SE TORRE OVO PIANGE, DI SICURO TRULLO DI MARE NON RIDE!

Lungo la nostra litoranea / 2

Apriamo il nostro secondo breve viaggio, direzione Trullo di mare.  Partendo dalla zona “Villette” ultimo baluardo di Torre Ovo e siamo alle soglie della seconda marina torricellese: “Trullo di Mare”. Notiamo immediatamente che il benvenuto ci viene dato da un cavo telefonico della Telecom che è penzoloni a meno di un metro dalla superficie di calpestio, ci risulta che è in quelle condizioni da diversi mesi. Questo cavo non è il solo, infatti a poche decine di metri ci sono alcuni vecchi pali dell’Enel dismessi e adagiati a fargli compagnia. Un cartello arrugginito dice “Località Palmintiello” , ci  sorge un dubbio: è Marina di Torricella o Marina di Lizzano? In mancanza di questo è più valida la prima ipotesi. Sul lato destro della carreggiata, erbacce di ogni genere non possono mai mancare, come non possono mancare i cassonetti con i coperchi rotti o con il fondo completamente arrugginito.

Pare che questi due, erbacce e cassonetti, rappresentino per Trullo di mare un souvenir del tipo “a Trullo di mare andai, a te pensai e questo ricordo ti portai”. Sulla destra si nota un muro in pietra secca dove accanto un fruttivendolo pur di renderlo più “caratteristico” appoggia lì vicino una catasta di cassette di legno e in plastica vuote. Pochissimi metri più avanti I nostri occhi vengono colpiti da una transenna poggiata trasversalmente alle griglie di raccolta delle acque piovane. La domanda che ci poniamo è questa: a che serve quella transenna collocata in quel modo, in quanto dà fastidio alle auto che transitano? Risposta più logica è che quelle due transenne sono servite per altre ragioni e che, sfacciatamente, qualcuno le ha messe dove non dovevano stare. Superate le due transenne, sulla sinistra un grande manifesto avvisa i fedeli di una importante e imminente manifestazione religiosa. Proseguendo il nostro cammino, sono sempre i cassonetti quelli che rubano la nostra attenzione: sulla sinistra due cassonetti dimostrano il degrado di questa marina: arrugginiti e la base sfondata. Come dire “il rifiuto lo butti da sopra e da sotto scende”. Testimonianza simbolica del degrado di questa marina. Sul lato destro invece saltano ai nostri occhi tantissime case una attaccata all’altra con stradine strettissime, tanto da non concedere a due auto il passaggio. Da questa visione possiamo, tranquillamente, dire che questa marina non ha fatto altro che rispecchiare le abitudini dei paesi limitrofi dei primissimi anni ‘60.

Sempre sulla destra, proseguendo verso Lido Silvana, si nota un’abitazione degradata, alcuni conci di tufo di nuova applicazione dimostrano che questo immobile non costituisce più un pericolo per l’incolumità fisica. Un pò  più avanti un corpo di fabbrica risulta agli occhi dei turisti come un pugno nell’occhio, dei mattoni di media misura hanno lasciato la loro sede primitiva ed è quasi ormai fatiscente la facciata. Ancora due cassonetti sulla sinistra con il coperchio rotto, però a differenza dei precedenti, il fondo è integro. Sulla sinistra un mare bellissimo, la gente si tuffa e pare che dimentichi i problemi di Trullo di mare. Oleandri e Pini del tipo marino per alcuni tratti ci fanno compagnia.

Ad un tratto si nota qualcosa di singolare, una stradina privata con tantissime abitazioni che vieta l’accesso alle auto non autorizzate. Come si può spiegare questo? Una strada apparentemente pubblica dovrebbe essere funzionale e percorribile ai residenti estivi. Così non è. In giro si vedono affissi cartelli con su scritto affittasi “Luglio –Agosto”, se questi permangono è segno che luglio è saltato e che ci sono poche speranze per affittarli ad agosto. Avanti un altro cartello con su scritto “Vendesi Villa”, difficilmente avrà successo.  Proseguendo, alcune strade risultano asfaltate e ci viene l’ennesimo dubbio: l’avranno fatta asfaltare i residenti di queste vie oppure è stata un’opera pia del Comune di Torricella? Delle due la prima è la più probabile delle ipotesi. Mentre stiamo per uscire fuori da Trullo di mare, direzione Lido Silvana, per una decina di metri un canneto si mostra maestoso ai nostri occhi. Marcia indietro ripercorriamo lo stesso tratto ma con una differenza: guarderemo totalmente la spiaggia. Un guard rail delimita la pericolosità della carreggiata. Le erbacce e alcuni detriti ci fanno ricordare di come questa bellezza della natura viene violentata costantemente dall’incuria dell’amministrato e anche da chi amministra. Sulla destra una colonna rivestita di mattoni, con struttura molto probabilmente in calcestruzzo, si affaccia sul mare attorniata da panchine dello stesso materiale: la statua della Madonna è puntata verso il mare. Le erbacce ci fanno compagnia per decine e decine di metri.

Un pezzo di macchia mediterranea è coperta da materiali di risulta di ogni genere, un vecchio passeggino fa compagnia a dei rami ormai secchi e bruciati. Ci avviciniamo verso il tratto più bello. Mare bellissimo e pulitissimo, oggi ospita diverse decine di centinaia di bagnanti. Il sole oggi non è cocente, una buona ventata di tramontana accompagna il nostro brevissimo viaggio. Ore 12:30, notiamo che ormai la gente inizia a recarsi verso la litoranea e verso il pranzo. Il nostro cammino continua verso Torre Ovo. Notiamo un raccoglitore di rifiuti in cemento armato completamente vuoto, ci stupiamo, ma poi quello seguente ci conferma la regola: colmo, anzi stracolmo di rifiuti al contrario del precedente. Finisce la sabbia, iniziano gli scogli e comincia un marciapiede con muretti in pietra secca con la pavimentazione di mattoni di cemento del tipo “zampa di gallina”.

Cercando di accedere a questo lunghissimo marciapiede troviamo una grossa sorpresa: un cedimento strutturale che non permette la facilità d’accesso neanche ai pedoni figuriamoci ai disabili. Ecco questo è Trullo di Mare. Se Torre Ovo piange, di certo Trullo di mare non ride.

Rita Torchiani

viv@voce

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