VINO E TRADIZIONE: SAPORI DI CASA

Vino dal sanscrito vena, amore, è passato in latino a designare la dea Venere, Venus

Il vino una fra le bevande alcoliche più amate al mondo è il simbolo stesso dell’Italia che viene spesso raffigurata, nei film, con un piatto di spaghetti e un bicchiere di vino e magari un uomo un pò alticcio che ne canta le lodi. Si narra che la scoperta della nota bevanda alcolica sia avvenuta per caso nel neolitico, infatti, l’uva depositata in alcuni contenitori sia fermentata naturalmente producendo quello che oggi gli enologi bollerebbero come un sottoprodotto di scarto ma che effettivamente era una sorta di proto-vino che è poi evoluto in uno dei sapori più tipici e amati al mondo.

La produzione del vino è parecchio cambiata e si è evoluta nel tempo ma essendo la tradizione simbolo di quello che siamo oggi non resta che descrivere un antica modo di far vino che è in uso ancora oggi presso piccoli estimatori. La vendemmia, ossia la raccolta dell’uva, è il primo passo per produrre un buon vino. L’uva deve essere matura consonamente e non deve essere né bagnata né ricoperta di rugiada, queste piccole distrazioni potrebbero dar vita a un prodotto diluito.

Dopo la raccolta è importante che l’uva sia subito portata alla pigiatura che veniva fatta con i piedi, da donne che si dimenavano in enormi tinozze. La pigiatura dell’uva è riprodotta in questo modo in moltissime feste popolari e costituisce un primitivo e semplice momento di seduzione che riunisce due sapori inconfondibili: le donne e il vino. Dopo la pigiatura segue la diraspatura cioè l’allontanamento dei raspi dalla polpa e dalle bucce. I raspi, infatti, provocano un inacidimento del vino e il rilascio di sostanze tanniche che non si possono dire salutari.

Così si produce il mosto che passa direttamente alla fase di fermentazione, il momento in cui i lieviti presenti trasformano gli zuccheri in alcoli rendendo così  la bevanda alcolica.

La fase di fermentazione è molto importante e avviene in un locale a temperatura constante dove l’aereazione non sia eccessiva, inoltre la tinozza dove è depositato il mosto deve restare scoperta per tutto il tempo e non deve essere ricolma dato che alcune fasi producono un grosso aumento di volume del prodotto.

Solitamente si mette un peso sulla massa mostosa per evitare che a fine processo il prodotto inacidisca.

La fermentazione varia a seconda del tipo di vino che si vuole produrre, per i vini più corposi e ad alta gradazione alcolica può durare fino a 18/22 giorni.

Si passa ora alla fase di separazione delle vinacce, le parti ancora solide, che possono essere facilmente eliminate utilizzando un setaccio di vimini. Prodotto così il vino viene travasato in botti di rovere dove avviene una seconda fermentazione, i vini bianchi sono presto pronti per l’imbottigliamento mentre per i rossi si può aspettare fino a cinque anni.

La maggior differenza fra la produzione di rossi e bianchi, oltre al diverso tipo d’uva,  sta nell’eliminazione delle bucce prima della fermentazione ma per il resto i processi di produzione sono piuttosto simili. Fra tradizione e seduzione il vino ha quel sapore antico di casa, di padre, di amore che ci rende indissolubilmente legati al suo sapore.

Anna Impedovo

 

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