Ancora al “V. Calò” di Manduria il premio nazionale per trompe l’oeil di Lucca

Ancora al “V. Calò” di Manduria il premio nazionale per trompe l’oeil di Lucca

Le alunne Sonia Lamusta e Chiara Olivieri bissano il successo dello scorso anno

La sede manduriana del Liceo Artistico Statale “V. Calò” nuovamente sugli scudi in una manifestazione nazionale. Le allieve Sonia Lamusta e Chiara Olivieri della 4a E, indirizzo Arti Figurative, e il loro docente di Discipline Pittoriche, prof. Cosimo Piro, tornano trionfanti dal concorso di trompe l’oeil di Lucca, aggiungendo in bacheca un nuovo premio accanto a quello che il liceo era stato capace di conquistare nella scorsa edizione del concorso lucchese. Il prestigioso contest, abbinato alla 5a annata della manifestazione “Quel che non è” e denominato “Logo 2013”, ha visto concorrere istituti superiori artistici da tutta Italia, chiamati a misurarsi sul tema “Veduta con le mura di Lucca, con rovine inserite in un paesaggio”, dedicato al cinquecentenario delle mura urbane della città toscana.

Le due ragazze del “Calò” hanno realizzato un trompe l’oeil su un pannello 100×150 cm, ispirato a una veduta prospettica, ammirata da sotto un ponte lucchese. La stessa composizione figurativa, presentata nei mesi scorsi in un bozzetto 50×70, era valsa a Lamusta e Olivieri l’accesso alla fase finale del concorso a Lucca, durante la quale hanno incrociato i pennelli con quelli di sole altre 9 scuole finaliste, provenienti da diverse località della penisola.

La manifestazione, tenutasi presso il complesso di San Micheletto a Lucca, il 20 ottobre ha anche ospitato un seminario a cura di Franco Mungai della Fondazione Cassa di Risparmio Lucca, concernente i lavori di restauro delle Mura Urbane e del Complesso di S. Francesco, con proiezione di filmati realizzati mediante l’utilizzo di droni (modellini volanti, in grado di realizzare suggestive immagini video sia in interni sia in esterni).

Il trompe l’oeil è una tecnica pittorica che, attraverso espedienti, induce nell’osservatore l’illusione di stare guardando oggetti reali e tridimensionali, in realtà dipinti su una superficie bidimensionale. Per la sua realizzazione, è richiesta un’assoluta conoscenza del disegno, delle regole prospettiche, dell’uso delle ombre e degli effetti di luce, oltre alla perfetta padronanza dell’uso del colore e delle sfumature.

Nel caso del trompe l’oeil firmato dalle ragazze del “Calò”, è stato raffigurato un oblò nel ponte della Maddalena (detto “Ponte del Diavolo”) sul Serchio, attraverso cui si intravedono uno spaccato delle mura di Lucca e, in lontananza, la torre del Duomo. Un’opera che è destinata ad avere lunga visibilità, poiché il prossimo anno avrà l’onore di essere impiegata quale elemento idenfificativo della 6a edizione di “Quel che non è”.

«Questo concorso – ha dichiarato la prof. Brigida Sforza, dirigente scolastica del “Calò” – è molto più di una semplice gara di pittura decorativa. Oltre a permettere un incontro e uno scambio di esperienze tra gli studenti delle scuole d’arte delle diverse regioni d’Italia, fornisce ai ragazzi l’opportunità di confrontarsi e di “assaggiare” quello che sarà il loro mestiere, terminati gli studi. E l’importante premio conseguito è proprio un riconoscimento a questo modo di essere scuola. Grande merito, pertanto, deve essere attribuito alle alunne e al docente che le guida, ma anche ai progressivi livelli di crescita degli alunni e della scuola tutta, che questo successo hanno generato».

viv@voce

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