È ALLARME DROGHE “DESIGNER”

È ALLARME DROGHE “DESIGNER”

Miscugli di sostanze legali che creano effetti simili agli stupefacenti illegali. Le conseguenze sottovalutate e gravi: dalla tachicardia fino alle peggiori allucinazioni

La ricerca dello sballo, purtroppo, non conosce limiti ed in tempi di crisi si cerca di risparmiare anche sulle modalità per raggiungere una sbornia, lo stordimento o un’euforia incontrollabile. Ed é così che diventa una nuova moda quella delle droghe “designer” come sali da bagno, monkees go bananas o metilone che in tempi di magra sono diventati quasi dei sostituti di cocaina, e amfetamine. Finora, si presumeva che in Italia come nel resto d’Europa, il consumo delle cosiddette droghe “legal highs”, sostanze delle quali gli ingredienti sono legali, fosse ridotto. Un sondaggio effettuato in Svizzera dalla Centrale nazionale di coordinamento delle dipendenze Infodrog, condotto tra 900 persone, e che per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”,
vale la pena divulgare per conoscere lo “stato dell’arte”, ha rivelato tutto il contrario: i due terzi degli intervistati, infatti, hanno affermato di aver provato almeno una volta una droga che rientra nel gruppo delle cosiddette “legal highs”. Alcuni esperti, tra cui il responsabile del laboratorio farmaceutico cantonale bernese Hans-Jörg Helmlin, hanno spiegato che spesso queste persone provano le sostanze a casa perché si sentono più sicure rispetto ad un eventuale consumo in pubblico come in una festa o in discoteca. Ma gli scienziati hanno anche consigliato, ovviamente, di non toccare le droghe “designer” perché gli effetti delle sostanze anche in combinazione sono stati studiati solo poco o per niente. Il sondaggio in questione, ha anche dimostrato quanto tali droghe possano essere pericolose. Più della metà degli intervistati ha spiegato di aver sofferto di tachicardia. Quasi lo stesso numero ha avuto problemi di circolazione. In diversi casi, si sono manifestati attacchi di panico. La maggior parte degli intervistati (45%) ha affermato di aver acquistato le sostanze online. Un quinto ha comperato la droga presso uno spacciatore o direttamente dal produttore. Per questo l’istituzione svizzera Infodrog ha supposto che si sia sviluppato un mercato nero di droghe legali che trova nella rete uno dei principali canali di commercializzazione. Anche i prezzi degli shop online lo confermano, più si ordina meno costa la merce. La questione che si pone, ora é di come bloccare la diffusione di queste sostanze pericolose per la salute specie tra i più giovani che avendo dimestichezza con internet e che comunque sono più vulnerabili, hanno anche più facile accesso all’acquisto stante la legittimità, almeno in astratto, delle sostanze singolarmente vendute. Come é sovente in questi casi, sono una capillare opera di informazione sui rischi e di prevenzione può evitare che il consumo cresca.

viv@voce

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