SAVA. L’incredibile voltafaccia di Dario IAIA. Prima promette il rimborso Tari e poi lo nega. La Commissione Tributaria Provinciale “condanna” il nostro Comune a pagare i contribuenti che hanno fatto ricorso

Lettera aperta a Marco Di Punzio, commercialista e Consigliere comunale delegato amministrativo ai Tributi 

Il suo sindaco è bravo a giocare con le parole. E verrà creduto fino a quando ci sono, o ci saranno ancora, chi penderà dalle sue labbra, ma la matematica, lei sa meglio di me, non è una opinione. E i conti, o meglio i numeri non cambiano quando vengono dettati dalle entrante e dalle uscite di un Bilancio. E le somme, o le addizioni come le sottrazioni, danno sempre una logica: quella dei numeri.

Andiamo ai classici fatti che vedono lei, anche in qualità di “tecnico”, attore principale di questa “querelle” in quanto delegato amministrativo ai tributi del nostro Ente comunale.

Scandagliamo i fatti, gli eventi e cominciamo dal rendiconto 2019. Quasi un milione di euro da pagare, sempre se questa proposta viene accetta dalla Corte dei conti, dai savesi in rate da 65mila euro all’anno per 15anni. Il suo sindaco parla di “avanzo”. Ora seguiamo la logica: se è un avanzo (ovvero soldi che sono potenzialmente in cassa) che bisogno c’è di rateizzare la stessa somma in 15 anni? Facciamo un esempio banale: se un comune mortale ha in tasca un milione di euro mi sa dire che vantaggio può avere nel caricarsi un debito per 15anni pagando gli interessi, nonostante la stessa somma è a sua completa disposizione?

Quindi trattasi di “disavanzo” o di “avanzo”?

Non giochi anche lei con le parole. Anzi, avremmo preferito che lei fosse uscito allo scoperto spiegando, tecnicamente, al paese quello che è successo senza farsi declassare da Dario IAIA, visto che la materia che stiamo trattando è di sua pertinenza e non certamente di chi vuol fare credere che c’è il sole quando invece c’è la pioggia. Lei è giovane e certamente avrà tanto da imparare, politicamente parlando, ma d’avanti a questi comportamenti che la vedono in prima fila avrebbe dovuto chiarire la sua posizione senza far “gestire” il suo comparto amministrativo da un imbonitore.

Le cito un dato tecnico, sicuramente a sua conoscenza diretta: ci sono 20 sentenze sul rimborso TARI tutte favorevoli ai cittadini e sono a carico del nostro Comune le spese legali sostenute sia dal cittadino che dal nostro Ente pubblico. Faccia lei i calcoli a quanto ammonta l’esborso dalla casse comunali.

I nostri conti sono questi: con 5400 euro avrebbero rimborsato i 20 contribuenti riconoscendo loro  i rimborsi, invece sono stati spesi 3800 euro per il dottore commercialista che ha difeso l’Ente, più i 5400 euro che la Commissione ha sentenziato nel rimborsare a titolo di Tari e altri 5000 euro che la Commissione ha riconosciuto a titolo di refusione spese di difesa per i contribuenti. Quindi sono stati spesi fin’ora 10000 mila euro, a parte il rimborso dei 5400 euro ai contribuenti.

Aspetti, non ho ancora finito: ci sono altri dieci ricorsi presso la Commissione tributaria provinciale, sempre sul tema rimborso Tari e sicuramente vedranno di nuovo il nostro Comune pagare. Provi a immaginare quanti altri ricorsi si stanno preparando per farsi una maggiore idea di quanto costerà tutto questo al contribuente savese.

Se andassi al ritroso, le voglio ricordare quello che il suo sindaco disse a proposito del rimborso Tari. “Tutti i contribuenti savesi verranno rimborsati”, salvo poi fare una incredibile retromarcia.

Dica al suo sindaco che il denaro pubblico merita rispetto. Soprattutto perché non è il proprio. Quanto a lei, visto che è giovane e di potenziali belle speranze, non si faccia mettere in un angolo e bavagliato.

E visto che il comparto amministrativo è di sua completa pertinenza avrebbe dovuto uscire la lingua e dire al savese quello che è successo su questi ricorsi che hanno visto il nostro Comune soccombere d’avanti alla Commissione tributaria provinciale. Perché queste “condanne” non sono condanne per chi amministra.

Magari fosse così.

Ma sono condanne per il savese …

Farebbe piacere avere la sua risposta su questo, sperando che gli ordini di scuderia non si attivino imponendogli di far finta di nulla!

Giovanni Caforio

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