GROTTAGLIE. Il 3 luglio Vinicio Capossela presenta “IL CARNEVALE DEGLI ANIMALI E ALTRE BESTIE D’AMORE”

GROTTAGLIE. Il 3 luglio Vinicio Capossela presenta “IL CARNEVALE DEGLI ANIMALI E ALTRE BESTIE D’AMORE”

Inizio prestigioso per il “Festival musicale Città delle Ceramiche” dell’Associazione Domenico Savino nel Teatro naturale delle Cave di Fantiano. Musiche di Camille Saint-Saens e canzoni di Vinicio Capossela con Vinicio Capossela e il suo ensemble, il Trio Amadei e i Solisti della VianinerPhilharmoniker

“… Chi sono, gli animali che compaiono nei nostri sogni, e perché vengono proprio a noi che abbiamo trascorso gli ultimi due secoli a sterminarli regolarmente, a un ritmo sempre più rapido, senza pietà, specie per specie, in ogni parte del mondo? Eppure con quanta incrollabile fiducia continuano a entrare nella nostra anima del sogno, nelle nostre fantasie infantili, nel nostro immaginario artistico.” James Hillman “Animali del sogno”

Nella magnifica cornice del teatro naturale delle Cave di Fantiano di Grottaglie (TA), il 3 luglio Vinicio Capossela presenterà il suo spettacolo “Il Carnevale degli animali e altre bestie d’amore”.

Quello di Capossela, sarà il primo dei 14 appuntamenti organizzati per l’estate jonica dall’Associazione Musicale Domenico Savino nell’ambito del “Festival della Città delle Ceramiche” e che si svolgerà a Grottaglie dal 3 al 16 luglio.

“Il Carnevale degli animali e altre bestie d’amore” è un vero e proprio concertato di musica, letteratura, canzoni e recitativi che comprendel’esecuzione del Carnevale degli animali, una suite composta da Camille Saint-Saens nel 1886, articolata in quattordici brani di breve durata ispirati ad altrettanti animali o personaggi, e una serie di canzoni di Vinicio Capossela,  in parte edite “La Cicogna”, Zarafà”, e in parte inedite, cucite insieme in un racconto che conduce il pubblico tra le storie di animali celebri, simbolismi e bestiari. Bestie cantate per farci un giro da “bestie incantate”, come venivano chiamate le bestie che si esibivano con i saltimbanchi. Soltanto che le bestie sotto incantesimo siamo noi, come ben scrive  James Hillman in “Animali del sogno”. Durate il concerto si alternano canzoni che attingono alla più svariata letteratura, da “L’usignolo e la rosa” di Wilde a “Bestiario d’amore” di R. De Fournival. Animali classici e animali cantati di Vinicio Capossela, rivisti e riorganizzati dal Trio Amadei per l’orchestra da camera composta dai Solisti della VianinerPhilarmoniker a cui si unisce la formazione composta da Vincenzo Vasi al theremin, Asso Stefana alle chitarre, Zeno de Rossi ai tamburi, e Peppe Frana all’oud e strumenti medievali.

Per presentare il concerto Capossela ha scritto:“Bestiari… gli animali… maschere d’enigma… maschere d’accesso al sacro… deita’ misteriche con cui dividiamo il creato. I bestiari medievali studiavano gli animali, seppur non in senso zoologico o scientifico, ma per uscire dal reale ed entrare nel vero. Le nature degli animali rappresentano le tante nature dell’uomo, dell’amore, del peccato. La signoria dell’uomo, trasformata man mano in indifferenza, cecità, non conoscenza. Gli animali sono usciti dalle nostre vite e sono entrati nei cartoni animati e nei documentari, oppure sulla tavola, dove si consuma il nostro principale rapporto con loro: mangiarli. Stanno lì’, grandi sfingi di pietra, custodi di templi, accompagnatori di deità, o forse Dei essi stessi. Come non si siano organizzati per scacciare l’uomo, resta un mistero. Rinunciare agli animali è amputarsi dell’accesso alla natura che, come dice Psarantonis, è il Dio. Dunque l’animale è la manifestazione del divino, di un’altra lingua che si parla sulla terra, quella che fa dire a Céline, ammirato, per la morte del suo cane: “Se ne e’ andata dopo tre piccoli rantoli, senza lamentarsi… in posizione davvero bellissima, come in pieno slancio, in fuga […] senza trallalà, la messa in scena che nuoce sempre agli uomini.”Nell’amore siamo governati dalla nostra parte più istintuale. Possiamo studiare, come ha fatto Richard de Fournival, i comportamenti, le nature che si rivelano nel sentimento amoroso, paragonandole a quelle degli animali, come erano conosciuti nel Medioevo. Il bestiario d’amore e’ lo zoo che conteniamo in noi stessi, quando  la passione apre le gabbie”

Il teatro all’aperto delle Cave di Fantiano, immerso in un parco nato dal recupero di antiche cave di tufo e sabbia, ospiterà altri due appuntamenti in cartellone per il “Festival della Città delle Ceramiche”: “Elisir d’amore” di Donizzetti (10 luglio) e “La traviata” di Verdi (16 luglio). Sette concerti si terranno nel Castello Episcopio di Grottaglie ed altri quattro nel Giardino Mediterraneo.

L’evento gode del patrocinio della Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo – della Provincia di Taranto, del Comune di Grottaglie, di Puglia Events, del Gal Colline Joniche e dell’Endas Puglia ed del sostegno dei Lions Club di Grottaglie e dell’associazione culturale Koiné.

 

Ufficio stampa

Anna Rita Palmisani

329.2930197

ufficiostampadomenicosavino@gmail.com

Informazioni sul teatro delle Cave di Fantiano

Il teatro all’aperto delle Cave di Fantiano è immerso in un parco nato dal recupero di antiche cave di tufo e sabbia ed è collocato ove era presente la depressione del terreno un tempo purtroppo utilizzata come discarica abusiva. Dopo essere stata per anni una discarica abusiva, le Cave di Fantiano sono diventante uno spazio culturale ed un’arena per suggestivi spettacoli teatrali.

Situato a tre chilometri da Grottaglie, le Cave di Fantiano rappresentano un esempio di riqualificazione del territorio, ed hanno fatto parlare di sé anche alla cinquantesima edizione del Mormomacc, la mostra internazionale di marmi, pietre, design e tecnologie. Il progetto realizzato nella gravina tarantina, in particolare, è stato presentato come esempio di architettura di recupero ecosostenibile.

Immerse nella gravina che porta lo stesso nome, la cava è nata dopo un ventennio di estrazione di tufo e sabbia. La coltivazione terminò negli anni ’70. Negli anni, nonostante il degrado, la natura si è riappropriata di ciò che gli era stato tolto. Con il riconoscimento del Parco della Terra delle Gravine, si è avviata la prima fase di recupero nel 1999. Solo nel 2006, però, si decise di creare uno spazio teatrale stabile ed un “parco attrezzato delle Gravine e delle Cave per ospitare attività culturali. Dal 2008 nell’area c’è la sede stabile del teatro della cave di Fantiano. Minimo risulta essere l’impatto ambientale dei lavori svolti.

Da questo dislivello naturale è stata ricavata la cavea per gli spettatori, utilizzando in parte i gradoni esistenti (oggetto della precedente attività estrattiva) ed ampliando i posti a sedere con nuove gradonate sempre in tufo. Le sedute per gli spettatori sono realizzate in blocchi squadrati di pietra calcarea locale, mentre i gradini di smistamento e i percorsi sono in mattoni di cotto tipici della produzione ceramica locale. La cavea si adagia e si integra armoniosamente nel luogo, consentendo di sfruttare al di sotto di una parte di essa la depressione del terreno bonificato, per realizzare i servizi degli spettatori e le centrali tecnologiche. Il palcoscenico ed il blocco dei camerini e servizi per gli artisti-addetti sono ubicati a ridosso dell’attuale fronte di cava, che costituisce la quinta naturale per le rappresentazioni spettacolari. La quota altimetrica e l’ingombro planimetrico del palcoscenico coincide con il banco tufaceo ed il materiale di risulta che era presente ai piedi del fronte cava per il quale è stato eseguito un intervento di risagomatura e pulizia delle superfetazioni. Posteriormente al palcoscenico è stato realizzato il blocco di camerini e servizi per gli artisti ed addetti. Tale manufatto “pensato” come un monolite, è costruito con blocchi di tufo a vista (utilizzando i conci presenti in loco) e con le lamiere in acciaio cor-ten a memoria dei vecchi macchinari utilizzati per l’estrazione.

L’illuminazione artificiale è razionalizzata e le curve acustiche e visive ottimizzate. L’impianto rispetta in tutto le caratteristiche morfologiche della cava, sia in lunghezza che in altezza.

viv@voce

Lascia un commento