TARANTO. Mitilicoltura. Incontro in chiaroscuro

Nota stampa di AGCI AGRITAL, AGRIPESCA, CONFCOOPERATIVE TARANTO-FEDERCOOPESCA, LEGACOOP AGROALIMENTARE PUGLIA DIPARTIMENTO PESCA, UNCI AGROALIMENTARE, FAI CISL, FLAI CGIL, e UILA PESCA

Approccio pragmatico alla scottante questione della mitilicoltura a Taranto, quello dello staff del Ministro per il Sud e per la Coesione territoriale, Mara Carfagna, in occasione dell’incontro in videocall. Apprezzeremo ancora di più tutto ciò non appena alle parole faranno seguito i fatti  che mancano da troppo tempo.

Siamo lieti comunque di aver riportato la questione al centro dell’attenzione del Cis, consapevoli della assoluta centralità dello strumento delle bonifiche, passaggio obbligato per poter guardare finalmente oltre, e gettare le basi per il rilancio di un comparto che soffre da troppo tempo, e che paga per i ritardi e la mancata coesione del territorio.

Al tempo stesso, rileviamo che continua ad essere assente un’idea condivisa su un progetto scientifico. Il coinvolgimento dei vari attori, come Arpa, Asl, Cnr, Università.., non è ancora servito a trovare una soluzione che possa tenere insieme la secolare produzione tarantina legata al mare e tutto il contesto nel quale è inserita, restituendo serenità alla città intera. Va assolutamente individuato al più presto un puntuale cronoprogramma, quindi la strada da percorrere, in quali tempi, con quante e quali risorse.

A cosa sono serviti finora i tanti convegni e le riunioni fiume attorno ad un tavolo per cercare una via d’uscita?
Purtroppo abbiamo perso del tempo, anche azzerando i risultati raggiunti con il percorso avviato, per noi in maniera opportuna, dall’ex commissario per le bonifiche Vera Corbelli, che aveva quantomeno effettuato la caratterizzazione delle aree del Mar Piccolo, individuando tre zone con criticità di diverso tipo e quindi con esigenze di intervento di differente intensità dal dragaggio, al capping fino a operazioni semplici che, grazie ad un certo tipo di vegetazione, potrebbero aiutare a ricostituire in maniera piuttosto naturale l’ambiente marino.

Parliamo di un percorso che deve partire dalle bonifiche, deve passare attraverso il risanamento, ma prevedere anche la  riqualificazione; tutto questo non solo nell’interesse degli operatori del mare, ma per il bene di una intera comunità. Perciò riteniamo vada riconsiderata per esempio, tra le altre cose, la questione dei punti di sbarco, così come il piano delle coste, e allargando la questione al welfare, vanno previste misure atte a mettere in sicurezza le circa mille famiglie tarantine che vivono di pesca e mitilicoltura da sempre.

Uomini che con sacrificio cercano di svolgere il loro lavoro con dignità, e la cui situazione non è meno importante della condizione di altre categorie. Lavoratori che chiedono gli venga restituita la possibilità di svolgere la propria attività con dignità. Parliamo di una emergenza lavorativa che potrebbe trasformarsi in emergenza sociale.

Ci preoccupa inoltre il mancato raggiungimento di un risultato definito e l’assenza di rassicurazioni da parte dell’attuale commissario per le bonifiche presente al tavolo, il prefetto Demetrio Martino, che manterrà l’incarico fino a fine marzo.

Sentiamo il bisogno di chiamare a raccolta tutte le forze politiche, dai parlamentari alla Regione, agli enti locali, convinti come siamo che, se sarà necessario, non esiteremo anche a coinvolgere la cittadinanza in una mobilitazione decisa.

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