SINDACI. Viaggio attraverso le figure professionali che diventano primi cittadini

SINDACI.  Viaggio attraverso le figure professionali che diventano primi cittadini

L’avvocato, l’ingegnere, l’architetto, il professore e il medico

A capo degli enti e gli organi locali, la figura di maggior risalto è, sicuramente, quella del primo cittadino, colui che, eletto ogni 5 anni, decide le sorti del proprio paese, spesso, rendendo il fato dello stesso, ancora più degradante di quanto non lo fosse prima. Gli interventi e le opere di “bonifica” sono sempre all’ordine del giorno, sia che si tratti di un piccolo comune che di una grande città, insomma, le vicissitudini non vengono mai a mancare, ma la capacità di saperle affrontare, spetta proprio a colui che governa e ha in mano le redini di quella stessa realtà.

La figura del primo cittadino, di sicuro, non è ben delineata e non deve, necessariamente, rispettare dei canoni ben precisi, le uniche “richieste” che il popolo confida di trovare in ogni Sindaco sono, sicuramente: volontà, caparbietà, interesse, generosità a livello umanitario con ciò che concerne le problematiche più serie con cui i cittadini si trovano a combattere ogni giorno e, di sicuro, veritiero e rispettoso di tutte le proposte presentate al momento dei comizi (prima delle elezioni).

Dunque, illustrare e personificare il vero volto del primo cittadino è, quasi, impossibile, perché le caratteristiche per poter diventare tale, potrebbe possederle chiunque. Spesso accade che avvocati, ingegnere, dottori, architetti,ecc … si mettano in lista come i possibili e “papabili” sindaci, cadendo nell’errore di credere a ciò rappresentano grazie al loro lavoro, dimenticando ciò che, invece, potrebbero realmente attuare ai fini di arrivare non solo a concepire un futuro migliore, ma, anche, a rendere concreto ciò che, ripetutamente, si desidera e si dice.

Di sicuro, c’è bisogno di conoscere le direttive da seguire e, tra le figure sopra elencate, chi potrebbe vestire i panni in questo ruolo importante è, quasi sicuramente, un ingegnere o un architetto, poiché sono i più preparati a livello urbanistico, a differenza di un avvocato che potrebbe trattare le questioni relative al paese in termini di legge, denunciando atti illeciti che lo deturpano; mentre i dottori/medici potrebbero incentrare il proprio interesse con ciò che concerne l’ambiente e la natura. Ma tutto questo quante volte accade? Quasi MAI. Basti vedere ciò che ogni giorno ci troviamo ad affrontare nel nostro quotidiano per capire che queste figure non sono sinonimo di serietà, puntualità e interesse collettivo.

Infatti, il Sindaco, definito anche primo cittadino, è colui il quale rappresenta il paese o la città di cui è a capo. La sua figura simboleggia i disegni di legge, gli interventi, le decisioni e le direttive che hanno il dovere di migliorare le condizioni del Comune che amministra.

Essendo, il primo cittadino, il capo dell’Amministrazione Comunale ed il legale rappresentante dell’Ente, questi ha il dovere, non solo di sovrintendere il corretto funzionamento dei servizi degli uffici, ma, anche: la tenuta dei registri di stato civile e di popolazione; l’emanazione di atti attribuiti dalle norme che regolamentano la sicurezza e l’ordine pubblico; lo svolgimento delle funzioni affidate dalla legge (parliamo sì di pubblica sicurezza, ma attraverso la presenza della figura della polizia giudiziaria); e, infine, ma non di importanza, informare preventivamente il prefetto nel caso in cui sorgessero problematiche di sicurezza e ordine pubblico.

Ma, una volta passate le elezioni, una volta ricevuti i voti sufficienti (per arrivare a tale livello) e, dopo aver ammaliato gli elettori con futili promesse, attraverso l’uso della retorica, si giunge alla triste e amara realtà, nella quale si evidenzia la noncuranza delle problematiche dell’intero centro abitato.

Disservizi, impianti lasciati a metà, edifici pericolanti, spazi pubblici adibiti ai più piccoli non in norma, impianti urbanistici che lasciano a desiderare…sono solo alcuni punti che un’Amministrazione Comunale dovrebbe cercare di affrontare durante il periodo di reggimento.

La gente pone la fiducia al miglior esponente che riesce a presentare al meglio, durante i comizi, le idee dei suoi progetti (che spesso restano tali). Le promesse sono vane e, chi si fa abbindolare da certi individui, spesso, non solo rimane deluso, ma si trova a riflettere sulle condizioni degradanti della propria cittadina. Rimorsi e non solo. I cittadini chiedono ciò che loro spetta: UN PAESE MIGLIORE o ALQUANTO VIVIBILE.

Purtroppo, chi prende posto e, quindi, si ritrova a fare il Sindaco, dimentica i discorsi fatti precedentemente e, tutto ciò che doveva essere riorganizzato e risistemato nel paese, rimane tale, fino al momento in cui persone ricche di volontà e caparbietà, convinte delle proprie decisioni e di un possibile cambiamento, si armano contro questi individui che pensano solo ai propri interessi e alle proprie tasche.

Nel paese non vivono solo gli elettori, ma, anche, colui che rappresenta la stessa cittadina. Il fatto diventa ancor più vergognoso, nel momento in cui, il primo cittadino, non solo continua a sottolineare la negligenza e l’inappropriato ruolo che ricopre, ma, come se non bastasse, si “appropria” di un “bene pubblico”, sfruttandolo per i propri comodi. Naturalmente, non serve fare sempre i nomi e i cognomi di tali soggetti che, come in questo caso specifico, essendo anche dei rappresentanti legali, conoscono al meglio la giurisdizione, ma non a tal punto da utilizzarla ai fini di migliorare la realtà di una città che sta cedendo.

Un individuo che non porta il minimo rispetto, soprattutto, nei confronti dei cittadini contribuenti, credo che non abbia bisogno di molte presentazioni, anzi ha solo bisogno di riconoscere le proprie colpe, ammetterle e riflettere su ciò che ha fatto, cedendo, magari, il suo posto da Sindaco e, visto che abbiamo deciso di essere buoni, non aggiungiamo parole ulteriori che potrebbero sfociare in uno scompiglio popolare.

Eleonora Boccuni

 

viv@voce

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