Category Archives: EDITORIALE

SAVA. NOMINA DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Nella seduta consiliare di domani pomeriggio verrà nominato l’organo di controllo sugli atti amministrativi che vengono prodotti dalla nostra nuova amministrazione comunale. Quest’organo deve avere una durata di tre anni, ed esattamente dal 13.09. 2012 al 12.09.2015

Bene, è un rinnovo e su questo rinnovo sono arrivate molte segnalazioni al nostro giornale. La prima è quella che i nomi dei designati, di questi tre revisori da insignire, sono tutti e tre espressione della maggioranza che fa capo al Patto per Sava.

A PROPOSITO DELL’UFFICIO POSTALE DI SAVA …

Cerchiamo di vedere in un’ ottica diversa questo problema …

Non sono pochi i lettori del nostro giornale che imputano al ritiro delle pensioni di anzianità la maggior colpa del disservizio pubblico. Io credo che il tema merita ben altre sfaccettature, le quali se risolte avrebbero dato un servizio migliore alla nostra comunità. Vediamo per grado tutto questo: al primo posto mettiamo, in assoluto, che questo Ufficio Postale non è in grado di soddisfare un utenza di oltre 7.000 savesi che si recano per i loro servizi.

I NOSTRI SINDACI. DAGLI ANNI ’60 AGLI ANNI ’70, DAGLI ANNI ’80 A QUELLI ’90. DALLA PRIMA DECADE DEL TERZO MILLENNIO FINO AGLI INIZI DELLA SECONDA …

Alla luce della nostra inchiesta sui sindaci del passato, mi è doveroso fare questa piccola cronistoria, sperando che al nostro lettore faccia cosa gradita

Il consenso popolare si ottiene solo con il voto. E quindi solo con il voto designiamo chi deve guidare il nostro paese. Poi, sul campo amministrativo, spesso e volentieri ci accorgiamo che non sempre (anzi, quasi mai) il loro buon proposito si traduce nei fatti. Io credo che abbiamo avuto, negli ultimi 40 anni una tipologia varia di sindaci: quelli degli anni ’60 non avevano i mezzi finanziari di quelli che sono succeduti e quindi amministravano quasi nulla.

TARANTO SPARTANA O TARANTO CHE STA CAPENDO CHE FIN’ORA HA DORMITO?

Giovedì 17 agosto 2012. Questa sarà per la città dei due mari una giornata storica, da segnare negli annali per le future generazioni. Di quelle generazioni che diranno, un bel giorno, perchè i nostri padri hanno permesso tutto questo? Perchè? Taranto ieri si è svegliata lentamente, molto lentamente. Quasi dotata di quella pigrizia che l’ha sempre caratterizzata, come d’altronde le altre città del sud, del nostro sud. Del profondo sud.

LETTERA APERTA A DARIO IAIA. SIGNOR SINDACO? CI ASCOLTI!

Sta per essere tagliato il nastro dei fatidici 90 giorni dall’insediamento della sua amministrazione e oggi ci troviamo a scriverle questa lettera. Ci ascolti, per favore …

La sua coalizione è stata premiata dai cittadini savesi in modo inappellabile, quasi plebiscitario. E questo, secondo questo giornale è stato un bene. Un vero toccasana. Sono stati rimossi (e speriamo definitivamente e senza nessuna possibilità di farli rientrare in gioco) marpioni e volponi scriteriati che hanno dissanguato la vivibilità del paese per i loschi interessi personali e di bottega.

ILVA. OLTRE 300 MILIONI DI EURO PER LA BONIFICA DEI TERRENI CHE CIRCONDANO IL CENTRO SIDERURGICO. MA SCUSATE, CHI PAGA?

Difficilmente chi inquina non paga. A Taranto, chi non inquina, paga!

Davanti alle problematiche serie, serissime, di questo colosso della siderurgia italiana, si sono sollevati molti polveroni. Certo, oltre le assassine polveri sottili che escono dai camini dell’Ilva. Da un lato assistiamo a movimenti ambientalisti e associazioni varie che hanno preso di petto, e a cuore, la tematica ambientale tarantina quando, si diceva così una volta, era la politica che avrebbe dovuto interessarsi alla vita dei suoi elettori. Ecco, diciamo elettori che è meglio.

DOMENICA 12 AGOSTO, IN PIAZZA SAN GIOVANNI DALLE ORE 18.00 ALLE 22.00, ULTIMA RACCOLTA DI FIRME

UNA FIRMA, UNA DECINA DI FIRME PER POI ARRIVARE A 500 FIRME, IN POCO MENO DI 8 ORE

L’amministrazione IAIA controlli attentamente, nella nostra casa comunale, chi può effettivamente, con le carte in regola, avere appalti municipali

Aver deciso la petizione popolare, in virtù dei gravi fatti che stanno accadendo a Sava, è stata dettata dalla logica delle cose, ovvero: si può andare avanti in questo modo?

MA QUI NON STIAMO A SAN GIUSEPPE JATO E TANTO MENO A BEIRUT

ATTACCO MAFIOSO A CHI HA IL CORAGGIO DI MOSTRARE IL VOLTO PER LA LEGALITA’ NEL NOSTRO PAESE

Sava. 29 luglio 2012, ore 1.00: incendiata, e distrutta, l’auto di Mimmo Carrieri, presidente provinciale del C.P.A. settore Ecologia e Ambiente e giornalista di Viv@voce

Che ci fosse nell’aria un qualcosa lo immaginavamo, si aveva sentore da sguardi minacciosi o mezze parole che non ci voleva molto a svilupparle. Ma di questo è cosa di ordinaria amministrazione per noi, tanto sappiamo benissimo che la nomea di “rompicoglioni” ce l’hanno appiccicata addosso.

AUGURI AL NUOVO SEGRETARIO GENERALE. E CHE SI METTA MANO, UNA VOLTA PER TUTTE, ALLA RIORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI COMUNALI SAVESI

Ogni nuovo Sindaco che si insedia in un Palazzo comunale ha il diritto di scegliersi il segretario generale, il quale è la figura tecnica che ogni Ente deve avere in virtù dello smaltimento della mole di lavoro che si accatasta negli uffici pubblici.

Quindi, la sua collocazione è vitale nella vita pubblica del nostro paese. Il segretario generale è colui, nel caso nostro è colei, che deve avere il polso fermo nelle decisioni che devono essere prese nel momento cui le risorse umane impiegate nel nostro Comune devono dare i giusti frutti, o meglio la migliore operatività. Quindi credo che il compito non deve essere difficilissimo nel momento in cui, con la direzione politica, l’apparato comunale deve decollare una volta per tutte.

QUI SI PARLA DI DISASTRO. QUI SI PARLA DI MORTE!

Bloccati alcuni impianti dell’ILVA tarantina, dietro il sequesto voluto dalla Procura, i quali sono ritenuti i più pericolosi in tema di inquinamento ambientale. Immediatamente si eleva la protesta degli oltre 7.000 dipendenti del più grande stabilimento siderurgico dell’Europa. Protesta questa, legittima tra l’altro, a difesa dell’occupazione nel momento in cui il patron Emilio Riva può decidere, da un momento all’altro, di trasferire il ciclo produttivo di alcuni minerali in qualche altra parte del mondo. Anche questo, è un altro discorso. Tanti discorsi messi assieme non portano certo alla soluzione del problema Ilva a Taranto.

ILVA STA A TARANTO COME LA FIAT STA A TORINO

Parlare di queste grandi aziende italiane è come andare a ritroso di circa mezzo secolo. Oggi abbiamo questi due giganti, apparentemente malati ma produttivissimi per gli aspetti che interessano le due proprietà. Un discorso flash sulla Fiat, per poi tornare al Golia tarantino.

La Fiat è stata sempre intesa come la più grande azienda italiana, fiore all’occhiello della nostra nazione nel mondo. Ha condizionato la vita dei governi del passato, ha avuto ministri compiacenti, insomma ha sempre avuto da dire la sua sulle scelte che gli innumerevoli governi, che si alternavano,  facevano nel momento in cui andavano a dettare le linee guida della nostra economia. Economia che ha avuto anche la sua crescita, la sua transizione, la sua crisi attuale.

“CERTA STAMPA” HA AVUTO IL CORAGGIO CHE CERTI PARTITI, A SAVA, AVREBBERO DOVUTO AVERE E NON HANNO AVUTO!

Il termine “certa stampa” fu coniato in un incontro fatto tre anni fa in sala Amphipolis in cui, intesissimo era il riferimento a Viv@voce, un professionista savese, il quale si mostrava un luminare dell’arredamento urbano, partecipava all’incontro sulla riqualificazione di Villa Risorgimento organizzato dal nostro giornale.

Oltre questo professionista  c’era un architetto savese che viveva a Varese, Massimiliano Saracino,  il quale offrì gratutitamente un bellissimo progetto di riqualificazione di Piazza Risorgimento a costo zero.

I COMMENTI, IL SITO DI VIV@VOCE E FACEBOOK. FATE ATTENZIONE, PER FAVORE, A COME COMMENTATE

Che internet sia una libera espressione di tutti vale fino ad un certo punto: quando dal commentare un fatto qualsiasi, esprimendo il proprio parere, ci avviamo al civile confronto. E fin qui, pare, tutto bene. Ma quando si sconfina, o meglio si esce fuori, da quello che può essere una garbata conversazione allora subentra automaticamente il Codice Penale nel momento in cui una persona si sente offesa. O meglio il reato di diffamazione. Questo reato lo compie chi offende una persona, denigrandola con accuse (giuste o non giuste, non importa al momento) lanciate sul lato personale e offendendola oltre il lecito.

UN ARTICOLO, UN VIDEO E UN ESPOSTO-DENUNCIA ALLA PROCURA MODIFICANO I SEGNALI A TORRE OVO!

Montati questi semafori, con il sistema elettronico denominato “led”, gli attori protagonisti pensavano di incutere paura a tutti gli automobilisti. Semaforo che dava il verde a tutti, automobilisti e pedoni assieme, creando non pochi seri problemi alla viabilità della Marina torricillese. Sono stati molti i lettori del nostro giornale che, in tempo reale, hanno esposto il loro dubbio.

Anzi, la loro era una certezza sul non buono funzionamento di questo semaforo collocato sull’arteria principale di Torre Ovo. E allora a chi rivolgersi se non ad un giornale che prende in pieno, e credo con giusta ragione tra l’altro, simili soprusi mascherati dalla legalità?

A TUTTI GLI AMICI DI QUESTO GIORNALE, A TUTTI COLORO CHE COMMENTANO I NOSTRI LINK SU FACEBOOK

Sta diventando abitudine di alcuni nel dialogo, intervenire (giustamente), e dire la propria. Fin qui ci siamo, o quasi. La cosa che diventa inaccettabile è questa: non si mostra il proprio viso. Quindi si discute o si ragiona con dei veri e propri anonimi. Questo non è giusto per questo giornale, ma è anche non giusto per tutti quegli amici (e sono tanti) che mettono a monte il loro volto senza doversi vergognare di quello che dicono. A questi “amici” che si nascondono sotto un nick name o altro diciamo questo: d’ora in poi bloccheremo categoricamente il vostro contatto e quindi non avrete più modo di entrare nella bacheca di questo giornale. Mi spiace, ma questo lo avevo detto diverse volte. Questo viene fatto anche, e su tutto credo, per rispetto a chi non si nasconde dietro a sigle opportunistiche pronti a tirare stilettate, comodamente contro altri, sapendo benissimo di non essere (almeno apparentemente) individuati.  Come anche, verrà radiato immediatamente chi non usa un linguaggio pulito e senza offese verso chi interviene nel dialogo, pur avendo opinioni diverse.

Giovanni Caforio, Direttore di Viv@voce

LA SOLIDARIETA’ E’ UNA GRAN BELLA COSA. DIMOSTRA CHE LE PERSONE SEGUONO GLI EVENTI, SI INTERESSANO DEI FATTI …

Aver ricevuto tanta soldarietà da moltissimi lettori del nostro giornale, in virtù della sentenza di primo grado, per la condanna del reato di diffamazione  a mezzo stampa è stato qualcosa di bello. Per davvero

Questo dimostra l’affetto che molti di voi nutrono nei confronti di questo “garibaldino” strumento di informazione, ma direi su tutto di comunicazione.

Viv@voce pronto al suo nuovissimo sito. Da www.vivavoceweb.it a www.vivavoceweb.com

Dal punto IT al punto COM. La differenza non cambia nulla.

Parte il primo quotidiano on line savese

Questione di poche ore e parte il nuovo sito. Grafica, impostazioni e ricerche innovative

logo

Ci siamo. Questione di poche ore ed è pronto il nuovo sito di Viv@voce.  L’indirizzo web è stato modificato solo nella sua parte finale, cioè al punto IT va sostituito il punto COM. Questo perchè? Il sito che stiamo lasciando, la verità è che con questo nuovo sito è la quarta volta che Viv@voce innova la sua finestra telematica, era strutturato in modo diverso da quelli più all’avanguardia e per tanto le modifiche che si potevano apportare erano limitatissime, per cui non si poteva fare un gran chè su quella struttura.

Il vecchio indirizzo, quello che finisce in IT, resterà attivo fino alla fine dell’anno in corso, in quanto  permetterà ai nostri lettori di visionare tutti gli articoli messi e di conseguenza  darà anche a noi il tempo necessario di trasportare le diverse migliaia di articoli sul sito nuovo. Appena in rete, il nuovo sito, accenderemo una candelina di augurio, ricordando ai nostri lettori quello che scrivemmo nel lontanto 2004 quando questo giornale cominciò a fare i primi passi e cioè “Oggi è nato un fiore di speranza nel nostro paese, questo fiore di speranza lo coltiveremo sempre all’insegna della libera informazione”.

Un giornale, credo, deve essere sano, indipendente, coraggioso. Toh, ancora una volta il coraggio. In qualche modo, il coraggio c’entra sempre.

Giovanni Caforio
Direttore di Viv@voce