TARANTO. Legambiente: “Meno auto. Più Bici. Più Bus”

“La città può voltare pagina: centralità alle persone e non alle macchine”

I due Forum organizzati dal Comune di Taranto martedì 23 e mercoledì 24 gennaio  hanno consentito di un approfondimento  sugli obiettivi e le strategie di intervento e permesso un confronto che crediamo sia di grande utilità per costruire una proposta di Piano Urbano Della Mobilità Sostenibile che, finalmente, metta al centro le esigenze di spostamento della persona e non delle auto.

Riteniamo infatti che pedoni, ciclisti, utilizzatori del trasporto pubblico abbiano perlomeno gli stessi diritti degli automobilisti e le loro esigenze non possano continuare ad essere compresse e subordinate all’uso, e a volte all’abuso, dell’auto privata. 

Per questo condividiamo l’obiettivo prospettato di una drastica riduzione del traffico di attraversamento della Città Vecchia, che abbia la capacità di abbattere il flusso di auto che giornalmente, specie nelle ore di punta,  occupa le strade del Borgo e dell’Isola e che possa, insieme ad altri interventi,   fungere da volano per una profonda modifica delle abitudini di mobilità dei tarantini.

Un territorio pianeggiante e un clima mite rendono Taranto una città ideale per lo sviluppo della ciclabilità come risposta possibile alle esigenze di mobilità.

Eppure a Taranto meno dell’1% della popolazione usa la bici, mentre  almeno il 15% della popolazione di Cremona, Rimini, Pisa, Padova, Novara e Forlì la utilizza quotidianamente per i propri spostamenti. Poi ci sono Ravenna, Reggio Emilia, Treviso e Ferrara con percentuali di abitanti che preferiscono il manubrio al volante che oscillano tra il 22% e il 27%. Per arrivare infine al top di Pesaro e Bolzano, dove il 28% della domanda urbana di mobilità è soddisfatto dalle due ruote.  Noi proponiamo di  rendere davvero possibile l’uso della bicicletta, che permette spostamenti rapidi, con zero spesa e zero inquinamento,  ponendosi l’obiettivo di raggiungere una quota tra il 5 e il 10% del totale degli spostamenti urbani.  Per raggiungere questi obiettivi, però, non bastano le enunciazioni di principio, ma occorrono scelte e interventi concreti.

La prima esigenza che poniamo è quella di rendere possibile il parcheggio della bici a chi già oggi la usa (o vorrebbe usarla) installando tante nuove rastrelliere nei pressi di piazze, aree di parcheggio, locali pubblici, scuole, edifici pubblici, aree commerciali, nonché al loro interno per i rispettivi dipendenti e utenti.  Si tratta di una misura semplice e dai costi relativamente limitati che può preludere alla realizzazione della rete di velostazioni,  proposta nel documento sul PUMS messo a disposizione, cui siano collegate anche  iniziative di bike-sharing.

Ineludibile è poi il tema della creazione di una rete di percorsi ciclabili, tenuto conto che ciò che resta della pista ciclabile di viale Jonio versa in condizioni penose e che quella di Viale Magna da sola non offre un particolare contributo alla mobilità urbana. Occorre individuare e realizzare percorsi ciclabili che colleghino i quartieri periferici con il centro cittadino. In questo senso riteniamo che l’asse di penetrazione ipotizzato  debba collegare la Stazione Ferroviaria,  il cui spazio urbano va sottratto al degrado,  con Viale Magna Grecia attraverso due diramazioni che servano i quartieri a maggiore densità abitativa di Tre Carrare/Battisti (prolungandosi poi  verso il parcheggio di scambio di Cimino) e di Italia Montegranaro. Ad esso deve accompagnarsi il ripristino dell’itinerario ciclabile verso San Vito che può essere raccordato al Lungomare.

Infine pensiamo che sia di grande interesse l’ipotesi di una CircumMarPiccolo ciclabile che inserisca Taranto nel sistema di itinerari regionali ciclabili a valenza prevalentemente turistica.

Occorre realizzare percorsi ciclabili sicuri e di qualità, con una forte coerenza fisica e visiva. I tracciati per le bici devono essere fatti con criterio (i punti di origine e di destinazione non devono essere casuali ma coincidenti con forti attrattori di mobilità), il fondo stradale delle piste deve essere privo di difetti e irregolarità con caratteristiche tecniche che lo rendano scorrevole, gradevole e percorribile tutto l’anno.

La ciclabilità da sola è però insufficiente  per conseguire l’obiettivo di ridurre in modo consistente l’uso dell’automobile negli spostamenti urbani: occorre rendere il trasporto pubblico attrattivo facendo sì che la sua scelta sia più conveniente, in termini di tempo e di costo, rispetto all’uso del trasporto privato.

Non abbiamo mai condiviso la decisione assunta  dalla precedente Amministrazione Comunale di abbandonare l’originario progetto di collegamenti veloci, in autobus, dal parcheggio di Cimino al  centro di Taranto.  Concordiamo perciò con la preferenziazione della sede delle direttrici ad alta frequentazione e con tutte le misure atte a garantire una elevata velocità commerciale, da estendere il più possibile anche sulle linee ordinarie.  In tal senso riteniamo necessario, almeno per le direttrici ad alta frequenza, superare la sovrapposizione tra trasporto pubblico e trasporto privato, dedicando alle linee portanti un corridoio idoneo a doppio senso. Crediamo infatti siano necessari interventi  che garantiscano su tutti i principali percorsi corsie realmente preferenziali, consolidando ed estendendo le scelte compiute in via Garibaldi, via Principe Amedeo, corso Umberto, via Liguria e via Cesare Battisti,  rendano le corse più frequenti e riducano i tempi di percorrenza. Concordiamo anche con l’eliminazione del transito degli autobus extraurbani dalla Città Vecchia e la loro esclusione dal centro riducendo il più possibile la loro circolazione all’interno della città attivando i parcheggi di scambio di Cimino e Croce.

E’ importante innovare sia la sostanza che la percezione del servizio da parte dei cittadini, costruendo un sistema di spostamenti rapidi, sicuri ed efficienti che possano essere percepiti come una valida e attraente alternativa al caos del traffico.  Rilevante in tal senso è anche la certezza delle frequenze, la conoscibilità/comunicazione degli orari di transito, l’assicurare rigorosa e costante attenzione alla accessibilità e fruibilità da parte di persone con disabilità non solo mediante generiche enunciazioni di principio, ma con l’individuazione di specifiche soluzioni tecniche.  Per il parco automezzi l’accesso a canali di finanziamento può rendere possibile innovarlo puntando sull’utilizzo di mezzi elettrici di ultima generazione – che pensiamo vadano preferiti sia alle tramvie su rotaia che ai filobus in considerazione dei costi di impianto/esercizio; va in questa direzione  l’idea di ricorrere a mezzi di trasporto ecocompatibili a trazione elettrica sulla rete portante e  la sperimentazione di un servizio navetta elettrico.

Siamo convinti che le scelte sulla mobilità siano una cartina di tornasole, insieme a quelle sulla raccolta differenziata e sul verde urbano,  della volontà di costruire un’altra Taranto, più rispettosa delle persone, della salute e dell’ambiente, più moderna e civile.  Legambiente chiede di voltare pagina e di abbandonare la ricerca affannosa di spazi per contenere sempre più automobili, che l’esperienza di questi anni ha dimostrato essere fallimentare ridando centralità alle persone e alla mobilità sostenibile con benefit sanitari, riduzione di smog e rumore, abbattimento dei costi ambientali e sociali delle emissioni gas serra.

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