ponzetta, Anđelka Vulić saranno Arianna, Enone, Fedra, Fillide e Medea, donne innamorate, abbandonate o tradite che accompagneranno lo spettatore in un viaggio intimo e poetico.

Fillide (Giorgia Cocozza) mitica figlia del re tracio Filleo, amò Demofonte e, da lui abbandonata. La dea Atena, impietosita dalla struggente storia d’amore, tramutò Fillide in un mandorlo. Quando al giovane giunse la notizia, si recò nel luogo dove sorgeva l’albero e, colmo di amore e dolore, lo abbracciò. Ancora oggi, l’abbraccio fra i due innamorati è visibile in primavera, quando i rami dei mandorli fioriscono, a testimoniare l’amore eterno dei due giovani.

È prima di Elena che nasce il tenero amore tra Enone (Anđelka Vulić), ninfa dei boschi e Paride. Enone e Paride si innamorano quando lui era nulla più che un pastore. Enone vede arrivare da Sparta la nave di Paride, che conduce al suo cospetto Elena. In questo momento diventa concreto il contrasto tra un amore primordiale, puro, disinteressato, che non promette nulla più che l’amore stesso e un amore figlio del tradimento che promette ricchezze e prestigio, in cui ciò che trionfa non è il sentimento ma la veste esteriore, la bellezza di una donna che si sa, da sola, non può bastare a salvare un cuore.

Arianna (Emanuela Pisicchio), principessa di Creta, racconta il suo amore per Teseo. Tutti conoscono il mito di Arianna: giovane ragazza che aiuta Teseo a sconfiggere il Minotauro, attraverso l’escamotage del filo per riuscire ad uscire dal labirinto. I due ragazzi partono alla volta di Atene, lasciando Creta, la terra nativa di Arianna. Durante il viaggio, Teseo abbandonerà Arianna a Nasso e lei piangerà a lungo questo abbandono.

Fedra (Alessandra De Luca) Figlia di Minosse e di Pasifae, sorella di Arianna, diviene moglie di Teseo che l’aveva portata con sé nella fuga da Creta. Presa da folle amore per il figliastro Ippolito, casto seguace di Artemide, e da lui respinta, si uccide accusando Ippolito di aver tentato di sedurla, provocandone così la morte.

Esule, senza mezzi, disprezzata, Medea (Maria Rosaria Ponzetta) scrive a Giasone, novello sposo. Celebre maga, regina della Colchide Medea s’innamorò di Giasone e lo aiutò a conquistare il vello d’oro. Per Giasone Medea tradisce il padre, uccide il fratello, abbandona la patria; ma l’atto che la distingue per la selvaggia tragicità è l’uccisione dei figli, l’atto estremo con cui essa si vendica dell’abbandono di Giasone. 

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