SAVA. I Servizi sociali se non servono a cosa … servono?

SAVA. I Servizi sociali se non servono a cosa … servono?

Ragiografia di una struttura che, dalla nascita, aveva scopi ben diversi. Molto ben diversi!

E’ da oltre 10 anni che questo giornale ha preso vita nel nostro paese. E in tutti questi anni, al di là dei toni caustici e infiammanti, abbiamo seguito ben tre amministrazioni arrivate al capolinea, per diversi motivi. Stroncata l’amministrazione di centrodestra di Lucia Alba Fasano Milizia in poco più di 24 mesi, succeduta quella di Corrado Agusto (anche questa meno di 18 mesi vita, ndr). Arrivata quella del centrosinistra a guida di Aldo Maggi (ma stavolta, pur tra mille polemiche e casi vari, la legislatura fu portata a termine), oggi è insediata l’amministrazione IAIA. Ovvero, siamo a 21 mesi di insediamento dell’inquilino Dario IAIA nel nostro Palazzo municipale.

In tutti questi anni abbiamo seguito quasi tutto ciò che ogni compagine amministrativa faceva. Ma su tutto, abbiamo sempre tenuto puntato i riflettori su una branca vitale, anzi vitalissima, per gli emarginati savesi: i Servizi sociali. In questo trascorso decennio si sono alternati, alla carica di assessore al ramo: l’attuale sindaco IAIA, nel lontano 2004, Ciro Buccoliero nell’amministrazione Agusto e, 2 anni e mezzo ciascuno, Cosimo Sileno e Natty Patanè di SEL. Oggi, chi guida questo comparto amministrativo, è Corrado Agusto ex sindaco. Dopo questo breve cronistoria di guida amministrativa, andiamo a vedere di cosa dovrebbe occuparsi questa branca e da chi è costituita nel suo assetto dirigenziale. Ha sede nelle immense stanze dell’ex Istituto Cinieri ed è costituita da un funzionario, un’assistente sociale (convenzionata e a tempo), e alcuni impiegati. Oltre alla supervisione, si fa per dire poi, di un rappresentante amministrtivo, dicasi politico. O giù di lì.

I Servizi sociali sono nati, esclusivamente, per soccorrere i bisognosi. Ovvero, coloro che fanno fatica ad affrontare la quotidianeità e coloro che sono emarginati, disadattati, sottoproletari e diseredati. In secondo ordine vengono i servizi sociali per gli anziani, quasi spesso finalizzati alle gite o alle escursioni varie. Spesso e volentieri questi ultimi parcheggiati all’interno della struttura con un mazzo di carte a mò di Bar dello sport. In tutte le amministrazioni che si sono succedute, in tutte per davvero, questo assessorato non è mai stato “ghiotto” per chi, credeva o crede tuttora, di far carriera politica con metodo clientelare nelle stanze del nostro Comune. Spesso è stata l’ultima ruota del carro, presa in extremis da chi veniva tagliato fuori dai comparti amministrativi più “ricchi”. Eh già. Qui i soldi per far andare avanti la struttura, e far fronte alle esigenze varie che si presentavano e si presentano, bisognava e bisogna  cercarli all’interno dell’amministrazione e, molte volte, le priorità sono ben diverse che quelle dei Servizi sociali. Vuoi mettere gestire un lavoro “grosso”, oppure  usare a clientela la chiusura di una buca stradale o, è successo anche questo, asfaltare una strada urbana e ricevere la “grazia” dei residenti? Ma scherziamo?

Poi il “fautore”, nel periodo elettorale andrà, e come se va, a riscuotere il grazie per la la “grazia” che ha dato e per il voto (grazia) che chiederà! Ma questo comparto ha una ben diversa matrice primitiva: la vita degli altri. Dei diversi, di chi non ha manco i minimi mezzi di sussitenza per affrontare la giornata, di coloro che non sono nelle condizioni psico-fisiche di gestirsi. E  a Sava, ce ne sono tanti di questi soggetti sociali che richiederebbero ben altra attenzione. Cura su tutto. Viv@voce e l’ambientalista Mimmo Carrieri si sono interessati di diversi casi ma non toccava a noi questo. Toccava, e tocca, a chi è stato eretto alla guida di questo assessorato. E pagato su tutto, e di che maniera! E se oggi a Sava stiamo soffrendo la mancanza dell’assistente sociale in pianta stabile lo dobbiamo proprio a chi ha preceduto Corrado Agusto in questo settore. E a volte sentire il buon Enrico Consoli, SEL, criticare oggi questo assessorato ci viene il sorriso sulle labbra. Oggi a Sava non c’è un censimento reale dei “bisognosi”. Non si sa chi potrebbe essere a rischio. Non si sa chi è figlio di un Dio minore e vive ai margini, ridottissimi, della nostra comunità.  

Da diversi mesi  la mensa della Caritas savese ha chiuso i battenti. E a dire che comunque garantiva un pasto caldo a mezzogiorno a circa 20 emarginati. Tutto tace. Nessuna mossa amministrativa per risolvere questa emergenza. La serie “Cù si ranciunu” è in vigore. Ridicolo è stato questo, ultimamente: far fare la domanda per il rimborso del 50% del canone di affitto per l’anno 2013 a chi non ha reddito. Quando gli interessati devono ricevere ancora la seconda parte dei soldi del 2012! Un esempio, su tutti: Fragagnano ha risolto questo problema con i suoi meno abbienti. Il Comune fragagnanese ha anticipato i soldi, mittente mancato la Regione Puglia, che spettavano per l’anno in questione. La domanda, diventa lecita: assessore Corrado Agusto? Perchè non “chiede” al Comune limitrofo come hanno fatto? Così lo fa anche lei …

Giovanni Caforio

viv@voce

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