Monacizzo, Torricella e gli extracomunitari da integrare …

Monacizzo, Torricella e gli extracomunitari da integrare …

Dubbi, perplessità e rabbia dei monacizzesi

Monacizzo è una piccola frazione di circa 250 abitanti sparsi lungo il suo centro abitato. Diciotto sono coloro che vivono il borgo in cui primeggia, a vista, la Chiesa del luogo. Da qualche giorno, ai monacizzesi, è arrivata la notizia dell’arrivo di 15 extracomunitari da integrare nella loro piccolissima comunità.

Alla luce di questa notizia il sindaco Depascale e l’assessore ai Servizi sociali, Santo Caputo, hanno voluto incontare i cittadini nella chiesa. In questa assise religiosa si sono registrati, oltre alla presentazione del progetto da parte dei promotori, anche i malumori dettati da questa decisione verticistica che non ha avuto l’assenso dei monacizzesi.

In un incontro infuocato in cui ogni intervento dei relatori veniva quasi interrotto dal pubblico si è smarrita la ragione principale del messaggio dell’integrazione e al suo posto ha preso visione le difficoltà della frazione che dista dal mare solo 2 chilometri e che vede Torricella, Comune, la sua patria anagrafica. Nulla contro questi 15 extracomunitari che, probabilmente, sono di origine siriana. E questo viene spesso rimarcato dai monacizzesi.

“Non siamo contro questi extracomunitari e capiamo benissimo le ragioni che li hanno portati ad abbandonare la loro terra” e questo lo scandiscono a chiare lettere i monacizzesi. Questi tre potenziali nuclei familiari, che vivranno tre anni a Monacizzo in un progetto costato al Ministero degli Esteri circa 800 mila euro, non sono un problema madornale per i residenti. Ma quello che hanno voluto sottolineare i convenuti è stato “come può una piccola frazione integrare questi nuovi arrivi? Come?” Eh già … questa è stata la domanda di tutti.

A rassicurare, potenzialmente, delle difficoltà che possono sorgere nella nuova convivenza sono stati gli operatori del soggetto sociale che ha avuto il mandato ministeriale. Ci saranno psicologi, educatori, i quali controlleranno l’inserimento degli extra comunitari a Monacizzo.

Ma tutte queste assicurazioni non sono bastate ai convenuti. Per nulla. Anzi, hanno messo in evidenza le difficoltà che loro stessi, abitanti del luogo, incontrano nella vita di tutti i giorni.

Le difficoltà occupazionali e, particolare non ultimo, la mancanza dell’acqua potabile nel periodo estivo. Ma più di qualcuno, a ragione, ha detto testualmente: “Come può una comunità piccola come la nostra, che vive già emarginata dal Comune di Torricella, integrare a sua volta altri emarginati, seppur da un contesto diverso?”

Nota dolente … le rassicurazioni non sono sufficienti a calmare gli umori dell’assemblea. Per nulla. Qualcun altro (e come non dargli ragione?) ha sottolineato che mancano le scuole dell’obbligo e quindi, è già un problema per i nostri figli questa mancanza, figuriamoci per i nuovi arrivati”.

Forse il Comune di Torricella, e di rimando l’amministrazione Depascale, avrebbe fatto bene a collocare questi extracomunitari nella sua comunità, in quanto i servizi sono più che sufficienti e l’integrazione difficilmente può avvenire tra circa 250 abitanti.

“Ma, se fatta bene, il luogo ideale sarebbe stato Torricella. Con le sue diverse migliaia di abitanti …” mi risponde un residente.

Giovanni Caforio

viv@voce

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