DIFFAMAZIONE. Andiamo avanti ora con la condanna di Dario IAIA, di Lucia IAIA e il rinvio a giudizio del Presidente del Consiglio comunale Pasquale Calasso

Molti mi chiedono di questa situazione processuale imbastita da Dario IAIA e che, guarda caso, stavolta non mi vede nei banchi di imputato ma in quelli dell’accusa. A che punto sta questa assurda guerra dichiarata a questo giornale, o meglio al suo direttore

E’ dal 2013, anno in cui partirono le famigerate accuse nei miei confronti, ovvero quella per istigazione a delinquere (Articolo 414 Codice Penale), per lo Stalking (art. 612-bis c.p.) e alla diffamazione. Ricordando che per quanto riguarda le prime due sono stato assolto. In questi passati, quasi 10, più di qualcuno ha preso a imbastire accuse infamanti sul mio modesto operato di giornalista che di politico aveva tutto ma lo hanno voluto portare su ogni cosa, lo scontro, sul lato personale.

E da qui ho cominciato a difendermi e ad attaccare con le loro stesse armi: la denuncia presso la Procura della Repubblica di Taranto. Vediamo per ordine come stanno i condannati e i rinviati a giudizio che devono rispondere d’avanti al giudice per Diffamazione nei miei confronti.

La prima condanna è stata quella per Lucia IAIA, giornalista del Nuovo quotidiano di Puglia, avvenuta per decreto penale. Condanna della IAIA scaturita da un suo post su facebook altamente offensivo nei miei confronti. Ora siamo nella prima fase del processo di primo grado che vede la IAIA rinviata a giudizio in quanto ha impugnato la condanna per diffamazione sancita dal Decreto penale.

La seconda condanna è stata sempre per diffamazione per Dario IAIA, con decreto penale, ed è pronto il suo rinvio a giudizio come imputato e quindi sarà il 26 aprile del 2022 l’inizio del dibattimento. Motivo della mia denuncia? In un comizio pubblico lanciò pesanti accuse e offese contro il sottoscritto degne di querela che nulla avevano a che fare con la critica politica che, il giornale di cui dirigo, ha attuato nei confronti della sua amministrazione comunale.

La terza posizione, sempre con l’accusa di diffamazione, è occupata dal Presidente del Consiglio Pasquale Calasso. Accusa questa che ha portato Calasso al rinvio a giudizio. Motivo di questa denuncia? In un comizio pubblico dal palco collocato in Piazza San Giovanni lanciò accuse pesanti nei miei confronti e, alla luce della mia denuncia, la Procura ha fissato la prima udienza di primo grado il 24 febbraio 2022.

Non ho dichiarato guerra a nessuno, nel senso che in passato non ho mai denunciato nessun amministratore o politico, e sono fiero che il mio giornale non ha mai chiuso la porta in faccia a nessuno, ospitando tra l’altro anche articoli che parlavano male di Viv@voce.

Ma a Sava, e questo è un classico, Viv@voce è sempre il migliore alleato di chi sta all’opposizione, salvo poi quando quest’ultima va al governo locale e quindi diventa il peggior nemico. Ma questo è sempre dettato dal rispetto dei ruoli: chi amministra deve amministrare, e bene tra l’altro, e chi deve informare deve informare, bene su tutto.

Testimonia il comportamento di questa amministrazione che ieri era sui banchi dell’opposizione di chi governava ed oggi sono loro a dirigere la vita amministrativa della nostra comunità. Allora Viv@voce “era uno strumento di informazione e crescita nel nostro paese”.

Ma ora invece sono le carte boccate che devono cantare messa …

Giovanni Caforio

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