TARANTO FUTURA: “L’area a caldo deve chiudere”

TARANTO FUTURA: “L’area a caldo deve chiudere”

L’avvocato Nicola Russo: “Se c’è un pericolo per la salute bisogna interrompere l’attività produttiva, poiché accertato il nesso causale tra inquinamento e malattia”

“L’area a caldo deve chiudere”, questa la frase decisiva, il motto imponente, il grande obiettivo, che ha caratterizzato la conferenza stampa indetta dall’Avvocato Nicola Russo coordinatore del comitato cittadino “Taranto Futura” e tenutasi stamane presso il Centro Sportivo Magna Grecia a Taranto. L’Avvocato Nicola Russo annuncia che il prossimo 21 novembre si terrà l’udienza al Tar del Lazio, per l’impugnazione della nomina a Commissario straordinario pel l’Ilva s.p.a. di Enrico Bondi, il quale risulta ancora rappresentante d’Impresa in carica all’Ilva s.p.a., così come risulta dalla visura della Camera di Commercio di Taranto; e per l’impugnazione di decreti legge in violazione della Convenzione di Aarhus.

“La Convenzione di Aarhus permette di impugnare decreti legge, poiché la stessa convenzione prevede che prima di emanare una legge in materia ambientale, bisogna ascoltare il pubblico. E ciò non è avvenuto”

Il coordinatore di Taranto Futura, confida nella Magistratura, unica istituzione a suo avviso che ha attuato i giusti provvedimenti circa la situazione.

“Noi siamo vicini alla Magistratura per tutto ciò che ha fatto fin’ora. Nonostante i 54 indagati, per quanto riguarda l’inquinamento non è cambiato nulla. Si è parlato di bonifiche. Noi contestiamo anche questo modo di fare degli addetti ai lavori. Se non si elimina la causa non si può procedere alle bonifiche”.

L’inquinamento continua, così come continua l’attività produttiva. L’Avvocato Russo e il suo comitato, contestano la mancata adozione di misure di precauzione. Lo scopo è ben chiaro come si evince dalle parole dello stesso Russo: la chiusura dell’area a caldo dell’Ilva, la zona più inquinante.

La Magistratura ha accertato il rapporto causale tra l’inquinamento dell’Ilva e le malattie della popolazione, e l’Avvocato Russo, in riferimento alle leggi sanitarie, rimarca: “Accertato il nesso causale tra inquinamento e malattia bisogna interrompere l’attività produttiva, a maggior ragione se essa comporta come in questo caso, un pericolo per la salute del cittadino. Il sindaco dovrebbe emettere un’ordinanza. Egli ha i mezzi, ha il potere per ordinare la chiusura dell’area a caldo”.

L’Avvocato annuncia che ci sarà un incontro nei prossimi giorni con il Ministro della Salute, al quale il comitato cittadino Taranto Futura non prenderà parte poiché: “Dopo i decreti emanati dai Ministri partecipare a tale incontro per noi è un controsenso”.

Alla domanda di possibili future collaborazioni e vicinanza con i partiti, l’Avvocato Russo risponde: “I partiti sono previsti dalla Costituzione ma non adempiono in pieno al loro compito di mediare con la cittadinanza. Essi sono responsabili storici di quanto oggi avviene”.

Il coordinatore di Taranto Futura ribadisce la sua vicinanza alla Magistratura: “La Magistratura è l’unica istituzione che sta agendo. Noi Le siamo vicini”

Elena Ricci

viv@voce

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